[RECENSIONE] Astro Bears Party

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[RECENSIONE] Astro Bears Party

ORSETTI SPAZIALI ALLA RISCOSSA!

È estremamente difficile riuscire a valutare un titolo come Astro Bears Party, che proprio non sembra sentirsi a suo agio nello store della console per la quale è stato concepito. Questo bizzarro party game è disponibile nel Nintendo EShop di Switch (ormai vera e propria casa di titoli indipendenti) al prezzo di 4,99€ ed è sviluppato da QubicGames. Vediamo come se la cava.

È proprio a partire da quel “party” presente nel titolo che potremmo catalogare il genere di Astro Bears. Un titolo che vuole fare del divertimento in compagnia il suo obiettivo principale. Gli sviluppatori cercano di raggiungere questo traguardo attraverso una formula che strizza l’occhio all’iconico Snake. Il risultato, tuttavia, non è dei più esaltanti. L’offerta ludica del titolo è davvero ridotta ai minimi essenziali e, oltretutto, non ha per niente le potenzialità per intrattenere il giocatore a lungo termine. Le modalità sono sostanzialmente due, una da party game competitivo e la seconda dedicata ai lupi solitari.

In Astro Bears potrete giocare in modalità Party fino fino a quattro giocatori, sia in modalità dock che in modalità portatile!

Quella che dovrebbe rappresentare l’ossatura portante del titolo di QubicGames è proprio la modalità party, che tuttavia dopo appena dieci minuti di gioco finirà con il venirvi a noia, rivelandosi per quello che è: un semplice mini-gioco. Lo scopo sarà quello di guidare un tenero orsacchiotto vestito da astronauta attraverso la superficie di una sfera che, apparentemente, vorrebbe ricordare l’aspetto di un pianeta (il risultato, come potrete intuire, non è per niente raggiunto). Le uniche manovre che dovremo compiere saranno quella di spostarsi e di saltare (con un jetpack che ci permetterà di librarci in volo per qualche istante), poiché al movimento ci penserà automaticamente il nostro personaggio, salvo un breve scatto che potremo usare di tanto in tanto durante la partita. Ma quale sarà il nostro obiettivo? La tuta spaziale che indosseremo rilascerà dietro di noi una scia che, se toccata, ci eliminerà dal gioco. Proprio come succedeva in Snake quando accidentalmente colpivamo la nostra stessa coda. Ora, pensate a quattro teneri orsacchiotti rincorrersi sulla superficie di una sfera di dimensioni estremamente piccole, con l’unico obiettivo di evitare la scia rilasciata da noi stessi e dai nostri avversari, e avrete colto l’essenza di Astro Bears Party. Niente di meno e niente di più. Il divertimento che è in grado di offrire il titolo non ha davvero nessuna speranza di protrarsi per più di qualche partita e non può minimamente pensare di impegnare un’intera serata tra amici.

Ci saranno ben quattro personaggi giocabili in Astro Bears Party e ognuno di questi avrà delle caratteristiche uniche!

Accanto alla modalità multigiocatore, avremo quella da giocare in singolo che, già di per sé, in un party game conta come il multiplayer competitivo all’interno di un The Legend of Zelda. Qua, possiamo dirlo, l’esperienza ludica che ci viene offerta prende a mani basse da Snake. Il nostro obiettivo sarà quello di, percorrendo sempre la superficie dei già citati pianeti, distruggere delle piccole navicelle spaziali (semplicemente passandoci attraverso) ed evitare la nostra scia che andrà man mano ad allungarsi. Anche qui, l’intrattenimento finirà molto presto e già arrivare ad azionare una seconda volta la modalità sarebbe un vero e proprio miracolo. Inoltre gli sviluppatori potevano impegnarsi quantomeno nell’inserimento di una classifica online, in modo da competere con i nostri amici, invece, questa sarà limitata solo ad un utilizzo in locale (e non potremo nemmeno editare il nome in caso di record, risultando difficoltoso distinguere i nostri personali record da quelli degli altri).

Descritte le modalità di gioco di Astro Bears Party, il quadro dovrebbe essere già abbastanza chiaro. Il risultato è un titolo davvero troppo poco sostanzioso per essere minimamente consigliato, visto anche il genere a cui appartiene. L’unico espediente trovato dagli sviluppatori, oltre alla possibilità di modificare le dimensioni dell’unico pianeta/scenario presente, sarà quello di cambiare il tipo di orso da usare nelle battaglie. Dal panda all’orso bruno, ogni personaggio avrà dei parametri che andranno a cambiare, come per esempio maneggevolezza, durata del salto e velocità. Tuttavia, i personaggi risultano estremamente disequilibrati. Alcuni semplicemente ingiocabili, soprattutto quelli meno manovrabili.

Anche il comparto tecnico non può nulla per migliorare la situazione. La resa grafica, seppur sufficientemente gradevole alla vista, non riesce a brillare di luce propria, a causa di una generale piattezza e di una mancanza di personalità generale. Inoltre, l’unica canzone che fa da sfondo al nostro gioco verrà presto a noia. Dal canto suo, dobbiamo ammetterlo, è stato piacevole l’inserimento dell’HD Rumble, che regala un feedback piuttosto gradevole nell’utilizzo del boost o quando salteremo con il nostro jetpack.

La modalità single player di Astro Bears Party non ha il mordente per tenervi impegnati per più di qualche minuto!

In conclusione, non ci resta che sconsigliare nella maniera più totale Astro Bears Party. Nonostante il più che accessibile prezzo d’acquisto, quello che dovrebbe essere un party game, si rivela un semplice mini-gioco che non ha nessun potenziale per arricchire l’offerta ludica proposta dall’EShop di Nintendo Switch. Oltre alla mancanza di personalità, il divertimento offerto dal titolo è ai minimi storici e nonostante si prefiguri per sessioni di breve durata, dopo pochissimo tempo finirà con l’avervi stancato. Insomma, guardate altrove.

COMMENTI
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Il Buono

  • Il concept, seppur riciclato, poteva risultare divertente
  • HD Rumble ben inserito

Il Cattivo

  • Il fattore divertimento viene a mancare dopo 10 minuti
  • Varietà pari a zero
  • Comparto tecnico sotto tono
  • Sviluppo frettoloso e senza personalità
4.5

Scritto da: Davide Andreetto

Cresciuto a pane e videogiochi. E’ estremamente convinto che lo scopo della vita sia sbloccare quanti più obiettivi possibili. Inizia la sua carriera videoludica su PS1 tra Crash, Spyro e Dino Crisis per poi lasciarsi incantare dalla magia di Halo su Xbox. Ama lo Split-Screen. Fautore del movimento “La grafica non fa il gioco”.

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