Knack 2

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[RECENSIONE] Knack 2

Ci sono una marea di titoli di proprietà Sony del quale il pubblico attende il ritorno da diversi anni. Gemme antiche come Legend of the Dragoons e Wild Arms, altre più recenti come Demon’s Souls e Bloodborne (sì, appartengono a Sony). D’altra parte quando sei sul mercato da 20 anni è naturale avere un parco titoli enorme e dover fare delle scelte relative a quale titolo prioritizzare rispetto agli altri. Ed è qui che nasce la domanda, perché Knack 2, un titolo che nessuno aspettava e molto probabilmente nessuno voleva, torna al posto di tanti altri nomi che i fan della Sony aspettano da lustri se non decenni? Probabilmente c’è lo zampino di Mark Cerny, ma qui siamo democratici e una possibilità la diamo a tutti.

Alla Japan Studio probabilmente erano consci di non star creando un capolavoro con il primo Knack, ma dubito si aspettassero un’accoglienza così fredda. Meccaniche arcaiche, personaggi poco interessanti (inclusa la “mascotte” protagonista”) E oltre il danno di un metacritic che più mediocre non si può, la trasformazione in meme, dove knack viene fondamentalmente spacciato come il gioco migliore di tutti i tempi, proprio a voler rimarcare sarcasticamente quanto brutto esso sia.

Non restava quindi che rimboccarsi le maniche e cercare di offrire qualcosa in più rispetto ai salti e ai pugni del gioco del 2013, e la varietà è senza dubbio presente nelle circa 10 ore necessarie a completarlo.
Proprio come nel gioco precedente, molte sezioni platform dipendono dalle dimensioni del protagonista, che può ingrandirsi, collezionando diversi frammenti sparsi per i livelli, o rimpicciolirsi premendo R1. Vedere Knack diventare enorme e fare a pezzi i nemici dona un bel senso di potenza che resta forte per tutta la durata del gioco, nonostante le sequenze platform tendano a essere un po’ ripetitive.

Oltre alle dimensioni, il nostro protagonista sarà in grado di combinarsi con oggetti in grado di dare alcune proprietà elementali, utili per risolvere alcuni puzzle e sconfiggere alcuni nemici, offrendo parte della varietà menzionata precedentemente.
Purtroppo, nonostante il ritmo a cui queste novità vengono introdotte sia ottimo, assicurando sempre che ci sia qualcosa di nuovo da fare, alla base c’è sempre il sistema arcaico del primo Knack, con un’IA nemica poco varia e un’azione che, seppure molto divertente grazie ai miglioramenti, offre una sfida relativamente bassa. Ma bisogna tenere a mente che si tratta di un platform ideato sin dal principio per i più giovani.
L’altra parte della varietà sopracitata è riscontrabile sia in alcune boss fight particolarmente spettacolari sia in alcune sezioni con veicoli, che arricchiscono l’azione ma in parte rendono anche evidente come il level design delle sezioni “a piedi” sia comunque poco ispirato.

Dal primo Knack ritorna interamente il cast e la storia è fondamentalmente un sequel diretto, dove il protagonista è oramai riconosciuto come un eroe, chiamato a salvare il mondo per una seconda volta, questa volta da un’armata di goblin e da alcuni antichi robot malevoli. Nulla di speciale insomma, ma a conti fatti la trama scontata è in linea con il resto.
La modalità storia è indubbiamente il cuore pulsante del titolo e la possibilità di poterla giocare interamente in coop in compagnia di partner/amici/figli è un gradito richiamo a una pratica che pare stia sparendo. Ma non si tratta dell’unica modalità disponibile, visto che, una volta completata, sarà possibile cimentarsi in un Nuovo Gioco+, rigiocare i livelli in Attacco a Tempo o affrontare alcune sfide nella modalità Attacco Colosseo. Decisamente abbastanza, contando che si tratta dell’ennesimo titolo a prezzo budget, venduto sin da subito a 40€.

Knack 2 è indubbiamente un bel passo avanti rispetto al titolo di esordio e mostra che, a conti fatti, il mondo creato da Cerny e co ha qualcosa da dire. Purtroppo le nuove idee non bastano a renderlo un titolo attraente per la maggioranza dei giocatori, essendo ancora forse troppo marcatamente indirizzato ai più piccoli. Gli amanti dei platform e del vecchio stile dovrebbero comunque dargli una possibilità, visto che di carne al fuoco questa volta ce n’è abbastanza da giustificare l’acquisto.

Recensione a cura di Sacha “Omeganex999” Morgese

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Il Buono

  • Buona realizzazione tecnica
  • Prezzo budget
  • Maggior varietà rispetto al capitolo precedente

Il Cattivo

  • ...ma stesso gameplay arcaico di base
  • Ultimo paio d’ore abbastanza monotono
7.5

Scritto da: Gerolamo "Pintur" Grosso

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