Hollow

Da il il Recensioni, 4 più

[RECENSIONE] Hollow

Pollo secco e Vinavil

Il 17 novembre esce nei negozi Steam Hollow, un indie game che cattura immediatamente la mia attenzione, sia per un livello di dettaglio grafico più ambizioso della norma che per un’atmosfera ricca, conturbante, che sembra attingere da svariate ed autorevoli fonti il suo fascino, a partire da Dead Space e Doom fino ad arrivare a sfumature che hanno un chè di The evil within e persino Bioshock. Insomma, da amante del survival horror in ogni sua forma, non ho potuto fare a meno di lasciarmi sedurre da questo thrillerone sci-fi e, purtroppo, (premettendo che il titolo è ancora in beta, quindi sperabilmente in via di ulteriore sviluppo) dopo l’esperienza di gioco ho come la sensazione di aver mangiato qualcosa di molto condito ma, di base, altrettanto insipido, asciutto, lasciandomi parecchio perplesso sul definire la qualità e il potenziale di questo titolo.

Partiamo dalla storia: vestiremo i panni di Mark, un pilota spaziale che per qualche motivo attracca la sua scialuppa di salvataggio alla maestosa Shakhter-Uno, una nave di estrazione spaziale utile all’approvvigionamento di risorse fossili per la terra, ormai svuotata di ogni sua ricchezza. Una volta entrato nella stazione, il nostro protagonista si accorge che l’intero equipaggio è come sparito nel nulla e che la nave è sull’orlo del collasso. Partiamo immediatemente alla disperata ricerca della verità e ci basta poco per capire che c’è qualcosa di strano, altrettanto ci vuole per trovarci faccia a faccia con mostruosità che paiono uscite da un volume di Blame!, apertamente intenzionate a farci la pelle, e noi come da Galateo ci faremo strada tra pallottole e turpi smembramenti. Quello che in un primo momento può sembrare un plot già visto e ritrito invece sarà, insieme alle ambientazioni, uno dei grandi punti di forza del gioco, semplice ma non scontato, capace di mantenere alta la nostra attenzione lungo tutto l’andamento della storia.

Laddove il comparto di lore sembra avere dei punti molto saldi su cui poggiare, il gameplay risulta tristemente incerto e goffo: si ha quasi l’impressione che gli sviluppatori abbiano voluto coinvolgere tutte le declinazioni del genere senza però riuscire ad andare a fondo in nessuna di queste, avendo come risultato un miscuglio indefinito e stoppaccioso. Il gioco è di fatto ricco di features e intuizioni davvero interessanti che però finiscono per perdersi nella confusione del tutto: primo esempio è il sistema di mapping che, diversamente dalla maggiorparte dei titoli suoi simili, si sviluppa tridimensionalmente intorno a noi in forma di ologramma, dandoci una chiara idea del dedalo di corridoi e vicoli di cui è composta la nave. Nel momento in cui si vede la complessità della struttura, il primo desiderio è quello di esplorarla in ogni angolo e scoprire cosa si nasconde dietro a tutte quelle porte a quegli intrecci ma, di contro, la storia e l’esplorazione si svilupperanno in maniera piuttosto lineare e guidata, lasciando alla fantasia del giocatore la maggiorparte di ciò che si può “intravedere” nella minimappa di gioco.

                     Un assaggio della minimappa di gioco

Altra feature tristemente spogliata della sua magia è il “sensore sonoro” posto nella parte inferiore dello schermo, in grado catturare e visualizzare l’ampio spettro dei suoni che ci circondano, elemento davvero intrigante per un vivo e sofferto approccio stealth, in cui l’attenzione al rumore diventa questione di vita o di morte; Peccato che un approccio stealth non sia contemplabile, dal momento che le fasi di combattimento sono isolate e circoscritte a determinate aree di spawn. Da qui vale la pena spostare l’attenzione sul comparto shooting-fighting, forse il neo più grande dell’opera della MMEU: i nemici sono legnosi e piuttosto anonimi, alcuni di questi appaiono addirittura innoqui e nessun combattimento è in grado di metterci veramente in difficoltà, se non quando sporadicamente un bug nelle hitbox impedirà al gioco di leggere gli headshots inflitti e ci obbligherà a svuotare un caricatore intero sulla fronte del nostro povero avversario. Le fasi di combattimento sono però numerose e ci permettono di misurarci con delle armi davvero ben disegnate e particolari, se si tralascia il fatto che saranno solamente due in tutto il gioco ( quella corpo a corpo non vale la pena considerarla, dal momento che attraverserà senza colpo ferire ogni avversario su cui la useremo), facendo sfumare anche la nostra speranza di avere tra le mani uno sparatutto ricco e tonico in salsa Doom. A chiosa, anche la componente horror risulta un po’ carente: data l’arbitraria alternanza tra le fasi di pericolo e quelle d’investigazione la tensione si riduce a quando aspettarsi o meno il classico e rumorosissimo jumpscare.

Parlando della resa grafica, l’architettura dei livelli e la cura nelle ambientazioni è decisamente matura per la sua categoria e poco ha da invidiare rispetto ai suoi “fratelloni” di retail, l’atmosfera che si percepisce esplorando la desolata Shakhter-Uno è densa ed efficace. A guastare tutto però ci pensano delle animazioni legnose e instabili, un comparto audio incerto, tanto coinvolgente nelle fasi di esplorazione quanto fastidioso in quelle più concitate e, dulcis in fundo, una quantità spropositata di bugs e glitches che in più occasioni ci obbligheranno a ricaricare dall’ultimo checkpoint, rammentandoci con dolore che ciò che stiamo giocando è ancora una beta.

In definitiva, Hollow è un prodotto interessante che però non può che lasciare perplessi; ricco di spunti, idee e influenze, molto ambizioso ma che in fin dei conti si presenta come un elaborato mosaico rupestre assemblato con del Vinavil: pieno di bolle e sbavato dappertutto. Il prodotto ora in vendita su steam non può dirsi sufficiente, quindi l’acquisto è indicato, più che per un godimento personale, a sostegno della giovane MMEU nella speranza che riesca a far sbocciare un titolo che ha un grande potenziale, soprattutto per la propria lore e per alcune features davvero interessanti; un titolo che potrebbe seriamente imporsi nel panorama indie dei survival horror.

Il Buono

  • Ottime ambientazioni ed elaborazione matura
  • Storia particolare e coinvolgente
  • Alcune features di gioco sono molto interessanti

Il Cattivo

  • Mancanza di una vera identità di gameplay
  • Comparto fighting legnoso e parziale
  • Mancanza di side quests atte all'esplorazione dell'ambiente e all'approfondimento della lore
  • Gli avversari potrebbero essere più complessi
  • Troppi bugs
5.5

Scritto da: Cosimo "Gnappo" Sciaccaluga

Gioco da quando i pollici opponibili me lo permettono. Appassionato di nerdaggio in ogni sua forma, sono profondamente convinto che i videogames non siano un solo mezzo di intrattenimento e che possano portare con sè simboli, storie e cultura.

Nessun commento al momento.

Rispondi

Chi Siamo

CoPlaNet.it è nato con lo scopo di racchiudere una passione che ci unisce e di discuterne insieme, ossia quella dei videogiochi. Naturalmente per permettere che ciò avvenga in maniera “tranquilla” è stato necessario stilare un REGOLAMENTO da seguire. Ricordiamo che il forum di CoPlaNet.it è di libera visualizzazione nella maggiorparte delle sue aree ma necessita di una registrazione gratuita per poter essere attivo e partecipare alle discussioni.

Tweet