Horizon Zero Dawn

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[RECENSIONE] Horizon: The Frozen Wilds

The Queen in the North!

Questa seconda metà dell’anno sembra proprio la quiete prima della tempesta in casa Sony. Con l’anno nuovo che si prospetta a dir poco scoppiettante sul fronte esclusive, negli ultimi mesi del 2017 possiamo dire che, al di là di GT Sport, sono le espansioni a prendersi le luci dei riflettori. Dopo averci già portato L’Eredità Perduta per quanto riguarda la saga di Uncharted, è ora il momento dei Guerrilla Games con The Frozen Wilds, contenuto aggiuntivo per l’acclamato Horizon Zero Dawn, sicuramente una delle nuove IP più riuscite degli ultimi tempi. The Frozen Wilds non si pone, a differenza de L’Eredità Perduta, come un contenuto stand-alone, bensì necessita del gioco originale e si presenta sullo store al prezzo di 19,99€. The Frozen Wilds prende proprio la parola “espansione” e ne mette in pratica il suo significato, andando a prendere ogni aspetto del gioco per aggiungere qualcosa, arrivando ad essere un compatto pacchetto “more of the same”.

Innanzi tutto è il mondo di gioco ad essere ampliato, con una nuova area (Lo Squarcio) che prendendo come riferimento la mappa originale sembra essere grande quanto un quarto di essa. Collocata a nord-est della mappa, la nuova zona ospita numerosi insediamenti della tribù dei Banuk, la stessa che nel gioco originale convive in armonia con le macchine. Naturalmente, come da titolo dell’espansione, la location è di quelle rigide, un misto di montagne, foreste imbiancate e laghi ghiacciati. La neve è quindi la protagonista della zona, e non solo a livello grafico, tanto che spesso le sporadiche tormente possono ridurre la visibilità (forse troppo) in combattimento ed allontanandosi troppo dai sentieri si rischia di affondare nella neve con forti conseguenze nella mobilità.

Aratak, uno dei personaggi Banuk che incontrerete durante la main quest.

In questo setting glaciale Aloy si troverà ad indagare su una nuova specie di macchine demoniache e con l’aiuto dei Banuk andrà alla scoperta della loro origine per mettervi fine. Per la verità, più che di una nuova specie, parliamo delle stesse creature viste nel gioco originale, ma in versione demoniaca e quindi più potente. Le aggiunte comunque non mancano, ed alcune new entry come i Mastini e soprattutto i Gelartigli, si sono dimostrati nemici ben studiati e divertenti da affrontare. Solo l’introduzione delle Torri di controllo si è dimostrata pressochè evitabile, in quanto si tratta di particolari strutture immobili che riparano le macchine in un raggio d’azione definito, caratteristica totalmente ininfluente una volta che si elimina la Torre con arco e frecce da un cespuglio, senza quindi possibilità di essere individuati. Le versioni demoniache sono comunque la premessa che va a giustificare l’aumento del livello di sfida rispetto alle macchine originali, anche perchè The Frozen Wilds è pensata per chi ha completato il gioco o almeno raggiunto il livello 30. Noi, partiti dal livello 41 a difficoltà difficile, possiamo dire di aver affrontato una sfida piuttosto appagante fino alla fine dell’espansione.

Ciò che può, tuttavia, far decrescere notevolmente il livello di sfida è l’entrare in possesso delle nuove armi Banuk. Fatta eccezione per le tre nuove armi elementali che essendo poco maneggiabili si prestano poco agli scontri frenetici, la nuova versione dell’arco permette di effettuare colpi caricati molto potenti se terrete premuto più a lungo il grilletto destro. Unite questa possibilità all’abilità, se sbloccata, di poter incoccare tre frecce contemporaneamente e come risultato avrete un’arma decisamente potente. Non abbastanza da rovinare tutto, sia chiaro, ma comunque determinante negli scontri. Fortunatamente non è poi così facile acquistare immediatamente le nuove armi Banuk, in quanto i mercanti pretenderanno in cambio alcune gemme blu, ottenibili come ricompensa nelle missioni e talvolta anche da piccoli giacimenti (numerati) sparsi nella nuova zona. A chiudere poi il cerchio delle novità c’è un’ulteriore albero di skills da sbloccare, per lo più improntate sull’override delle macchine e sulle possibilità una volta preso il controllo, ma non mancano anche alcune abilità utilissime per l’inventario, come la facoltà di ampliare le slot per le risorse oppure disassemblare oggetti ricevendo la metà del loro valore economico.

