DiRT 4

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[RECENSIONE] DiRT 4

Fango e Gloria

Solo un anno dopo la pubblicazione di DiRT Rally su Xbox One e PS4 (in realtà un anno e mezzo se consideriamo la release per PC), Codemaster è già tornata alla carica per ripetere e possibilmente superare il gran successo che ha riportato finalmente alla ribalta la serie al tempo intestata al compianto Colin McRae. Uno dei meriti principali di DiRT Rally è stato quello di portare la serie ad un livello di realismo mai visto in precedenza, ma DiRT 4 non è qui solo per essere il nuovo punto di riferimento per chi mastica rally dalla mattina alla sera, bensì per essere il miglior punto di incontro possibile tra simulazione e arcade.

E questo, DiRT 4, lo fa capire fin dal principio. Appena avviato il gioco finirete subito di fronte alla scelta più importante: quella di vivere, anzi correre, un’esperienza casual, o quella di puntare ad un feeling il più possibile vicino a ciò che i veri piloti provano sul tracciato. Avrete così la possibilità di provare un segmento guidato per capire subito quale può essere l’opzione migliore per l’esperienza di gioco che desiderate. Specifichiamo però che non si tratta di una scelta spigolosa, anzi, il gioco mette in seguito a disposizione una moltitudine di parametri modificabili che vanno ad influenzare a piacimento il livello di difficoltà, e quindi gli aiuti alla guida di cui potrete disporre o meno. Da questo punto di vista non c’è davvero nulla da temere, DiRT 4 è polivalente e bilanciato per ogni tipo di giocatore, garantendo un feeling eccezionale sia con il volante che con il joypad, periferiche anch’esse personalizzabili attraverso diversi livelli di sensibilità.

Quanto a modalità di gioco DiRT 4 assicura un monte ore altissimo, probabilmente non raggiungibile dai più, dato che la moltitudine di eventi e specialità da completare è davvero vasta e molti potrebbero essere appagati ben prima del completamento totale. La modalità Carriera è sicuramente la più impegnativa, sia per la quantità di eventi, sia per la possibilità di mettere i panni del manager e curare vari aspetti del proprio team. I più sbarazzini potranno correre tranquillamente su commissione degli sponsor che non faranno mai mancare un auto da prendere in presto, ma poter gestire il proprio team porta un gran numero di vantaggi che adesso andremo ad elencare. Prima di tutto i guadagni, ben più limitati nel caso fosse lasciato tutto in mano agli sponsor, quindi ne consegue che difficilmente potrete ampliare più di tanto il vostro garage. In più, gestendo il proprio team, sarà possibile assumere personale e migliorare le strutture, aprendo la strada a guadagni più importanti, maggiori contratti con gli sponsor (che ad ogni gara propongono sfide da superare in cambio di crediti aggiuntivi) e infine upgrades per l’auto. Guidare auto fornite di volta in volta dagli sponsor non conviene affatto, tanto che, per essere chiari, sareste in grado quasi di triplicare i guadagni utilizzando il vostro team e le vostre auto. Va specificato che si tratta di un aspetto ruolistico che non pesa affatto, anzi, probabilmente è una delle più gradite feature della carriera. E poi, sarebbe un peccato non comprare tutte le fantastiche auto di cui dispone il concessionario. D’accordo, siamo i Italiani e finiremo tutti per sederci sulla Delta, ma purtroppo non può bastare per tutti gli eventi, a causa della tipica suddivisione delle auto in classi. Vorrà dire che dovrete mettervi al volante di Ford, Peugeot, Subaru, Mitsubishi e compagnia, a partire dai classici anni ’80 fino alle nuove generazioni.

Al di la del classico rally da punto a punto, fa il suo ritorno da DiRT Rally anche la World Rallycross Championship, senza dimenticare il Rally Storico e Land Rush, al volante di comodissimi Dune Buggy. Introdotta anche la DiRT Academy, che per i giocatori meno esperti può essere il punto di inizio per prendere confidenza con il gameplay ed imparare le tecniche di guida grazie a percorsi simulati dalla CPU e poi a libera disposizione del giocatore. Non manca infine il multiplayer, che ben si è comportato nei nostri test, e la modalità Gioco Libero, con tornei personalizzabili sia per numero di eventi che per tipo di tracciato. A questo proposito, il tool I tuoi tracciati, permette di generare in modo procedurale un’infinità di tracciati partendo da due parametri principali, la lunghezza e la complessità. Purtroppo, anche se ben variegate come superficie e ambientazione, le location sono soltanto cinque: Stati Uniti, Galles, Australia, Spagna e Svezia. Ogni nazione ha le proprie caratteristiche, certo, però forse qualcuna in più non avrebbe guastato.

Tecnicamente DiRT 4 mostra soprattutto i muscoli sull’atmosfera e le sensazioni di guida che i tracciati trasmettono, anche in corrispondenza delle diverse condizioni meteo. Graficamente c’è da dire che a questo punto della generazione One/PS4 si potrebbe ottenere di più, ma davvero non esiste nulla da preoccupare al punto da minare la godibilità del gioco. Ottimo infine anche il sonoro, ciliegina sulla torta di una produzione che riesce ad immergere completamente nell’atmosfera rallystica.

DiRT 4 è il miglior gioco di Rally sulla piazza e in attesa di WRC 7, che comunque ha molto da migliorare dal precedente, lo rimarrà sicuramente. La caratteristica più importante di questo capitolo è il compromesso tra arcade e simulazione che Codemaster è riuscita a trovare, non facendo torto a nessun tipo di giocatore e rendendo DiRT 4 godibile per entrambe le categorie. Il gioco è inoltre vastissimo, con una quantità di eventi che occupa per tantissime ore nel caso si puntasse al completamento. Peccato solo per le poche location e un dettaglio grafico che comunque può migliorare, ma davvero, sono dettagli che non precludono a DiRT 4 di essere il migliore del genere.

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Il Buono

  • Tantissimi eventi
  • Parco auto vario e completo
  • Interessante gestione del team
  • Arcade e simulativo in base alle preferenze
  • Buon livello grafico...

Il Cattivo

  • ...anche se migliorabile per arrivare al top
  • Solo cinque location
8.5

Scritto da: Simone "nuggets619" Lenotti

Prima che la passione videoludica trovasse continuità ha vissuto quattro epoche diverse capitanate da Super Mario 64, Unreal Tournament, Pokemon (che le aziende di batterie stilo ringrazieranno a vita) e per finire Halo, del quale segue qualsiasi cosa e che ritiene uno degli universi di fantascienza più appassionanti di sempre. Ad oggi si ritiene un giocatore universale, ancora attaccato alle portatili Nintendo, oltre che particolarmente ferrato negli FPS e nella nobile arte dello stealth. Felice possessore di Switch, PS4, Xbox One e 3DS.

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