Sniper Elite 4

[RECENSIONE] Sniper Elite 4

Lucidate i vostri fucili.

Una storia iniziata nel 2005 quella di Sniper Elite, arrivata questo febbraio al suo quarto capitolo. Rebellion, in questa sua nuova incarnazione, ha deciso di portare avanti ciò che ha creato in questi anni, cercando di potenziare l’ampiezza degli spazi e la verticalità della mappa, riproponendo le sue ormai famose killcam e il suo gameplay stealth/adrenalinico che lo ha caratterizzato col tempo.

Negli anni abbiamo avuto modo di vivere molti scontri attraverso gli occhi dell’agente OSS americano Karl Fairburne, un cecchino dalle capacità ineguagliabili che, dopo aver sgominato l’esercito tedesco nel proprio paese e distrutto la base nazista in territorio africano, è stato richiamato al suo dovere in Italia.
1943, Seconda Guerra Mondiale, Operazione Husky. Lo sbarco in Sicilia da parte degli Alleati è ormai alle porte ed ancora una volta l’esercito americano mette a disposizione il suo cecchino migliore per una missione segreta. Ciò che spaventa il mondo è la nuova arma che il Führer sta creando: un missile lunga gittata in grado di distruggere qualsiasi arsenale nemico senza poter essere intercettato.
Da San Celini a Bitanti, assaporeremo l’aria italiana che si respira all’interno di questo titolo, tra villaggi fittizi del meridione e isole davvero esistenti. Durante la nostra missione verremo chiamati ad aiutare i partigani nell’eliminazione degli Alti Ufficiali nazisti presenti sul territorio, così da indebolire il nemico dando una mano alla resistenza.

Una volta deciso di imbracciare le armi e iniziare la Campagna ci viene chiesta come prima cosa di settare la difficoltà di gioco. Anche in questo capitolo sono presenti diversi livelli: Cadetto, Marksman, Sniper Elite e Autentico, ognuno contraddistinto da un diverso peso che la balistica e l’intelligenza artificiale hanno sui nemici e sul gameplay. Ovviamente la scelta di utilizzare il vento e la distanza come fattori contrari rimane sempre la migliore, per dare quel gusto di sfida in più al tutto.
Attraverso il fucile di Karl, siamo chiamati ad adempiere a incarichi principali, via via sempre più difficili, e secondari. Questi ultimi risultano essere sempre simili tra di loro, come ad esempio la distruzione di obiettivi sensibili quali depositi di munizioni e camion contenenti scorte e armi. Ovviamente a impedirci di stringere alleanze con gli alleati, attraverso questo scambio di favori nelle quest secondarie, ci pensano le numerose forze nemiche messe sul campo dall’esercito nazista.
Una volta arrivati sul suolo italico l’impatto è sempre lo stesso: scenari ampi e level design verticale ci portano a utilizzare l’ambiente circostante per sfruttare al meglio le postazioni più alte, per poter identificare le posizioni dei soldati e i loro equipaggiamenti, il tutto attraverso il nostro inseparabile binocolo. Lo scouting e la perlustrazione rimangono di vitale importanza in questo titolo, sopratutto se la nostra tattica è quella di affrontare l’intera campagna in stealth. La ricerca di punti strategici, lo sfoltimento delle linee nemiche e le uccisioni silenziose sono alla base del gameplay che, nelle otto missioni che ci vengono proposte, possono essere accompagnate anche da un approccio più action. Imbracciato il fucile e pronti al massacro però, si evidenziano tutti i difetti di una IA ancora troppo deficitaria. Gruppetti di tre soldati nemici cercheranno di stanarci rendendo così fin troppo facile per noi la loro eliminazione attraverso trappole ben piazzate o aggiramenti furtivi.

