Blossom Tales

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[RECENSIONE] Blossom Tales

Papà Castoro, raccontaci una storia!

Ormai è uscito di tutto, ondate di giochi ogni settimana per i generi più disparati, tanto che ormai viene veramente da chiedersi cosa può mancare a Nintendo Switch. Forse… uno Zelda! Ma non perchè Breath of the Wild non sia all’altezza (chi lo ha pensato prema Alt+F4), bensì perchè ancora potrebbe trovare il suo spazio uno di quei capitoli in due 2D, gli stessi che si sono imposti su DS e 3DS. E quindi eccola qui la soluzione: Blossom Tales! Esatto, non è uno Zelda, però ne è un clone. Quindi la domanda è: sarà abbastanza?

Onestamente…. No. È chiaro che a leggere “Blossom Tales è un clone di Zelda” viene da pensare che il titolo di Castle Pixel abbia sì preso ispirazione, ma se non altro dimostri almeno una propria personalità, un qualcosa che lo contraddistingua. E invece no, passo dopo passo sembrerà di giocare un capitolo di Zelda per esplorazione, combat system ed interazione con l’ambiente di gioco, il tutto naturalmente ridimensionato da una qualità complessiva che, comprensibilmente, non si può nemmeno avvicinare alla maestria che origina i capitoli della saga Nintendo.

Blossom Tales è un’intera imitazione semplificata di uno Zelda, a partire dalla storia, che poi in realtà è una storia nella storia, con il gioco che parte neanche fosse un episodio di Papà Castoro. Due bambini, tra cui la protagonista Lily, e il nonno pronto a raccontare una storia fantasy, dove Lily affronta il suo primo giorno tra i cavalieri del regno. Tempo pochi minuti e le cose iniziano subito a mettersi male, con Lily rimasta l’ultimo baluardo ad impedire la caduta del regno, anche grazie alla codardia degli altri cavalieri che in tempo zero rinunciano valorosamente al proprio dovere.

Da quel momento inizierà la vostra avventura, che dungeon dopo dungeon vi porterà a recuperare i tre oggetti necessari a ristabilire la pace. Ognuno dei dungeon si rivela essere una lunga serie di stanze e stanzette in cui risolvere brevi enigmi, scovare qualche segreto, oppure eliminare i nemici. Niente di nuovo quindi, anche perchè l’attrezzatura a vostra disposizione è anch’essa di zeldiana memoria, quindi formata da arco, spada e bombe. I dungeon sono comunque ben strutturati, anche se a volte si sente una certa ripetitività di fondo, non solo tra un dungeon e l’altro, ma anche più volte all’interno dello stesso, quindi l’impressione è che forse avrebbe potuto ottenere maggior successo una soluzione fatta da un numero inferiore di stanze ma studiate meglio. Il pregio maggiore di Blossom Tales è probabilmente la caratterizzazione di boss e nemici, che pur essendo altrettanto familiari sanno comunque distinguersi e rendono gli scontri interessanti, spesso anche con un ottimo grado di competitività. Una difficoltà che, parlando in generale, ha anche un bel ruolo durante l’avventura, con picchi inaspettati nel finale, sia per combattimenti che enigmi, ben più stimolanti rispetto ad una prima parte della storia davvero troppo semplice.

Il lavoro grafico svolto dagli sviluppatori è invece di ottimo livello, affidato a quella intramontabile pixel art che un po’ per fascino, un po’ per una maggiore semplicità di realizzazione, è tornata prepotentemente alla ribalta del panorama indie. Non si può dire lo stesso del comparto audio, contraddistinto da tracce abbastanza standard e comunque poco memorabili, come d’altronde lo è caratterizzazione generale del mondo di gioco, che lascia a desiderare per storia e personaggi, spesso abbastanza insipidi.

Blossom Tales è sicuramente un grande omaggio ad una delle saghe di avventura più amate di sempre. Dispiace che però si limiti a questo, mancando di spunti più personali, visibili soltanto in alcuni aspetti del gioco, come i nemici e gli enigmi, almeno per la parte finale. Il contesto è purtroppo abbastanza piatto, per storia e caratterizzazione, ma comunque la base di gameplay trae massiccia ispirazione da un colosso dell’industria videoludica, quindi è naturale che, in fondo, Blossom Tales ha alcune buone carte per poter intrattenere quelle 5-6 ore necessarie al suo completamento… a patto che non abbiate aspettative troppo alte.

COMMENTI
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Il Buono

  • Simile ad uno Zelda 2D...
  • Buoni nemici ed enigmi...

Il Cattivo

  • ...ma fin troppo
  • Non ci sono spunti di originalità
  • ...anche se troppo semplici nella prima parte
7.5

Scritto da: Simone "nuggets619" Lenotti

Prima che la passione videoludica trovasse continuità ha vissuto quattro epoche diverse capitanate da Super Mario 64, Unreal Tournament, Pokemon (che le aziende di batterie stilo ringrazieranno a vita) e per finire Halo, del quale segue qualsiasi cosa e che ritiene uno degli universi di fantascienza più appassionanti di sempre. Ad oggi si ritiene un giocatore universale, ancora attaccato alle portatili Nintendo, oltre che particolarmente ferrato negli FPS e nella nobile arte dello stealth. Felice possessore di Switch, PS4, Xbox One e 3DS.

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