LEGO City Undercover

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[RECENSIONE] LEGO City Undercover

Ricostruzione generazionale

Nominare una saga cinematografica famosa che non sia stata ricostruita a mattoncini videoludici è abbastanza difficile. Xbox e Playstation hanno infatti visto le più disparate trasposizioni LEGO dedicate ad intere saghe che hanno segnato l’intrattenimento da grande schermo. Ciò che non hanno visto è LEGO City Undercover, il meno convenzionale di tutti e forse anche il più riuscito, che però fino a pochi giorni fa è rimasto confinato su Wii U, dove sicuramente ha ottenuto ottimi consensi sia da pubblico che critica. Magari ciò che non ha ottenuto sono i numeri di vendita, visto che ben sappiamo quanto sia stata travagliata la vita della passata home console Nintendo. Ed ecco che così LEGO City Undercover, oltre a puntare nuovamente l’utenza Nintendo con la versione Switch, sbarca anche su Xbox One e PS4, raggiungendo le altre due maggiori fazioni dell’industria videoludica.

Come anticipato in fase di presentazione, LEGO City Undercover è un capitolo decisamente meno convenzionale rispetto ai videogiochi a mattoncini a cui magari ci siamo abituati nel corso degli ultimi anni. Lasciati da parte i dogmi di una storia già scritta e da scenari già prestabiliti tipici degli spin-off cinematografici, Undercover è il risultato di ciò che TT Fusion è riuscita a fare avendo carta bianca su gameplay e narrazione. Ovviamente sono rimasti alcuni punti in comune con le altre produzioni, quali il gameplay molto intuitivo e il tono ironico e divertente che caratterizza storia e personaggi, ma la libertà che gli sviluppatori hanno potuto sfruttare ha portato ad un titolo ricco di personalità propria e che sta benissimo in piedi senza una fan base già presente a cui rivolgersi.

La maggiore novità che contraddistingue LEGO City Undercover è sicuramente la sua struttura open world, un buon salto dai livelli lineari che per esempio potreste trovare in un LEGO Star Wars. Certo, non siamo ai livelli degli open world più famosi per quanto riguarda la varietà delle missioni, ma almeno rispetto ai capitoli tradizionali troviamo un netto incentivo all’esplorazione, che non è più confinata alla missione di turno. Il resto è tutto molto familiare: enigmi ambientali, combattimenti, abilità particolari, e collezionabili. Insomma, l’universo semplice e divertente dei mattoncini LEGO. In questo senso però, rispetto alla versione orginale di Undercover, troviamo l’introduzione della modalità co-op, che naturalmente va ad aumentare in maniera considerevole rigiocabilità e divertimento. Una gradita aggiunta, che però a conti fatti poteva anche essere accompagnata da qualcosa in più per poter giustificare il prezzo pieno a cui quest’ultima versione viene proposta.

Chissà, magari qualche missione aggiuntiva avrebbe potuto fare la differenza, fermo restando che già come si presentava allora la storia rimane godibile e ben scritta, con il buon Chase McCain che impersona e sdrammatizza tutti i clichè possibili e immaginabili da film d’azione. Purtroppo, ciò che invece avrebbe dovuto subire numerosi miglioramenti, ossia il comparto tecnico, ha invece tradito le aspettative. Frame rate, caricamenti e risoluzione sono sì state perfezionate, ma in generale questa nuova versione è comunque leggermente indietro agli standard attuali.

E pur con un’ottimizzazione tecnica che sarebbe potuta essere più consistente, LEGO City Undercover continua ad essere uno dei migliori videogiochi a mattoncini mai realizzati. La struttura open world è sicuramente un buon valore aggiunto ad una qualità di storia e gameplay che si confermano in linea con l’umorismo e la semplicità della saga. Di certo un po’ di freschezza rispetto agli spin-off cinematografici c’è, ma è altrettanto vero che chi ha già masticato mattoncini in altri capitoli potrebbe non trovare abbastanza fattore novità. Per tutti gli altri, una dare una chance a LEGO City Undercover sarebbe cosa buona e giusta, anche se non a prezzo pieno.

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Il Buono

  • Struttura open world
  • Aggiunta della modalità co-op...

Il Cattivo

  • Ancora qualche problema tecnico
  • ...che però è l'unica novità di rilievo
8

Scritto da: Simone "nuggets619" Lenotti

Prima che la passione videoludica trovasse continuità ha vissuto quattro epoche diverse capitanate da Super Mario 64, Unreal Tournament, Pokemon (che le aziende di batterie stilo ringrazieranno a vita) e per finire Halo, del quale segue qualsiasi cosa e che ritiene uno degli universi di fantascienza più appassionanti di sempre. Ad oggi si ritiene un giocatore universale, ancora attaccato alle portatili Nintendo, oltre che particolarmente ferrato negli FPS e nella nobile arte dello stealth. Un difetto? Mai posseduta una console Sony. Rimedierà?

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