[HANDS ON] Ryse: Son of Rome

 

[expand title=”Open” swaptitle=”Close”][schema type=”review” url=”CoPlaNet.it” name=”Ryse: Son of Rome” rev_name=”Ryse: Son of Rome” author=”Alberto “Soldato89″ Angileri” ][/expand]

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Combatti per Roma!

Un enorme gladiatore fa breccia nel mio cuore e mi spalanca un portone, un vero e proprio parco giochi per il sottoscritto. Un’area espositiva di tutto rispetto in cui la Microsoft ha voluto presentare tre dei nuovi giochi in uscita per la Xbox One. Il tanto chiaccherato Ryse: Son of Rome è quello che mi ha incuriosito e attirato maggiormente. L’area dedicata alla stampa è l’occasione che il “Soldato” cerca per poter testare con mano e in tutta tranquillità questa perla della Crytek. Dopo circa un ora di gioco ininterrotto e un piccolo scambio di opinioni con uno dei PR presenti sul posto, questo è ciò che ne penso sul titolo.

La demo mostrata riguardava unicamente la modalità Gladiator, un survival in cui dovremo affrontare una serie di nemici, un round dopo l’altro e sempre più agguerriti. Potremo giocare da soli o in compagnia di un altro legionario, anche se in questo caso ci è stata mostrata solo la modalità singleplayer.
Prima di aprire i cancelli del Colosseo dovremo scegliere la divinità con cui legarci, questa scelta comporterà una modifica delle nostre abilità ma che non andrà a modificare quello che è il colpo speciale che potremo utilizzare durante il combattimento. Recupero più veloce della salute, maggiori XP guadagnati, attacchi più potenti e molto altro, queste sono le capacità che verranno modificate in base al Dio scelto.

Un video iniziale, oltre a farmi venire letteralmente i brividi, ci mostra quello che è l’arrivo all’arena in cui lotteremo per sopravvivere. Una volta varcati i cancelli la spada e lo scudo diverranno i nostri unici alleati. Un sistema di combattimento molto semplice in cui con la semplice pressione dei tasti frontali potremo attaccare, rotolare, parare e sbilanciare l’affersario con lo scudo. I dorsali serviranno per l’attacco speciale e utilizzare le lance per gli abbattimenti dalla distanza. Per correre non dovremo fare altro che tenere premuto l’analogico.
Un pò lento e macchinoso il gameplay ma comunque ottimo da un punto di vista grafico e visivo.
Para – attacca – para – attacca, il nostro occhio deve sempre essere fisso sull’insieme di nemici che ci circonda e mai sull’unico che andremo ad attaccare. L’attenzione dovrà essere al massimo quando saremo circondati dai più ostici e robusti barbari che saranno in grado di parare ogni nostro singolo colpo, qui dovremo sbilanciarli per poi attaccarli e nel frattempo parare i colpi dei loro compagni.

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Una modalità conosciuta ma che ha tanto da offrire in questo Ryse: Son of Rome

Un’ondata di nemici dietro l’altra mi si pongono davanti, dai semplici soldati passando dai barbari più robusti e difficili da abbattere fino ad arrivare ad un energumeno mascherato con cui mi sono dovuto affidare all’attacco speciale per riuscire ad eliminarlo. Un arena sempre in movimento mi ha permesso di provare svariate “situazioni” particolari; dall’olio bollente con cui ho bruciato bunker e nemici, postazioni di balestre finne con cui sono riuscito ad uccidere i nemici dalla distanza, trappole a terra posizionate in modo tale da proteggerci quando le attiviamo passandoci all’interno, lance raccolte dai cadaveri con cui potevo uccidere dalla distanza fino ad arrivare a delle “fantastiche” trappole rotanti dotate di pale chiodate. Una serie infinita di trappole in grado di dare varietà a una modalità ormai già conosciuta al popolo dei videogames ma che sa comunque sempre stupire e far divertire.

Ciò che mi ha incuriosito di più è il tanto (troppo) chiacchierato utilizzo eccessivo dei QTE. Ormai è solo diceria pura, la spettacolare esecuzione verrà utilizzata solo in pochissimi casi e verrà segnalata con un piccolo teschio posto sopra la testa del nostro nemico. Da li in poi il nostro avversario sarà abbattuto ma starà a noi renderlo un po’ meno epico e glorioso riuscendo a premere i tasti corretti nel momento giusto..solo con un perfect otterremo il massimo del punteggio! Resto comunque curioso di poter provare tutte le esecuzioni presenti nel gioco, anche se molte le ho potute provare nella mia sessione di gioco.

Il mio interesse è ricaduto sul dettaglio dell’arena, del nostro legionario e dei nemici a schermo e non ho potuto fare a meno di notare i caricatori posti nella parte più alta. La solita barra della salute viene affiancata dall’icone della folla che crescerà ogni volta che esulteremo o riusciremo a compiere uccisioni spettacolari. Una terza barra indica il caricamento del colpo speciale con cui riusciremo ad abbattere i nemici più ostici.

L’applicazione SmartGlass ormai è gia presente su tutti i nostri SmartPhone e in questo videogioco ci sarà molto utile, potremo infatti impostare la nostra partita nella modalità Gladiator e anche utilizzare i nostri punti esperienza per modifiare il nostro legionario con armi e accessori che incrementeranno le sue caratteristiche.

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Un immenso colpo d’occhio, un comparto grafico davvero grandioso!

Dopo la mia intensa ora di prova in cui ero totalmente immerso nel gioco, grazie anche alle mie belle cuffie della Tourtle Beach, posso essere più che soddisfatto di ciò che mi è stato proposto durante questo Evento. Sono convinto che la versione mostrata sia lontana da quella definitiva che uscirà il 22 Novembre. Anche se ancora un pò legnoso, il sistema di combattimento mi è sembrato semplice ed intuitivo; l’ottimo livello grafico non può fare altro che strizzare l’occhio alla nuova generazione… anche se siamo ancora lontani da ciò che queste macchine possono realmente creare. Entusiasta per questa nuova IP e sono sempre più curioso di provare la campagna singleplayer!
E voi che ne pensate? Sono l’unico amante del genere?

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Scritto da: Alberto "Soldato89" Angileri

Un amore per il Cinema, le Serie TV e i Videogames che mi accompagna sin da quando ne ho ricordo. Una passione nata dalla mia prima Amiga per poi finire in quel vortice chiamato Pokemon, fino ad arrivare al presente in cui Xbox One e Playstation 4 dominano il mio soggiorno. Una vasta collezione di titoli che negli anni ha saputo mutarsi e talvolta trasformarsi, grazie all’esperienza maturata e si, agli stati emotivi che mi hanno accompagnato in questo periodo. Divoro praticamente tutto, ma rimango sempre fedele agli sparatutto e agli action-adventure con cui sono nato. Serie TV e cinema sono tutta un’altra storia ragazzi.
Da anni su Coplanet.it senza perdere la voglia di giocare e scrivere.

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