Uno dei nuovi nemici. Sulla schiena ha un lanciatore di mine di ottima potenza che se staccato può tornarvi davvero utile.

In linea di massima The Frozen Wilds ci ha occupato almeno 6-7 ore di gioco a difficoltà difficile per poter completare tutta la quest principale, con il monte ore destinato a salire se sarete interessati a compiere le missioni secondarie e le commissioni. La main quest, pur non essendo esaltante in quanto a forza narrativa, risulta essere comunque molto godibile, mentre per quanto riguarda le side quest vale lo stesso discorso che accomunava quelle del gioco originale: trama banale ma utilissime per salire di livello. E in ogni caso, Horizon è dotato di un sistema di combattimento così vario e divertente che solitamente le missioni secondarie rischiano di stancare soltanto nei dialoghi e nei viaggi da un obiettivo all’altro.

Le ultime considerazioni vanno infine al comparto tecnico, che ovviamente rimane dello stesso, eccellente, livello di dettaglio visto nel gioco originale. Segnaliamo soltanto qualche sporadico effetto pop-up dei personaggi e un paio di repentini cambiamenti climatici da un momento all’altro, ad esempio passando da un tramonto al cielo scuro in un istante. Nessuna criticità che non possa essere sistemata con la consueta patch correttiva del day one.

Sullo sfondo una Torre di controllo, come detto, facilmente eliminabile dalla distanza. Volendo è anche possibile effettuare un’override da vicino.

Chi ha amato Horizon Zero Dawn può andare a colpo sicuro con The Frozen Wilds, espansione che in fondo è come se fosse una versione ridotta del gioco originale. La storia, tra le ormai già viste credenze spirituali nelle macchine e le faide famigliari all’interno della tribù di turno, non colpisce più di tanto, ma il combattimento è sempre stato il punto più forte della nuova IP targata Guerrilla, ed anche in questo contenuto aggiuntivo non tradisce affatto. Nuova area, nuove macchine, nuove armi, nuove abilità, nuove missioni. Dove si poteva ampliare, si è ampliato. E anche molto bene. Così bene che i 19,99€ richiesti si dimostrano un prezzo congruo, ulteriore motivo per prendere in considerazione l’acquisto di The Frozen Wilds.

 

Copia review fornita gratuitamente da Sony Interactive Entertainment Europe.

 

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Il Buono

  • Nuova area di grandi dimensioni
  • Ottima longevità
  • Tante aggiunte e livello di sfida stimolante
  • Prezzo congruo

Il Cattivo

  • Trama e side quest non certo memorabili
  • Torri di controllo e armi a colpo caricato sono aggiunte riuscite solo in parte
8

Scritto da: Simone "nuggets619" Lenotti

Prima che la passione videoludica trovasse continuità ha vissuto quattro epoche diverse capitanate da Super Mario 64, Unreal Tournament, Pokemon (che le aziende di batterie stilo ringrazieranno a vita) e per finire Halo, del quale segue qualsiasi cosa e che ritiene uno degli universi di fantascienza più appassionanti di sempre. Ad oggi si ritiene un giocatore universale, ancora attaccato alle portatili Nintendo, oltre che particolarmente ferrato negli FPS e nella nobile arte dello stealth. Felice possessore di Switch, PS4, Xbox One e 3DS.

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