Chimielarz: "Microsoft con Xbox è stata come un elefante in una cristalleria"

 

Come tutti sapranno la cronologia di Xbox One è stata frastornata sin dalla sua rivelazione; il fatto poi che Microsoft non abbia ancora spiegato in concreto la destinazione della famigerata autenticazione on-line ogni 24 ore è stato paragonato a un elefante in una cristalleria, almeno secondo Adrian Chmielarz

Da premettere che Chmielarz, in un blog postato ieri, ha sostenuto l’idea di un  passaggio al gioco digitale, commentando in maniera positiva le politiche di Microsoft, secondo cui la società è un passo avanti verso quel futuro. Tuttavia, egli ha dichiarato che la casa americana si sta approcciando in maniera totalmente errata.

Ecco le sue parole: “Una società denominata Microsoft ha avuto un’idea davvero grande: cerchiamo di accelerare la morte delle versioni retail. Il supporto fisico è un animale ferito a morte ed è nella necessità di uccidere per misericordia; Microsoft sembrava essere pronta a premere il grilletto. Ma, come tutti sappiamo, la società è andata ad approcciarsi come un elefante in una cristalleria. Mai in grado di spiegare una volta per tutte la questione delle 24 ore online; mai in grado di spiegare come le vendite dei giochi usati funzionino; mai in grado di comunicare con chiarezza.”

Citazioni dirette ma azzeccate? Cosa ne pensate?

 

COMMENTI
  1. 1.

    Ma perchè diavolo continuano tutti a insistere con ‘sta storia che l’epoca del supporto fisico per i giochi è finito?!? Chi lo dice?!? Le società, non i clienti! In quale stramaledetto mondo un gioco in digitale da più soddisfazione di un disco? Senza supporto fisico dove finisce tutta la gioia dell’avere una confezione ben decorata con un’illustrazione accattivante tra le mani, la trepidazione della prima apertura, lo sfogliare il libretto di istruzioni e la soddisfazione di poter realizzare una collezione di titoli in mostra in casa? Devono smetterla di prenderci per il culo! Nessuno vuole che il mondo vada in quella direzione, eppure continuano a ripetere che la gente spinge da quella parte
    2.

    Eikichi
    Ma perchè diavolo continuano tutti a insistere con ‘sta storia che l’epoca del supporto fisico per i giochi è finito?!? Chi lo dice?!? Le società, non i clienti! In quale stramaledetto mondo un gioco in digitale da più soddisfazione di un disco? Senza supporto fisico dove finisce tutta la gioia dell’avere una confezione ben decorata con un’illustrazione accattivante tra le mani, la trepidazione della prima apertura, lo sfogliare il libretto di istruzioni e la soddisfazione di poter realizzare una collezione di titoli in mostra in casa? Devono smetterla di prenderci per il culo! Nessuno vuole che il mondo vada in quella direzione, eppure continuano a ripetere che la gente spinge da quella parte

    Sono d’accordissimo con te;).

    Anche io voglio la mia collezione con tutte le sue custodie da esibire una accanto all’altra.

    Loro (in generale) puntano sul digitale così da massimizzare ancor di più i profitti eliminando i costi di produzione di custodie, dischi, cover, distribuzione globale “fisica” dei giochi e tutto quello che ci va dietro!!!

    Ci guadagnano un bel pò!!! Senza contare posti di lavoro che andrebbero a mancare e gente lasciata a casa!!!

    Infatti quando vedo che una versione digitale costa uguale a quella che compri in negozio è veramente ignobile.

    Potrei essere d’accordo con il digitale solo ed esclusivamente se ci fosse un risparmio veramente significativo.

    3.

    Io sono d’accordo sul DD ma solo se mi fanno sconti “alla Steam” perchè pagare un gioco retail 70€ e trovarlo in DD a 65€ non è una gran cosa :asd:
    4.

    Eikichi
    Ma perchè diavolo continuano tutti a insistere con ‘sta storia che l’epoca del supporto fisico per i giochi è finito?!?

    Perché, come dice anche ;, i publisher non devono spendere soldi in distribuzione, abbattendo di molti i costi. Che poi si lasciano a casa migliaia di persone, senza un posto di lavoro, a loro non frego un tubo.

    Inoltre, possono tranquillamente mettere il prezzo che vogliono, senza doverlo abbassare, come capita a volte nei negozi o nelle grandi catene. Senza contare che estirpano, uno dei mali più grandi dell’industria (almeno come vogliono farci credere loro): ossia il mercato dell’usato, che, tramite la distribuzione digitale, scomparirebbe.

    Insomma, il futuro del gaming, se continuerà su questa strada, sarà rivolto solo ed esclusivamente ai ricchi, neanche più ai “benestanti”. Perché ai publisher, se tu non puoi comprare un gioco a 70 euro (che, non mi stancherò mai di ripeterlo, è un prezzo folle, una persona normale, quante volte può spenderli, per un gioco? Due volte l’anno, forse, ed è pure tanto), non intressa minimamente. Non puoi spendere tanti soldi? ‘Fanculo, non ci interessi. Comprati un pallone e fuori dalle balle, pezzente :lele

    5.

    Violent666
    Perché, come dice anche ;, i publisher non devono spendere soldi in distribuzione, abbattendo di molti i costi. Che poi si lasciano a casa migliaia di persone, senza un posto di lavoro, a loro non frego un tubo.

    Inoltre, possono tranquillamente mettere il prezzo che vogliono, senza doverlo abbassare, come capita a volte nei negozi o nelle grandi catene. Senza contare che estirpano, uno dei mali più grandi dell’industria (almeno come vogliono farci credere loro): ossia il mercato dell’usato, che, tramite la distribuzione digitale, scomparirebbe.

    Per l’appunto. Ma allora che la smettano di dire che il gaming e I VIDEOGIOCATORI stanno andando in quella direzione, perché se no mi sento veramente preso per i fondelli e gli sputerei in faccia

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Scritto da: Darth Gary

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