Call of Duty: WWII

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[RECENSIONE] Call of Duty: WWII

Nuovo anno, nuovo Call of Duty. Occhi che girano, odio diretto ad Activision, diverse parole che non si possono scrivere su un sito visitato da giovanissimi. Va avanti così dal… 2005? Eppure le cose erano iniziate diversamente.
Il primo Call of Duty, uscito nel 2003 esclusivamente per PC, fu rivoluzionario. Nonostante di fps ambientati durante la seconda guerra mondiale ce ne fossero a bizzeffe (COFF COFF MEDAL OF HONOR COFF COFF), il suo mix eccellente di azione adrenalinica, fedeltà storica ed eccellente comparto tecnico lo resero uno dei titoli più discussi dell’anno. Iniziare con lo sbarco in Normandia per finire con la caduta di Berlino e la fine della guerra era semplicemente glorioso e nel mio ancora giovane cuore di giocatore qualcosa si mosse.
Pare quindi difficile in qualche modo conciliare quelle sensazioni con ciò che è diventata la serie attuale negli ultimi anni, passando dal moderno al futuristico nel giro di una decade.

Con WWII si torna però ai campi di battaglia che hanno dato origine alla serie, con una spruzzata di modernità che non guasta mai, no? (no)
Siamo di fronte, come consuetudine negli ultimi anni, a tre giochi in uno. Una campagna single player che ci porterà dalla Normandia alla fine della guerra, un multiplayer competitivo che è fondamentalmente il motivo per cui la serie vende così tanto e gli zombie nazisti. Per quanto ci sia più coesione rispetto agli anni passati, un progetto enorme come COD è sempre il frutto di più studi e questa mancanza di coesione finisce per notarsi, anche se non è necessariamente un male.

La campagna è decisamente un ritorno alle origini. Si torna a essere comuni umani in una guerra disumanamente umana, lasciandosi alle spalle navi spaziali e jetpack. Si torna ad essere parte di una squadra intenta a liberare il mondo dal più grosso male fino ad allora conosciuto. Si torna ad essere umani, e il tutto funziona benissimo grazie all’ottimo gunplay della serie.
Si torna a vecchie armi, realistiche, che sono un piacere da maneggiare. Si torna a effetti sonori realistici e brutalmente piacevoli. Niente, laser, solo il suono di bombe che esplodono ed elmetti che saltano.

La storia, lontana dall’essere originale (d’altra parte quale prodotto storicamente accurato lo è?), vi vedrà prendere i panni del soldato Daniels e della sua unità, iniziando con il suddetto sbarco. Da lì lo svolgimento sarà ovvio per chiunque abbia studiato un minimo di storia (o abbia giocato un gioco/visto un film/letto un libro ambientato durante la seconda guerra mondiale). I personaggi sono piacevoli e nonostante alcuni difetti ormai classici della serie quali un gran numero di eventi scriptati che sono uno spettacolo da guardare ma non da giocare, la campagna riesce a tenere alto l’interesse grazie a un gran numero di missioni “alternative”. Se amate guidare carri armati, pilotare aerei e depopolare interi villaggi con un fucile da cecchino, COD WWII ha qualcosa da offrire.

Parlando del multiplayer, beh, è Call of Duty, lo standard per chi ama uccidere senza il piccolo problema della legge. Scherzi a parte, l’esperienza di una serie chiave per il genere come questa si sente, e WWII è pieno zeppo di modalità, dal classico Deathmatch alla vera e propria “Guerra” (una modalità ad obiettivi su mappe apposite).
E come sempre COD è veloce, velocissimo. 60 fps costanti, morte e respawn nel giro di pochi secondi e quei fottuti camper che non fanno altro che stare nascosti in un angolino per poi uccidervi ogniqualvolta entriate in una stanza. Insomma, la vera esperienza della seconda guerra mondiale, proprio come la ricordano (o meglio, ricordavano) i nostri bisnonni.
Tra le nuove aggiunte abbiamo un nuovo spazio social nel quale poter aprire la amatissime loot crates per darvi oggetti cosmetici… e ovviamente potrete comprarne quante volete usando soldi veri! Che tempi fantastici in cui viviamo! Ok, scherzi a parte, finché restano cosmetici e non rendono il titolo pay to win possiamo ancora tollerare. Qualcuno avrebbe dovuto dirlo alla EA.
Nello spazio social di cui sopra è possibile fare anche altre cose, tra le quali sfidare
“amichevolmente” un altro giocatore mentre gli altri guardano. Divertente? Geniale!

Infine abbiamo la modalità zombie, a tema nazista questa volta (un ritorno alle origini anche qui). Proprio come negli anni passati, avrete una mappa che si aprirà poco alla volta, e un gran numero di ondate di famelici zombie che sono lontani dall’essere lenti e deboli. Chi ha giocato negli ultimi anni a un COD qualsiasi sa benissimo che la cooperazione conta qui più di qualunque altra cosa, con una curva di difficoltà che spicca il volo dopo le prime ondate.

Sembra di stare ogni anno a dire le stesse cose. Nonostante l’odio che qualunque serie a cadenza annuale si porta dietro, COD è sempre COD e le sue cose le fa benissimo. Mentre molti giochi tendono a ridurre il numero di contenuti presenti su disco in favore di DLC, la odiatissima Activision offre una quantità tale di materiale che vale assolutamente il prezzo a cui è venduta al day one.
E come ogni anno restiamo a chiederci se si risolverà mai il problema dei camper, se riusciremo mai ad avere tre modalità più coerenti tra loro (o un minimo integrate).
E come ogni anno compreremo COD perché le alternative non esistono per chi è amante di questa formula. E forse è anche questo un pregio.

Recensione a cura di Sacha “Omeganex999” Morgese

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Il Buono

  • Tre giochi in uno
  • Ottimo ritorno alle origini
  • E’ COD

Il Cattivo

  • Camper, camper ovunque
  • Mancanza di coesione tra le modalità
8

Scritto da: Gerolamo "Pintur" Grosso

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