[RECENSIONE] Playstation VR

Non credo di aver mai recensito qualcosa di minimamente importante come questa periferica in vita mia. La realtà virtuale, il sogno di tutti i bambini cresciuti negli anni 90, è finalmente disponibile a un prezzo relativamente basso. L’idea di poter avere uno di questi visori, a casa propria, metterselo sulla testa e isolarsi dal mondo è allo stesso tempo meravigliosa e spaventosa. Presentato pochi anni fa come Project Morpheus, il Playstation VR è stato per lungo tempo un “proof of concept” che si pensava destinato all’oblio. In molti pensavano che la Playstation 4 semplicemente non fosse abbastanza potente per il VR, anche in virtù delle specifiche minime della concorrenza che mostravano un divario di prestazioni. Ma il Playstation VR è qui, e lo si attacca alla stessa PS4 in vendita dal 2013. Ne vale la pena? Tutto dipende dalle vostre aspettative.

Scatolo
Non sono solito guardare video di unboxing online perché preferisco farlo da me e mai come questa volta ne sono stato felice. La confezione del Playstation VR (quella base), contenente TUTTO l’occorrente per collegare la periferica alla console e fare in modo che l’immagine sia visibile anche sulla televisione, è un capolavoro di design. Il modo in cui si apre per rivelare i vari scomparti, i disegni atti a far capire cosa contengono sono sul serio di una qualità che mai mi sarei aspettato dalla Sony. L’idea che si ha sin dall’inizio è quella di essere di fronte a un prodotto curato fino ai minimi dettagli e basta passare al visore stesso per capire che la qualità ha avuto un posto molto rilevante nella progettazione di questo accessorio.

Montarlo è poi un gioco da ragazzi e passare dall’essere una persona normale con un voluminoso scatolo davanti al viaggiare in meravigliosi mondi virtuali non richiederà più di 10 minuti, includendo update dei driver e i vari settaggi richiesti una volta acceso il visore. In parole semplici, vi basterà staccare il cavo che va dalla vostra PS4 alla TV e farlo passare attraverso il box esterno, collegandolo poi a sua volta alla TV. Vi basterà poi collegare il visore al box e quest’ultimo alla presa elettrica per essere pronti a immergervi nel futuro. Una volta acesso il visore verrete subito invitati ad aggiornarlo e a regolarlo. A meno che non abbiate problemi di spazio che vi costringano a disconnettere il visore ogni vol, dalla seconda volta in poi vi basterà premere il tasto di accensione sul cavo per poter accendere console e visore e riattaccare da dove eravate rimasti.

 

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Impressioni
Il Playstation VR è realizzato interamente in plastica e stoffa e, per quanto da un certo punto di vista sia giocattoloso, dall’altro siamo di fronte a una diavoleria elettronica leggera e confortevole. Avendo potuto testare un Oculus DK2 e un HTC Vive precedentemente, sono del parere che la visione di Sony sulla realtà virtuale sia quella più accattivanete e futuristica. Nonostante occupi più spazio, è l’unico HMD sul mercato ad avere una vaga forma di casco anche quando non indossato. Il Playstation VR non utilizza elastici atti a premervelo sulla faccia, ma si poggia delicatamente sulla vostra fronte. Tralasciando la distruzione di una qualunque pettinatura decente, il visore non preme fortemente da nessuna parte (a meno che non decidiate voi di stringervelo alla nuca) e questo lo rende particolarmente adatto a sessioni di gioco prolungate. E’ davvero facile metterselo e toglierlo, anche grazie alle diverse regolazioni di cui il visore è dotato. Come ciliegina sulla torta, nessun problema per coloro che portano gli occhiali grazie allo spazio di cui è dotato.

Menzione a parte merita il cavo che collega il visore al box, o meglio, alla piccola sezione bianca a circa 50 cm dal Playstation VR. Questa contiene alcuni comandi essenziali (on/off, muta microfono, volume + e -) e il foro 3.5”, per permettervi di collegare qualunque set di auricolari o cuffie stereo da usare con il visore per godere dell’audio 3D. Il fatto che sia permesso collegare le vostre cuffie di qualità nonostante Sony includa un set di auricolari è il benvenuto e in linea con la politica di apertura che la casa giapponese ha adottato nei confronti degli accessori già dalla PS3.

