Bravo Team

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[RECENSIONE] Bravo Team

Tante cose possono essere dette sul PSVR di Sony, ma non che in questo primo anno e mezzo il supporto della casa giapponese sia mancato. Tutt’altro: Una forte campagna marketing, tagli di prezzo per spingere il visore in più case possibile, giochi su giochi (esclusive e non) e accordi marketing rilevanti (vuoi giocare Resident Evil 7 in VR? O compri la pleistescion o salti dalla finestr…escion? Okay, non funziona bene qui), una periferica eccellente come l’Aim Controller.

Ma se c’è qualcosa che indubbiamente manca è quella esperienza AAA targata Sony. Nessuno dei team maggiori, almeno per ciò che ne sappiamo, è al lavoro su titoli in esclusiva per PSVR e titoli di fascia alta con supporto VR come Gran Turismo Sport hanno unicamente mostrato come il VR sia ancora trattato come un’esperienza di secondo grado dagli studios maggiori.

C’è però uno studio che nell’ultimo anno è stato impegnato nel supportare il visore PlayStation, i Supermassive Games di Until Dawn e del suo eccellente non-seguito per realtà virtuale (Rush of Blood). Dopo il prequel dei due titoli sopracitati (The Impatient), atterra finalmente anche Bravo Team, l’altro titolo in sviluppo che si prefigge di cambiare il modo di vivere gli FPS in VR tramite l’utilizzo dell’eccellente aim controller. Un team di due persone (coop online o IA) contro un’armata di nemici, in una continua avanzata per la sopravvivenza!

Nonostante i due analogici sul controller, Bravo Team non offre la possibilità di muoversi liberamente, ma funziona come una sorta di ibrido dove è possibile avanzare o indietreggiare nascondendosi dietro a transenne, barili, muri e quant’altro possa fungere da riparo. Una volta riparati, il titolo funzionerà un po’ alla Time Crisis, con un tasto atto a farvi uscire dal riparo per fare fuoco sui nemici. Il discorso varrà anche questi ultimi che avanzeranno e indietreggeranno per mettersi in posizione di vantaggio nei vostri confronti.

Se sulla carta suona interessante, nei fatti il sistema ibrido di Bravo Team manca il bersaglio di svariati metri. Il muoversi tra i ripari avviene in terza persona (probabilmente per ovviare al motion sickness) e questo significa assistere a una breve cutscene non giocabile che interrompe drasticamente l’azione. Vedrete il vostro corpo muoversi in avanti e andare al vostro riparo e soltanto una volta arrivato potrete riprenderne il possesso. Qualcosa che fa strano la prima volta, fa strano la centesima volta e fino alla fine da’ un senso di realizzazione in modo approssimativo.

Il sistema mostra evidentemente i proprio limiti nel momento in cui verrete accerchiati dai nemici. Avere diversi avanti o dietro senza potersi muovere liberamente (giratevi di spalle e il vostro fucile perderà il tracking) è un grosso limite e, nonostante sia possibile girare di 180 premendo un tasto, l’esperienza è incredibilmente macchinosa per un’esperienza create per la realtà virtuale.

Il gunplay funziona fondamentalmente bene con il controller di puntamento. Mirare utilizzando il mirino montato sul vostro fucile d’assalto è divertente e mostra nuovamente l’eccellente realizzazione del controller Sony (un’esperienza attualmente esclusiva al PSVR), purtroppo è l’unico vero punto forte di Bravo Team visto che non vi sono altro che due tipi di nemici (soldati normali e “blindati”) e un numero di armi che sarebbe anche troppo generoso definire una manciata. Dopo i primi 10 minuti di gioco avrete già chiaro cosa farete per i restanti 100 che il titolo richiede per essere completato. E sinceramente a questo prezzo è abbastanza indecente.

Un altro enorme problema di design è dato dal fatto che le orde di nemici sono fondamentalmente infinite e non ha senso perdere troppo tempo a sparare. L’idea è quella di avanzare, costringendo i terroristi/ribelli/cosacavolosono ad indietreggiare fino a poter raggiungere l’uscita del livello. O perché no, avanzare ignorando i nemici, e finire i livelli in una manciata di minuti? Perché è spesso possibile, al punto tale da rendere gli scontri a fuoco opzionali vista anche la scarsa intelligenza artificiale di cui quei paramilitari/separatisti sono dotati.

Ma i Supermassive Games sono famosi per i loro giochi con una storia avvincente e personaggi interessanti no? Apparentemente no, visto che Bravo Team ha fondamentalmente una storia quasi inesistente, che è un semplice pretesto per avanzare e giustificare il genocidio che perpetuerete. Sul serio, è talmente inesistente da renderla in qualche modo fastidiosa in quei pochi secondi in cui appare ed è impossibile scrivere una frase al riguardo perché tutta è contenuta in una frase e la mia politica anti-spoiler è più forte del ridicolo non-sforzo qui presente.

Come detto precedentemente, l’intera campagna può essere completata in un paio d’ore, e questo giocandolo la prima volta in modalità Veterano (secondo livello di difficoltà su tre). Sia ben chiaro, il gunplay è realizzato in modo abbastanza decente da renderlo divertente per una sessione di media durata, ma una volta finito ci sarà poco altro da fare oltre alla modalità time attack. E se i titoli di questo genere (se vogliamo sul serio offendere Time Crisis o Police 911)  non sono mai stati famosi per la loro longevità, potevano almeno fregiarsi di un alto livello di rigiocabilità.

A conti fatti, Bravo Team è un esperimento fallito che fa sorgere qualche dubbio sulla gestione dei giochi per PSVR da parte di Sony. Perché una casa che si vanta (a buon ragione) delle sue produzioni AAA per la sua console principale permette che i titoli per una periferica così disperata per una killer app di essere così mediocri? Possibile che un anno dopo RE7 questo sia il massimo che possiamo aspettarci? A cosa è servito il delay di qualche mese se il risultato è così scoraggiante? Bravo Team sarebbe stato accettabile forse a 20€ e senza il marchio Sony grosso sulla copertina, ma al doppio del prezzo è davvero difficile da consigliare a meno che l’obiettivo principale sia quello di ottenere l’Aim Controller del bundle.

Per coloro in attesa di un degno erede di Farpoint per utilizzare la fantastica periferica purtroppo l’attesa continua.

Recensione a cura di Sacha “Omeganex999” Morgese

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Il Buono

  • Il controller di puntamento è fantastico
  • Gunplay divertente

Il Cattivo

  • Storia inesistente
  • Monotono
  • Corto
  • Sistema di movimento poco convincente
5.5

Scritto da: Gerry "Pintur" Grosso

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