Skyrim VR

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[RECENSIONE] Skyrim VR

La leggenda narra che ogniqualvolta una nuova console o piattaforma esca sul mercato, alla Bethesda si faccia un meeting per discuterne il supporto. E ogni meeting inizia allo stesso modo, con il CEO della Bethesda (che immagineremo per comodità con tuba e monocolo) che chiede ai suoi sottoposti in perfetto accento british “…but can it run Skyrim?”.
E la risposta è solitamente sì, perché un titolo del 2011 può girare fondamentalmente su qualunque hardware moderno, inclusi gli smartphone. (E oggi, per la sezione “Notizie dal futuro” siamo lieti di annunciarvi Skyrim su iOS & Android! Aprile 2018!)

Le special editions per console e pc sono stati un antipasto per coloro che ancora non si erano persi nel mondo di Skyrim, ma è chiaro che è con la versione Switch e quella per PSVR che i maestri del RPG open world potevano offrire qualcosa di nuovo. Accomunati dalla possibilità di utilizzare controller di movimento (eccellenti nel caso di Switch e, beh, meglio di niente come nel caso dei move), queste versioni puntano ad attirare sia nuovi giocatori, sia vecchi amanti del titolo e della serie alla ricerca di qualcosa di più. Uno promette di giocare ovunque, l’altro promette di farvi entrare dentro il mondo di Skyrim, ed è di quest’ultimo di cui parliamo oggi.

Se avete mai provato prima d’ora il quinto capitolo della saga di The Elder Scrolls, vi sentirete a casa sin dall’inizio. Il vostro viaggio vi vede partire imprigionati con altri su un carro per Helgen, verso il patibolo. Ma questa volta sarete liberi di osservare tutto ciò che avrete intorno. Questa volta noterete i dettagli di Skyrim che fino a ora vi sono sempre sfuggiti. Questa volta gli NPC saranno grandi quanto voi. E’ Skyrim in VR e questo è chiaro da subito. Purtroppo è Skyrim in VR, come girava su una macchina mediamente potente nel 2011.


Senza girarci attorno e relegarlo a due frasi parlando del comparto tecnico, Skyrim su PSVR è assai bruttino da guardare e comunica un forte senso di last gen. Questo sia per gli assets usati (assolutamente lontani dalla Special Edition dell’anno scorso), sia per la risoluzione che inevitabilmente rende sfuocati gli oggetti in lontananza. Ma bisogna tenere a mente che questo prodotto offre centinaia di ore di gioco e libertà estrema, qualcosa che al momento non ha semplicemente paragone nel mondo della realtà virtuale.

La forza della realtà virtuale però è altrove, come sempre. Sono le sensazioni indimenticabili, come la prima volta che vedrete apparire un drago enorme di fronte a voi e la prima volta che vi ritroverete a combattere un ragno gigante. Entrate in una casa e ammirerete dettagli che prima semplicemente ignoravate, passeggiate per una città e sentirete il luogo pulsare di vita. La “magia” della realtà virtuale non può essere spiegata, va vissuta, e in Skyrim la vita assume un significato tutto suo.

Sono disponibili due diversi tipi di controllo, Dualshock 4 o doppio move. Se il primo offre un’esperienza praticamente simile alla versione giocabile su qualunque altra piattaforma, il secondo vi permette di controllare le braccia del vostro avatar indipendentemente, offrendo un cambiamento drastico rispetto al passato.
Puntate a un oggetto e potrete afferrarlo e muoverlo (scordatevi di esaminarlo in dettaglio come in altri titoli), imbracciate un arco e potrete simulare lo scoccare una freccia. Imbracciate uno scudo e potrete difendervi tra un attacco e l’altro semplicemente ponendovelo davanti. E’ Skyrim sì, ma assai diverso!

Purtroppo, come da copione, i soliti limiti dei move ritornano. E’ possibile utilizzare movimenti liberi avanzando con il pulsante centrale del move sinistro e ruotando su se stessi con X e O oppure il classico teletrasporto, tenendo premuto un pulsante e indicando la zona in cui desiderate spostarvi. Il sottoscritto preferisce i movimenti liberi, ma si sente forte in entrambi la mancanza di un modo per indietreggiare, un problema comune nei giochi per PSVR che scelgono questo tipo di controllo. Il teletrasporto funziona bene se il vostro scopo è quello semplicemente di muovervi nel verdeggiante mondo di Skyrim, ma mostra chiari limiti nel momento in cui vi ritroverete circondati da nemici. Skyrim VR è tecnicamente un’esperienza da seduti e questo mal si sposa con un titolo open world come questo.

Incredibilmente, Skyrim VR è anche uno dei titoli che mi ha causato meno problemi in assoluto giocandoci. Dopo un annetto buono passato a giocare con il VR di casa Sony, direi che mi sono abituato allo stress che questa (ancora per poco) nuova tecnologia sottopone i nostri cervelli. Ma Skyrim VR è veramente uno di quei titoli che posso annoverare come “stress 0”, ed è interessante visto che si tratta di un titolo open world con movimenti liberi, il primo nemico di coloro che soffrono di motion sickness.
Questo è dovuto a diversi accorgimenti (in primis l’oscuramento dei bordi durante le azioni più stressanti), usati in modo intelligente. E’ buono vedere che i programmatori stanno imparando ad affrontare il problema in modo sempre più efficace, senza intaccare l’esperienza finale. Si tratta però sempre di una cosa molto personale, quindi questa opinione va presa con le pinze.

Skyrim VR è un rivisitazione del capolavoro Bethesda che offre qualcosa di diverso rispetto a tutte le altre versioni. E’ difficile raccomandarlo come il modo migliore di vivere quest’avventura, ma se da amanti del VR e dell’open world eravate in attesa di un titolo vasto da giocare totalmente con il vostro visore, allora le cose cambiano. I problemi ci sono, a livello grafico e di controlli, e mostrano evidenti i limiti della prima generazione di visori per consumer. Ma allo stesso modo l’esperienza è unica e inimitabile, in grado di darvi emozioni che uno schermo in 2D non potrà mai darvi.

Recensione a cura di Sacha “Omeganex999” Morgese

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Il Buono

  • Il mondo di Skyrim completo nella realtà virtuale
  • Tutti i dlc inclusi
  • Motion controls con mani indipendenti

Il Cattivo

  • Tecnicamente… last gen
  • Limiti evidenti nei controlli
  • Qualche bug di troppo
8

Scritto da: Gerolamo "Pintur" Grosso

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