Ma come si comporta il PSVR una volta indossato? Bene, molto bene. Come detto precedentemente, il set up non richiede molto tempo, solo che la telecamera riconosca il visore, ed è roba di pochi secondi. Inizialmente sarete accompagnati dallo schermo virtuale della vostra PS4, la funzione standard che il visore utilizzerà ogniqualvolta il contenuto riprodotto sarà in 2D. Sarà possibile decidere le dimensioni di questo schermo virtuale, e bisogna dire che giocarlo utilizzando la dimensione maggiore è impressionante, ma allo stesso tempo va detto che non è il modo ideale per farlo, per due motivi: risoluzione e grandezza. Il primo è semplice: Utilizzando uno schermo virtuale, a prescindere dalla dimensione, significherà per forza di cose usare avere solo una parte della risoluzione del visore disponibile. In altre parole, scordatevi di vedere i giochi in fullHD. Anche nella migliore delle ipotesi sarete dinanzi a una versione a risoluzione minore di ciò che di solito si vede su una TV. Il secondo motivo è ancora più semplice: giocare su una TV enorme significa dover muovere continuamente la testa per in diverse parti dello schermo, quando con una TV normale vi limitereste a muovere gli occhi. Allo stesso modo, lo schermo del PSVR è realizzato per avere una risoluzione maggiore al centro che sfuma lievemente verso i bordi, facendo sì che muovere gli occhi ai lati del visore significhi vedere un’immagine abbastanza sbiadita. In altre parole è una funzione utile, soprattutto quando si ha una sola TV e questa è occupata, ma resta a mio avviso una seconda scelta, non di certo un’esperienza premium a quella risoluzione.

 

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E parlando della risoluzione, abbiamo un visore con schermo a risoluzione totale 1080p, metà per occhio, e lo abbiamo a pochi cm dalla nostra faccia. Cosa significa questo? Beh, innanzitutto che la risoluzione non è assolutamente alta abbastanza da non vedere i pixel di cui lo schermo è composto, ma questo era da aspettarselo visto che la situazione è pressoché simile anche sui visori concorrenti, nonostante la risoluzione più alta. Questo per dire che il compromesso è un qualcosa dal quale non si può fuggire al momento, visto che la potenza non è assolutamente abbastanza per garantire un VR con la stessa qualità e risoluzione nella media della generazione attuale. Sto per caso cercando di dire che la situazione è terribile? No, tutt’altro. Paragonato agli altri visori, la scelta Sony è quella con minore screendoor effect. Questo suonerà strano per chi non ha mai provato un HMD attuale, ma in Playstation VR vedrete si i pixel, ma sulla distanza. Sulla concorrenza avrete spesso la sensazione di avere una rete davanti ai vostri occhi, sensazione che poi dimenticherete dopo un po’, ma comunque presente. E invece non conta quanto orribile sia la risoluzione di un titolo, il PSVR e le sue ottiche di qualità riescono in modo eccellente a farvi dimenticare di avere uno schermo a pochi cm dagli occhi, e questo aiuta a immedesimarvi ancora di più nell’azione.

L’altra differenza sostanziale tra il visore Sony e la concorrenza è il refresh rate, fino a 120 hz, invece dei 90 degli altri. La casa giapponese lascia la scelta ai programmatori se andare nativamente a 90 o 120, oppure raggiungere un framerate di 60 fps e poi lasciare alla console Sony il compito di duplicarla virtualmente a costo quasi 0. E c’è da dire che da questo punto di vista non si può che rimanere soddisfatti dalla soluzione applicata, visto che nei vari giochi provati non ho notato minimanete la presenza di artefatti visivi dovuti alla duplicazione dei frame. Questo è ovviamente uno dei vari stratagemmi di Sony per sopperire alla mancanza di potenza che affligge la sua console del 2013, che possiede meno della metà dei Tflops necessari per utilizzare le scelte Oculus e HTC.

 

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L’altra caratteristica del Playstation VR è l’utilizzo di periferiche già sul mercato da diversi anni, quali la Playstation Camera e il Move. Questo è senza dubbio una mossa fatta per mantenere il prezzo il più basso possibile ed è stata la benvenuta da parte di chi, come me, era fortunato abbastanza da possedere tutto l’occorrente per divertirsi acquistando unicamente il visore. Allo stesso modo, la tecnologia “vecchia” è anche ciò che per molti è il vero punto debole del visore in questione. Il fatto che il tracciamento nello spazio del visore e dei controller sia fatto principalmente tramite luci, rende abbastanza limitato il raggio di azione del visore. Sia ben chiaro, non è terribile e la situazione migliora drasticamente giocando al buio, ma siamo di fronte a un limite abbastanza grosso. Questo potrebbe essere risolto in futuro grazie a una telecamera migliorata e creata appositamente, ma resta il problema dei move e della luce del controller PS4 che, per quanto funzionino comunque bene, spariscono dalla vista nel momento in cui la loro luce esce fuori campo. Forse impiegherete un po’ di tempo per trovare il punto esatto in cui posizionare la camera, avrete bisogno di testare diverse situazioni di luce e movimento, ma il sottoscritto reputa di averlo trovato dopo circa una settimana.

Seppure mi occuperò dei giochi dedicandogli spazio individualmente, c’è da dire che la lineup del PSVR è impressionante, con circa 30 giochi al lancio e una serie di titoli in uscita tra fine anno e l’inizio del prossimo che possono indubbiamente giustificare l’acquisto del costoso accessorio senza rischiare che prenda polvere dopo qualche giorno.

