NieR Automata

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[RECENSIONE] NieR: Automata

Essendo uno che passa buona parte del suo tempo su internet, so dell’esistenza di Nier per PS3/360 da ancora prima che uscisse. Essendo uno studente ai tempi dell’uscita, le recensioni poco entusiaste mi dissuasero dal prenderlo in considerazione, considerando che sembrava l’ennesima giapponesata con storia incomprensibile, realizzata per giunta pure male. L’ennesima, se contiamo il declino dell’industria videoludica giapponese che nella generazione passata ha visto quasi tutte le case scontrarsi con il “terribile” passaggio all’alta definizione.

Però internet, si sà, è la dimensione del tutto e del suo contrario, dove per ogni persona che trova un gioco penoso, ce n’è un’altra che lo trova fantastico. Nier è diventato una sorta di leggenda, dove solo i pochi che lo hanno provato, giocato fino in fondo e visto tutti i finali dicono di poter esprimere un giudizio.

…cosa dire su Nier Automata allora? Un (quasi non) seguito che non richiede nessuna particolare conoscenza del precedente per essere apprezzato, diretto dalla leggenda per pochi intimi Yoko Taro, famoso anche per Drakengard e per il creare giochi che uniscono elementi di diverse tipologie di gioco. Che altro? Sviluppato dai Platinum Games, uno degli amori segreti di chi scrive, Nier Automata è un action-rpg semi open-world ambientato in un futuro post-catastrofe, che tenta di essere il perfetto incontro tra azione e strategia. Una sorta di Bayonetta ma con i punti esperienza. Il risultato? Leggete leggete….

Prima di passare alla recensione vera e propria c’è da fare una precisazione: E’ impossibile parlare di Nier senza effettuare qualche piccolo spoiler ed evitare alcuni spoiler significa letteralmente lasciare fuori punti che toccano non esclusivamente la stroia ma anche il gameplay. Dopo aver riflettuto abbastanza ho deciso di fare una recensione “light” di Nier, svelando unicamente ciò che può essere utile al lettore nel caso in cui stesse ponderando l’acquisto. Se avete invece già voglia di prendere Nier e non volete assolutamente saperne nulla, ignorate pure e compratelo. Il voto sta lì a dire che apprezzerete.

 

 

La storia di Nier inizia in modo abbastanza classico per chi è cresciuto con manga e anime fantascientifici: l’umanità è stata costretta ad abbandonare il pianeta e rifugiarsi sulla luna dopo il devastante attacco di una non specificata razza aliena e i suoi spietati robot. Per fronteggiare la minaccia, il genere umano ha creato degli androidi chiamati YoRHa che, controllati da un bunker che orbita il pianeta, tentano di far fronte alla minaccia, nella speranza di poter vedere il ritorno dei loro creatori. Questi androidi sono però virtualmente indistinguibili dagli esseri umani nell’aspetto e nel comportamento, nonostante la severa disciplina gli imponga di rinunciare a qualunque tipo di sentimento. Prenderete i panni di uno di questi androidi, 2B (già diventata famosa probabilmente per il suo opporsi agli standard classici giapponesi che trovano le mutandine sexy indossando un tanga da infarto) e la accompagnerete nella sua avventura composta al 90% dalla distruzione di robot nemici.

Ma quanto avete appena letto è solo una piccola parte, quella che riguarda il gioco fino ai titoli di coda. Finiti i quali penserete “e beh, questo è il gioco di cui stai tessendo le lodi nella tua recensione? E’ carino, va bene, ma non mi pare sto granché! Non leggerò mai più le tue recensioni e non comprerò mai più i tuoi DVD sui funghi tropicali!” e sapete cosa? Vi darei ragione. Ma una volta finiti i titoli di coda un messaggio vi dirà che avete completato il finale A e il gioco ha altro da offrire. A conti fatti, Nier Automata va finito almeno 5 volte per vedere tutto e vi posso assicurare che il modo in cui affronterete l’avventura ogni volta sarà diverso e per niente ripetitivo… ma qui si fermano i miei spoiler, nella speranza di aver reso l’idea.

2B e il suo fido alleato, 9S, saranno i personaggi con i quali avrete principalmente a che fare e, per quanto stereotipati, sono assai godibili. 2B è la “classica” donna forte e fredda, dedita a seguire gli ordini, mentre 9S è giovane e scherzoso, incuriosito da tutto ciò che lo circonda. Il rapporto tra i due è uno dei cardini del gioco e, nonostante siamo ben lontani dal livello di un The Last of Us, è comunque piacevole assistere agli scambi che mostrano le loro enormi differenze. Alla coppia si uniscono altri personaggi (nemici inclusi) che, se a una prima occhiata potrebbero rivelarsi scialbi, mostrano via via sempre maggiore profondità… a patto di voler continuare dopo il primo finale e perdere un po’ di tempo nelle sidequest del gioco.

 

 

Ma quando si parla di un gioco sviluppato dai Platinum Games, è lecito aspettarsi che il fulcro dell’esperienza sia il gameplay. D’altra parte una casa che vanta titoli come Bayonetta e Vanquish nel suo catalogo non può che generare enormi aspettative e Nier Automata è quasi un centro perfetto. Pensate a Kingdom hearts, senza magie ma con un robottino volante in grado di usare armi, unito alla capacità di schivare alla Bayonetta e avrete una sorta di idea su cosa l’ultima fatica di Yoko Taro possa offrire. Una sorta di idea che è però riduttiva se ignoriamo come il gioco ami spaziare dal 3D al 2D (per quanto riguarda i movimenti, la grafica è tutta poligonale), o anche passare al vero e proprio sparatutto arcade, mettendovi ai comandi di una sorta di mech volante. E giocare a Nier Automata è un piacere, nonostante il numero relativamente basso di mosse e la quasi totale impossibilità di acquisirne di nuove.

