Micro Machines World Series

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[RECENSIONE] Micro Machines: World Series

In questa era di revivals dei bei tempi andati non è inaspettato vedere tornare dal passato una serie come quella di Micro Machines. La saga videoludiche delle macchinine tascabili infatti esiste sin dai primi anni 90, avendo toccato fondamentalmente tutte le console più importanti (ad eccezione della generazione passata).
Ovviamente riportare in vita una serie nel 2017 richiede anche dei cambiamenti adatti all’epoca, per non limitarsi ai nostalgici e invitare altri giocatori… il risultato? Meh.

Chiariamo bene il mio di background con la serie: Micro Machines V3 per la prima Playstation è un gioco che ricordo con affetto, compagno di infiniti pomeriggi passati con i miei migliori amici al posto di studiare (se solo i nostri genitori avessero saputo che saremmo diventati tutti tuttologi con internet!). A sapere di un nuovo capitolo per console moderne e PC i miei pensieri sono tornati indietro di 20 anni e già pregustavo il perdermi in folle gare dalla vasca da bagno al giardino. Purtroppo i tempi cambiano e anche le priorità dei programmatori.

Nessuna modalità single player è da ritenersi una delusione enorme? Sì, assolutamente. Ma World Series si concentra sul multiplayer, offrendo diversi tipi di eventi da affrontare online. Corse classiche, eliminazione e la modalità battaglia, un misto di cattura la bandiera e king of the hill dovrebbero l’acquisto di questo nuovo titolo. Nello sfortunato caso in cui non doveste trovare giocatori, la CPU si servirà di bot per far sì che il matchmaking non impieghi troppo.

Purtroppo i limiti non si fermano alle modalità, ma continuano anche nei numeri: 12 auto in totale. Parecchio deludente se contiamo che in Toybox Turbos, un gioco che sembrava Micro Machines in tutto ad eccezione del nome, le auto disponibili erano quasi il triplo. Il motivo è da riscontrarsi nel voler creare delle classi, quasi a imitare Overwatch e simili hero shooters. Ma la possibilità di personalizzare i veicoli con accessori è un contentino che poco riesce a compensare alla mancanza di contenuti.

World Series offre dieci tracciati, più alcuni creati unicamente per la modalità battaglia, diversi dagli altri in quanto delle vere e proprie arene fatte per distruggere gli avversari. I tracciati “normali” riprendono quelli che sono i temi classici della serie, con varie scene familiari che vanno dal tavolo della cucina al giardino. L’ispirazione c’è e almeno da questo punto di vista non ci si può lamentare, in quanto la formula è rimasta praticamente invariata. Curve strette e il costante pericolo di essere distrutti o lanciati fuori dal tavolo saranno l’anima delle corse. Le mappe per la modalità battagliasono anch’esse ben costruite, ma mancano ovviamente di originalità se paragonate alle altre visto lo scopo finale di concentrare i giocatori in spazi ristretti per permettergli di darsele di santa ragione.

L’idea di avere pochi veicoli con personalità fa si che in MM ogni auto abbia poteri specifici, a mo di classe. Tutte avranno a disposizione un attacco base, un attacco difensivo e una special che impiega un po’ a ricaricarsi. L’utilizzo di diverse classi con abilità uniche esalta il gioco di squadra, ma a conti fatti la modalità battaglia sa tanto di già visto, se si esclude il fatto di controllare dei minuscoli veicoli al posto di personaggi più o meno umani. Come sempre in questi casi, è il team con cui si gioca a fare la differenza e il divertimento che ne trarrete potrebbe dipendere larga parte da quello.
Giocando online è possibile partecipare a incontri random e classificati (arrivando al livello 10), ma tutte queste modalità sono presenti anche offline, dove forse i vecchi amanti di Micro Machines sono più a loro agio.

In generale il sistema di controllo risulta familiare per i veterani della serie, con una vaga pesantezza nei veicoli al momento della partenza, bilanciata da una certa scivolosità al momento di affrontare le curve. Per quanto possa risultare cartoonoso e bambinesco, non si tratta di un gioco con cui si familiarizza in pochi minuti, ma non lo si può definire di certo un difetto. Può però risultare assai frustrante per i neofiti.

Micro Machines: World Series non è un gioco a prezzo pieno, e sarebbe stato vergognoso vista la pochezza di contenuti, ma anche al prezzo a cui è proposto sembra comunque mancare di qualcosa. La verità è che la proposta Codemasters fallisce nel momento in cui tenta di adattare una serie da nostalgici ai nuovi giocatori amanti dell’online e degli hero shooters. La mancanza di una modalità single player, il numero limitato di auto e tracciati per far posto a auto “eroi” e loot box contenenti accessori sono un’occasione sprecata che lascia molti giocatori di vecchia data delusi da una mancanza assai forte di un qualunque senso di progresso.
E di delusione non si può che parlare. Un brand con oltre 25 anni di storia merita di meglio

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Il Buono

  • Tracciati che mantengono lo spirito della serie
  • Grafica apprezzabile

Il Cattivo

  • Contenuti esigui
  • Mancanza di single player
6

Scritto da: Gerolamo "Pintur" Grosso

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