Stifled

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[RECENSIONE] STIFLED

Se non avete mai sentito parlare di Stifled, benvenuti nel mio mondo di qualche giorno fa. Un gioco horror particolare in cui bisogna fare attenzione a non fare rumore? Meh, già visto. Un gioco in cui unicamente facendo rumore è possibile vedere ciò che succede intorno a se? Interessante. Un gioco in buona parte sarete avvolti nel buio ED è possibile giocare totalmente in VR? Bene, indossiamo il visore e andiamo! La mia vita recente è monotona, ho bisogno di un po’ di sano spavento.

Stifled inizia in modo abbastanza enigmatico, come ci si aspetta da un titolo horror in prima persona odierno. Appena svegli sul vostro letto sotto forma di un uomo di età indefinita (il gioco è in prima persona), inizierete ad esplorare la vostra abitazione alla ricerca di indizi per capire cosa sta succedendo. Ed è questo che farete per buona parte di Stifled, esplorare per ricostruire gli avvenimenti, alla ricerca di indizi. Queste sezioni sono fondamentalmente quanto visto e rivisto in tantissimi walking simulator e per quanto non siano necessariamente male, si riducono a un esaminare ogni stanza alla ricerca di oggetti in grado di farvi proseguire.

Queste sezioni esplorative sono inframezzate da sezioni survival, dove il concetto spiegato nell’introduzione la fa da padrone, avvolgendovi nell’oscurità e obbligandovi a “vedere” utilizzando i suoni che i vostri passi e la vostra voce producono. I suoni renderanno visibile l’ambiente soltanto per una manciata di secondi, obbligandovi ad avanzare con cautela. In queste sezioni saranno presenti alcuni nemici in grado di “vedervi” nello stesso identico modo. Scopo finale sarà quello di raggiungere la fine del livello per far progredire la storia.

Un mix interessante, che purtroppo soffre di una realizzazione mediocre che non riesce pienamente a dare giustizia al concetto. Come ci si aspetta da un titolo budget siamo di fronte a una realizzazione tecnica abbastanza mediocre per un titolo per la generazione attuale, ma è innegabile lo stile interessante delle sezioni survival. Le onde sonore infatti si limitano per buona parte a colorare unicamente i bordi di bianco, creando un forte contrasto con l’oscurità globale che spicca ulteriormente se giocato nella realtà virtuale. Azzeccata anche l’idea di colorare i suoni nemici di rosso, alzando di non poco la tensione quando un mostro si avvicina.

Purtroppo alla genialità di queste sezioni si contrappone una certa monotonia del gameplay, rendendole poco più che dei corridoi dai quali scappare. A dare il colpo di grazia è l’IA nemica molto elementare che fallisce nel tenere alta la tensione una volta smascherate le sue routine.
Complice un sistema di checkpoint abbastanza generoso, il pericolo che questi nemici rappresentano passa in secondo piano e alla paura subentra la frustrazione quando si è costretti a ricominciare la stessa sezione dall’inizio.

La storia di Stifled è raccontata tramite l’esplorazione di alcuni ambienti e il ritrovamento di documenti e oggetti, ma a conti fatti è solo accennata e per questo finisce per essere anche abbastanza confusionaria. La mancanza di originalità non fa altro che peggiorare la situazione.

Stifled è un prodotto con un’idea interessante che però fallisce nel riuscire a costruirci sopra in modo interessante, risultando un disomogeneo mix di sezioni che sanno di già visto e altre che si adagiano sull’idea di cui sopra senza tentare di andare oltre. Se contiamo che dura a malapena più di due ore e che è facile finirlo in una sola sessione è difficile da consigliare a meno che non siate davvero in astinenza da titoli horror VR da giocare.

Recensione a cura di Sacha “Omeganex999” Morgese

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Il Buono

  • Idea di base originale...

Il Cattivo

  • ...ma realizzata maluccio
  • Sezioni esplorative monotone
  • IA nemica scarsa
5

Scritto da: Gerry "Pintur" Grosso

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