La quasi impossibilità di acquisire nuove abilità, dicevo, mentendo. Perché le mosse varieranno in virtù delle armi o dei chip equipaggiati. D’altra parte che androide sareste senza poter installare qualcosa di nuovo sul vostro amabile corpo dal contenuto elettronico? Le armi saranno acquistabili o recuperabili sul capo e sarà possibile per 2B usarne due alla volta, una per gli attacchi deboli e una per quelli forti. Allo stesso tempo, sarà possibile creare due set intercambiabili durante il combattimento (anche usando le stesse armi) premendo su sul dpad. Le armi sono abbastanza ben caratterizzate, con tanto di storia da leggere nell’apposito menu, e sono tutte potenziabili (recandovi dai vari negozianti sulla mappa di gioco) usando materiali trovati in giro. Devo però ammettere che ho passato buona parte del gioco utilizzando le stesse visto che non mi sono imbattuto in situazioni in cui il mio equipaggiamento mi impedisse di proseguire.

 

 

Sono però indubbiamente i chip a farla da padrone, oggetti equipaggiabili in grado di aumentare le statistiche, donarvi nuove abilità e migliorare il loot trovato. Il numero di slot che avrete sarà inizialmente limitato, ma comprando gli appositi oggetti dai negozianti potrete sbloccarne altri, un investimento che vale ogni singola moneta visto che i chip più potenti saranno parecchio grossi.

A questo si aggiunge comunque il normale salire di livello comune a qualunque ARPG, con allocamento automatico delle statistiche.

E come se la cava tecnicamente Nier Automata? Beh, bene, ma non benissimo, visto che la realizzazione finale lascia a bocca perti in alcuni punti e a desiderare in molti altri. Sia chiaro, avere un target di 60fps significa rinunciare a certi capricci visivi, ma le avventure di 2B hanno diversi cali di framerate nonostante qualitativamente non sembri spingere né la PS4 base né la Pro al limite. La situazione su quest’ultima è migliore, ma comunque siamo di fronte a un gioco che corre a 60 frame al secondo per circa il 90%, scendendo oltre nel restante 10%. Nulla di tragico, nulla che spezzi l’azione al punto tale da far lanciare il pad, ma comunque parzialmente deludente visto il risultato finale. Risultato finale che soffre di pop-up e di ombre e dettagli che appaiono a circa 15/20 metri davanti ai vostri personaggi nelle sezioni aperte. Qualcosa che rovina un po’ la magia che quel mondo devastato sa altrimenti donare.

Discorso a parte per le animazioni che sono fantastiche, ricordandovi perché i Platinum Games sono venerati da un gran numero di giocatori. Semplicemente bellissima la colonna sonora, con tocchi di classe che, causa spoiler, devo lasciare per forza di cose fuori.

La durata della campagna è relativa a cosa intendiate per campagna. Ci limitiamo unicamente al finale A o includiamo tutti quelli necessari alla storia? Parliamo di un rush verso gli obiettivi principali o includiamo qualche subquest? Al sottoscritto la prima run è durata 16 ore tonde, avendo fatto un buon numero di subquest e tentando di esplorare dove possibile, ma credo sia tranquillamente possibile tirare fuori qualche altra ora di gioco. Quanto potrebbe durare il gioco la prima volta se si decidesse di concentrarsi sulle missioni principali? Forse tra le 7 e le 9 ore, in base al livello di difficoltà e alla vostra abilità (attenzione che già il livello normale offre una bella sfida), ma per vedere tutto vi ci vorranno almeno 30 ore, che superano abbondantemente le 45/50 se includiamo le subquest o la caccia ai trofei. Vi basta? Certo che vi basta!

 


Nier Automata è probabilmente il miglior gioco diretto da Yoko Taro di sempre. Ci sono imperfezioni di livello tecnico, certo, ma il modo unico in cui il gioco vi spingerà nelle situazioni, unito ai personaggi interessanti e alla storia piena di sorprese (a patto di “rigiocarlo” le dovute volte) non può che meritare una promozione piena. Siete amanti degli ARPG? Compratelo ad occhi chiusi. Amate Manga e Anime futuristici e/o con tematiche psicologiche/filosofiche? Compratelo immediatamente. Volete un gioco con un gameplay fantastico che unisce Kingdom Hearts a Bayonetta? Compratelo. Volete un titolo lungo e avvincente che non vi lasci a terra dopo 5 ore di gioco (COFF COFF METAL GEAR RISING COFF)? Compratelo. Volete supportare la rinascita dell’industria giapponese che… insomma, avete capito. Sapete cosa fare il 10 Marzo.

 

Recensione a cura di Sacha “Omeganex999” Morgese

COMMENTI
  1. 1.

    Guest
    Condivido la recensione (lo sto giocando).
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Il Buono

  • Gameplay eccellente e innovativo
  • La storia perché //SPOILER//
  • Il sedere di 2B, ehm, colonna sonora fantastica

Il Cattivo

  • Il framerate balla troppo
  • Realizzazione grafica mediocre di alcune sezioni
9

Scritto da: Gerolamo "Pintur" Grosso

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