South Park: Scontri Di-Retti

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[RECENSIONE] South Park: Scontri Di-Retti

La parola South Park forse non dice molto ai più giovani, non essendo più al picco della sua popolarità, ma la serie creata nel lontano 1997 da Trey Parker e Matt Stone è stata parte integrante nella crescita di tanti (ex) ragazzi e ragazze nati a cavallo tra gli anni 80 e 90. Il poter avere finalmente un gioco di qualità legato alla serie nel 2014 è stato un po’ la coronazione di un sogno, riuscendo a soddisfare sia la critica sia il pubblico. Visto tale successo, un seguito de Il Bastone della Verità era prevedibile, ma al posto di continuare sulla stessa linea fantasy, i creatori della serie hanno deciso questa volta di prendere in giro gli Avengers e i vari supereroi che di recente affollano le sale cinematografiche.

Ma di un seguito si tratta. Sono i costumi ad essere cambiati perché il fantasy è passato di moda. Quindi il vostro alter ego perde qualunque status di re che aveva acquisito precedentemente e torna ad essere lo stesso di prima, partendo da zero nel mondo dei supereroi. Dopo aver scelto la vostra classe e aver ottenuto una tragica storia, sarete pronti a far tremare la ridente cittadina del colorado a forza di… peti. Non dimenticate che è di South Park che stiamo parlando.

La storia, per coloro che non abbiano visto l’episodio introduttivo di quest’ultima stagione, si basa sulla rivalità tra due gruppi di supereroi, quello del Procione (Coon and Friends) e gli Amici della Libertà (Freedom Pals), nati da divergenze dovute principalmente a come gestire un brand simile alla Marvel (a chi dare una serie televisiva, a chi un film, ecc). Proprio come nel titolo precedente, l’escalation degli eventi andrà oltre il mondo fantasioso dei bambini, mettendoli presto di fronte a diversi tipi di nemici assurdi, seppur in linea con quanto visto in Il Bastone della Verità.
Dopo le prime ore di gioco un po’ vaghe (dal punto di vista della narrazione), la storia prende una piega più diretta e fedele ai prodotti dai cui trae ispirazione, riuscendo a non sembrare un semplice collage di battute (originali e non) come il capitolo precedente. I 10 mesi aggiuntivi di programmazione hanno anche permesso di inserire elementi relativi alle ultime stagioni, che sicuramente faranno piacere ai fan recenti della serie, che potrebbero preferire le member berries a Mr Hankey.

Storia a parte, Il Bastone della Verità era stato apprezzato moltissimo soprattutto per il suo gameplay, offrendo un’ottima esperienza da GDR light, in grado di soddisfare giocatori esperti e novellini al primo contatto col genere. In Scontri Di-retti tornano il gameplay a turni e il focus sull’esplorazione, questa volta con un maggior focus sulla strategia. I combattimenti avranno luogo su una griglia dove voi e i vostri nemici vi muoverete, con una grande enfasi sul posizionamento e il raggio dei vari attacchi. Un come passare da un Final Fantasy Light a un Final Fantasy Tactics Light, per dirla in parole semplici.
Migliorato è anche il sistema delle classi, questa volta ben differenziate e con diversi poteri. Nonostante ne sceglierete una all’inizio, ne acquisirete costantemente di nuove durante lo svolgimento del gioco, permettendovi di personalizzare l’esperienza come più vi aggrada.

Oltre alla maggior varietà, Scontri Di-retti cerca di evitare la monotonia in diversi modi, quali il costringervi a portare con voi un determinato amico o offrendo obiettivi secondari per le missioni. Questo, unito alla storia, permette al gioco di restare originale per tutta la sua durata (intorno alla ventina di ore).

La parte esplorativa è simile a quella de Il Bastone della Verità, con la possibilità di esplorare la città e le sue abitazioni e negozi per arraffare qualunque oggetto vi aggradi. Oltre ai consumabili, che possono aiutarvi fuori e dentro le battaglie, sono presenti un gran numero di oggetti estetici per personalizzare il vostro personaggio e collezionabili.
Proseguendo nell’avventura otterrete poteri che vi permetteranno di accedere a zone precedentemente inaccessibili, in un loop che si ripete (senza stancare) per tutta la durata del gioco.

Tecnicamente siamo di fronte, nuovamente, alla perfetta ricreazione di un lunghissimo episodio della serie, controllabile dai giocatori. Se amate lo stile della serie, il modo in cui il tutto è ricreato è semplicemente perfetto. Se lo odiate, non inizierete ad amarlo adesso. Lo stesso discorso funziona anche per il comparto audio, dove le voci sono quelle dei doppiatori della serie, sia che decidiate di giocarlo in lingua originale, sia nel suo adattamento italiano. E quest’ultimo è indubbiamente ottimo, almeno per quanto riguarda le voci dei personaggi ricorrenti. Lo stesso discorso non può essere fatto per alcuni personaggi secondari, doppiati maluccio se paragonati alla versione inglese (dove la maggior parte dei personaggi sono, come da tradizione, doppiati dagli autori della serie).

South Park: Scontri Di-retti è, in ordine, un ottimo gioco, un ottimo sequel e un ottima new entry della serie. Manca l’originalità del capitolo precedente, forse più divertente grazie a molte battute e scene già collaudate, ma il tutto è compensato dai significativi miglioramenti del gameplay. Il gran numero di sorprese e colpi di scena (volutamente tenuti fuori da questa recensione) aiuta le già ottime variazione del gameplay a tenere l’interesse sempre altro e il risultato finale è quello di un ottimo episodio della serie che, seppur non da top ten, risulta memorabile nella somma delle sue parti. Da comprare assolutamente se siete amanti della serie, de Il Bastone della Verità o se avete voglia di una visione ironica sul mondo dei supereroi. A prescindere dal motivo, di carne al fuoco ce n’è tantissima anche stavolta.

Recensione a cura di Sacha “Omeganex999” Morgese

COMMENTI
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Il Buono

  • E’ come giocare a un’intera stagione di South Park
  • Importanti miglioramenti al sistema di combattimento
  • South Park interamente esplorabile! (di nuovo)

Il Cattivo

  • A conti fatti meno divertente del titolo precedente
  • Localizzazione con qualche problema di troppo
8.5

Scritto da: Gerolamo "Pintur" Grosso

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