High Noon

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[RECENSIONE] High Noon

Ah, i videogiochi. Quel mondo magico in cui ci è permesso uccidere e distruggere senza le stupide conseguenze della realtà. Se poi indossiamo un bel casco virtuale le sensazioni si acuiscono e possiamo essere trasportati indietro o avanti nel tempo, per massacri che sarebbero impossibili nel mondo reale! Ah, che belli i tempi in cui viviamo! Cosa c’è? La mia affermazione vi ha scioccato? Ipocriti! Mah, il genere umano è in ogni caso formato da pigri di professione che al solo pensiero di alzare un fucile e uscire sudano, quindi perché non poter sfogare le proprie manie ossessive in casa? Insomma, meglio di mangiare l’ennesima pizza in solitudine. Ma sto divagando.

High Noon VR vi prende e trasporta nel magico far west, quel periodo in cui tra un paio di proiettili agli indiani e un assalto alla diligenza, si provava a costruire gli Stati Uniti moderni (risultati variabili).

Impugnati i vostri fidi controller (fisicamente) e indossati gli stivali (metaforicamente) sarete lanciati in una serie di ondate dove fare a pezzi i nemici (principalmente omaccioni nerboruti e donzelle modello femme fatale).

Già visto? Già fatto? Sì, vero, ma c’è una novità: Nessun movimento diverso dal ruotare corpo e testa per eliminare i nemici. Forse gli stivali che il vostro avatar virtuale sono di cemento, forse le sue gambe sono in sciopero, fatto sta che non avrete modo di scappare dai proiettili nemici. Monotono? In realtà no, anzi. Il mettervi al centro dell’azione e privarvi di una qualunque via di fuga non fa altro che obbligarvi a essere dei bravi pistoleri, visto che l’unica alternativa è la vostra dipartita prematura. Un po’ come quei tiri al bersaglio fatti nelle feste di paese, ma con un’area di gioco maggiore e un discreto numero di armi.

Si parte equipaggiati di una sola pistola, con la possibilità di sbloccare altre armi e impugnarne una per mano per tentare di sopravvivere alle ondate via via sempre più corpose. E non c’è altra soluzione: o migliorate la vostra mira o andate al creatore (per ripetere tutto da capo dopo pochi secondi). E non pensate che perché il vostro sceriffo è incollato al terreno lo siano necessariamente anche i nemici, anzi. Questi ultimi saranno ben felici di correre in giro per ripararsi o anche avvicinarsi a voi per essere sicuri di farvi del male.

High Noon presenta 9 stage, ognuno diviso a sua volta in ondate con una barra dell’energia che non avrete modo di ricaricare durante la durata del livello.  Il che significa che se nell’ultima ondata è presente un boss, beh… buona fortuna! Nessuno ha detto che la vita nel vecchio west era facile, d’altra parte.

Completando i livelli riceverete denaro che potrete spendere per acquistare nuove armi o potenziare quelle che possedete. Questo significa grindare (passatemi il termine) un po’ i livelli per poter acquistare il la vostra amata pistola lanciarazzi o una mitragliatrice (sì, i programmatori si sono impegnati nell’accuratezza storica…). Ognuna delle armi disponibili ha i suoi pregi e difetti e il passare dalla sei colpi d’ordinanza a un fucile cambia in modo rilevante il modo in cui approcciare i livelli.

Visivamente siamo di fronte a un titolo realizzato bene, che va in direzione opposto al realismo per offrire qualcosa che personalmente ricorda molto Team Fortress nello stile e nell’umorismo, e non può che essere un pregio. Coloratissimo, con tanto di ballon che spuntano durante gli headshots per conferirgli ulteriormente un’aria fumettosa, High Noon è piacevole agli occhi e anche alle orecchie, che si tratti dell’onnipresente narratore (unica vera voce parlante del gioco) o dei nemici a “chiamarvi” per aiutarvi a capire dove dirigere i vostri colpi.

High Noon VR è un titolo divertente e senza troppe pretese, che grazie al suo mix di grafica accattivante, gameplay tarato e varietà di armi diventa un ottimo candidato per quella classica partita veloce che diventa un’ora e mezza di fuoco ininterrotto. Le uniche pecche, proprio a volerne trovare, sono nella sua lunghezza ridotta e alla varietà mediocre di nemici e livelli, ma questo non impedisce al prodotto di riuscire nel suo intento primario: divertire, rendendoci autori di massacri nel calore della nostra stanza.

Il Buono

  • Gameplay ben tarato
  • Graficamente accattivante
  • Ottima varietà delle armi
  • Prezzo budget

Il Cattivo

  • Impossibilità di fuga = Difficoltà elevata
  • Un bel po’ di grinding necessario per sbloccare tutto
7.5

Scritto da: Gerolamo "Pintur" Grosso

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