C’è però da fare una considerazione abbastanza importante sulla qualità generale di questi ultimi: sono presenti sì degli AAA, principalmente di produzione Sony, ma la maggior parte dei titoli variano dalla tech demo all’indie, di qualità variabile. Allo stesso modo, la pulizia grafica, o meglio, la nitidezza varia sensibilmente a seconda del tipo di gioco. Se alcuni giochi risultano nitidi e colorati e fanno ben sperare per il futuro del visore, altri risultano abbastanza sfuocati, con una qualità finale che non è propriamente confortante… e questi sono di solito quelli che più faticano a spingere la qualità grafica verso l’alto. Purtroppo è inevitabile, dover gestire un’intero mondo in grafica stereoscopica ad almeno 60 fps è difficile per qualunque macchina, e i limiti della PS4 escono fuori in modo abbastanza notevole.

Ma non è neppure quello a preoccupare del visore Sony, d’altra parte la scommessa del “il VR può funzionare su PS4” è vinta a prescindere dalla qualità visiva. Il vero problema è quello che affligge tutti gli altri visori: il motion sickness.

Avete mai avuto problemi di voltastomaco o giramenti di testa giocando ai videogiochi sulla vostra TV? No?

Nemmeno io, reputiamoci fortunati. Il VR però è un altro paio di maniche, totalmente diverso e risulta stressante sul vostro corpo anche se avete stomaci d’acciaio. Il VR, almeno all’inizio, è consigliato per brevi sedute. Il sottoscritto ha provato una sola volta a superare il paio d’ore di gioco e gli effetti li ha sentiti per oltre 24 ore totali, e non è un’esagerazione. Questo accade per tutti i giochi? No, affatto.
Il problema principale del VR si sente in quelle situazioni in cui siete liberi di muovervi in prima persona, mentre è molto, molto più limitato quando la vostra telecamera si muove “a scatti” o nelle situazioni in cui scorrerete su binari. Pare che la situazione migliori usando il VR spesso, con il vostro cervello che, con il giusto allenamento, riesce a distinguere il mondo reale da quello virtuale. Per il sottoscritto una decina di giorni non sono stati abbastanza per riuscire a giocare in modo confortevole a Rigs o Driveclub VR senza giungere a un limite dopo poco meno di un’ora di gioco. Questa incognita purtroppo resterà tale per il momento, il consiglio è quello di provare il VR abbastanza a lungo prima di precipitarsi ad acquistarne uno.

 

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La valutazione finale è difficile, come si valuta una piattaforma come questa che offre un modo completamente nuovo di giocare? Ci limitiamo alla qualità dell’apparecchio? Ci concentriamo sui giochi belli ignorando quelli bruttini o facciamo pesare questi ultimi sulla considerazione finale? Pensiamo alla situazione attuale ignorando quella futura? Ci lasciamo trasportare dalle sensazioni individuali che non per forza rappresenteranno quelle della maggior parte del pubblico? Sembra che tutto sia importante ma nulla al punto da tale da avere precedenza sul resto… e allora? Allora tentiamo di chiudere il tutto con poche frasi molto semplici.

Il Playstation VR, quando funziona bene, vi farà visitare mondi nuovi e provare sensazioni nuove, come non succedeva dai tempi del passaggio dal 2D al 3D. Quando funziona male, vi farà stare molto male, per il motion sickness o per la qualità visiva di alcuni dei titoli di lancio.

Merita di essere comprato adesso? Sì, se aspettavate il VR da tanto tempo. La quantità dei giochi vi terrà occupati, il limite iniziale sarà unicamente il vostro portafoglio.
C’è una killer app che ne giustifica l’acquisto? Non secondo il sottoscritto.

Voto provvisorio 7.5

Recensioni VR
Nelle recensioni in VR che seguono questo articolo abbiam deciso di inserire due diverse caratteristiche alla fine per spiegare sia la sensazione di immedesimazione che il gioco forniscr (Effetto VR), sia quanto questo sia pesante sul vostro cervello e corpo (Stress VR). La Sony al momento non fornisce una categorizzazione dei titoli per ovviare ai rischi di motion sickness come accade altrove, quindi ci prenderemo noi la briga di fare da cavie per i nostri lettori.

 

[RECENSIONE] Until Dawn: Rush of Blood

[RECENSIONE] VR Worlds

[RECENSIONE] DriveClub VR

[RECENSIONE] RIGS: Mechanized Combat League

[RECENSIONE] Here They Lie

[RECENSIONE] Job Simulator

[RECENSIONE] THUMPER

[RECENSIONE] SuperHyperCube VR

[RECENSIONE] VR Bound

 

 

 

Recensione a cura di Sacha “Omeganex999” Morgese

COMMENTI
  1. 1.

    Alla fine dell’articolo sono stati aggiunti i link delle recensioni ai vari giochi, abbiamo recensito quasi tutta la lineup di lancio. Un plauso a ; per il grande lavoro :clap:
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Scritto da: Gerolamo "Pintur" Grosso

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