Alla fine di ogni missione ci verranno dati punti esperienza in base alle nostre uccisioni, al completamento di tutti gli obiettivi secondari completati e alle sfide extra portate a termine. Attraverso il nostro bottino potremo sbloccare nuove capacità e migliorarle piano piano, come ad esempio il rallentamento del battito cardiaco o la riduzione dei danni da esplosione. Con i crediti guadagnati è possibile ampliare il proprio arsenale, andando ad acquistare nuovi fucili, pistole e trappole, ognuna con le proprie caratteristiche e diversità, rimanendo molto fedeli a quelle utilizzate durante il secondo conflitto mondiale. Ovviamente possono essere potenziate anche le armi in nostro possesso attraverso il completamento di alcune sfide come un determinato numero di uccisioni e colpi letali inflitti.
La Campagna di Sniper Elite 4 vi terrà impegnati dalle 7 alle 10 ore, in base alla difficoltà selezionata e alla scelta di giocare in single player o multiplayer, andando un po’ ad aumentare nel caso in cui decideste di perlustrare le immense ambientazioni alla ricerca di tutti i collezionabili.

Come per il precedente capitolo, torna la gradita possibilità di affrontare la Campagna in modalità cooperativa, anche se il livello di difficoltà e le ore di gioco si abbassano notevolmente, rendendo comunque l’esperienza appagante e divertente.
Il comparto mutiplayer risulta invece molto simile al predecessore, molte le modalità di gioco tra cui spicca in assoluto “Re della Distanza”, che ci vede immersi in scontri in cui il nostro punteggio è direttamente proporzionale alla “distanza” da cui uccidiamo gli altri player. Purtroppo il tutto è reso meno avvincente da una gestione non perfetta del net code e da un gameplay che risulta essere fin troppo lento e statico per uno “sparatutto” (anche se in questo caso si parla di cecchini).
Sopravvivenza è sicuramente la modalità strutturata meglio. All’interno di una vasta area siamo spinti a gestire con la massima cura tutte le risorse a nostra disposizione, nonchè a ingegnarci per utilizzare al meglio l’ambiente circostante. La resistenza contro ondate infinite di nemici mette alla prova le nostre abilità nel cecchinaggio e nelle sparatorie ravvicinate, senza contare l’astuzia nel piazzare i dispositivi trappole in giro per l’ambiente.

L’ultima fatica di Rebellion, dal punto di vista tecnico, si lascia ammirare senza gridare al miracolo. Un titolo che negli anni ha saputo migliorarsi anche in questo frangente. Ogni ambientazione, ogni scorcio di paesaggio è ben caratterizzato, un ottimo colpo d’occhio e una pulizia dell’immagine superiore al precedente capitolo. Un level design studiato che mira alla verticalità degli ambienti, che per un gioco di questo genere è abbastanza basilare. Buona la caratterizzazione dei personaggi, sia durante il gameplay che nelle scene di intermezzo, ma ciò che veramente è stato migliorato è la mobilità del nostro protagonista, non più goffo e legnoso come durante la Campagna d’Africa. Il gioco gira a 1080p su tutte le piattaforme, bloccandosi a 30fps nella versione Xbox One rispetto ai 40/50 di Playstation 4.

Sniper Elite 4 vuole raccontare una storia attraverso un incipit non troppo originale, in grado comunque di appassionare il giocatore e renderlo partecipe di ciò che lo sta circondando, senza guizzi o spunti di originalità degni di nota. Una campagna che ci terrà occupati per diverse ore senza mai annoiarci, tra killcam a raggi x ed esplosioni. La possibilità di giocare l’intera storia in modalità co-op è sempre molto ben accetta, sopratutto per un videogiocatore che ama questo genere. Il level design risulta migliorato e il comparto tecnico perfezionato per rendere esplosioni e uccisioni ancora più spettacolari. Un IA anche in questo quarto capitolo un po’ difettosa e un comparto multiplayer piacevole, che comunque rimane in secondo piano rispetto a tutto il resto, sono le uniche due pecche che riesco a trovare in Sniper Elite 4.

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Il Buono

  • Gameplay solido
  • Vastità delle mappe
  • Level design curato

Il Cattivo

  • IA deficitaria
  • Multiplayer troppo ai margini
  • Crescita del personaggio poco sviluppata
7.5

Scritto da: Alberto "Soldato89" Angileri

Amante di Cinema e Videogiochi, preferisco quando le due passioni rimangono separate ma non mi dispiace quando si legano per creare piccoli capolavori. Gioco su svariate console e sfrutto anche il mio smartphone per portare avanti la mia passione. Divoro praticamente tutto, ma prediligo sparatutto e action-adventure. Da anni su Coplanet.it senza perdere la voglia di giocare e scrivere.

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