SuperHot VR

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[RECENSIONE] Superhot VR

C’è in giro una certa convinzione che il VR sia in una fase calante, che stia morendo, che Sony, Facebook e Valve stiano scivolando in un buco senza uscita. Poi ci sono i possessori di VR che comprano la marea di titoli in uscita ogni mese e ne godono, al posto di passare le giornate su internet a sfogare la loro frustrazione.
Superhot VR è, come si può immaginare, la versione per realtà virtuale del capolavoro indie uscito l’anno scorso. Il suo unico mix di grafica stilizzata e meccaniche semplici ma d’impatto gli ha permesso di conquistare il cuore di molti giocatori PC, permettendogli di trasbordare anche su console e, successivamente, Playstation VR. Ma non siamo di fronte a una semplice aggiunta .

Per coloro che hanno passato l’ultimo anno sotto a un sasso particolarmente arido, la particolarità di Superhot è il fatto che lo scorrere del tempo è legato al vostro muovermi. State fermi e anche i nemici e i loro proiettili si congeleranno come per magia. Questo aggiunge un elemento tattico che manca in un FPS canonico, in cui i nemici tentano di aggirarvi costantemente. La versione non VR del titolo (venduta come titolo a parte) mantiene la meccanica del tempo legata al vostro movimento, dando al vostro corpo, o meglio testa e braccia, l’onere di sostituirsi a Kronos e la sua struttura, fatta da molti livelli di durata breve.

Impugnato un move per mano (nessuna opzione per il DS4) verrete catapultati immediatamente nell’azione, con livelli formati da mini-sezioni in cui lo scopo è sempre lo stesso: fare fuori tutti i nemici che vi si parano davanti. E il modo in cui sbarazzarvi dei rossi (fisicamente, non hanno nulla a che fare con l’ex URSS) dipenderà sia da ciò che il livello vi fornirà, sia dalla vostra capacità di improvvisare.
Di base potrete colpire corpo a corpo, lanciare oggetti vari e usare armi corpo a corpo. Ma scordatevi di iniziare un livello armati fino ai denti: il bello è proprio dato dalla necessità di procurarsi tutto evitando i proiettili avversari. E anche se a volte l’azione partirà con l’acquisizione di un’arma da fuoco, raramente essa avrà abbastanza proiettili per permettervi di completare la sezione.

E Superhot VR funziona alla perfezione, rendendovi una sorta di protagonista onnipotente di un film d’azione. Grazie alla vostra capacità di fermare il tempo stando fermi, potrete anticipare e schivare (o parare) i proiettili, ma questo non vi salverà sempre dal fare una brutta fine, visto che un singolo colpo equivale al game over. I nemici arriveranno da tutte le parti e colpire bersagli in movimento quando il tempo è fermo non sarà questione unicamente di riflessi ma anche e soprattutto di calcolo. La relativa brevità delle sezioni (raramente più lunghe di 30 secondi) mantiene costantemente alta la tensione, al punto tale che morire e doverle ripetere ripartendo dal checkpoint non spezza l’azione ma anzi, quasi la arricchisce.

Tecnicamente il titolo si sposa perfettamente al VR grazie alla sua grafica poco esosa di risorse, fatta principalmente in bianco (per tutti gli oggetti inanimati), rosso (per i nemici) e nero (per le armi). Anche i modelli poligonali sono poco complessi, garantendo una fluidità senza intoppi. Questo gli permette di avere un’immagine particolarmente nitida anche su PSVR, forse proprio per la mancanza di compromessi con la risoluzione. Tutto quanto detto di positivo sino ad oggi sul suo aspetto visivo in versione 2D si mantiene quindi vero per la versione per realtà virtuale.

Purtroppo Superhot VR mette anche in luce quali sono gli aspetti peggiori del visore Sony. Rispetto ad altri titoli è quasi obbligatorio giocare stando in piedi, non soltanto per una questione di sensazioni, visto che il protagonista è costantemente in piedi, ma anche perché lo spazio diventa un elemento essenziale (muoversi, piegarsi, inginocchiarsi sono azioni essenziali per completare i livelli). Purtroppo l’accoppiata PS camera e Move non funziona sempre come dovrebbe, e in un titolo come questo dove lo spazio è particolarmente importante, capita spesso di finire fuori dal campo visivo o avere problemi di riconoscimento. Sia ben chiaro, questo non diminuisce minimamente il piacere nel giocare su PS4 rispetto al PC, ma rende evidente il compromesso fatto da Sony per assicurare al visore un prezzo così contenuto.

Superhot VR è probabilmente il titolo che più mi ha reso felice di essere un possessore del HMD targato Sony. Per la prima volta in vita mia mi sono ritrovato a muovermi così tanto per evitare proiettili e afferrare armi, lanciandomi anche a terra (o cadendo perdendo l’equilibrio nelle sezioni più concitate) se necessario. E anche sbattere contro il muro è un piacere se lo si fa perché persi nell’azione virtuale che un titolo simile è in grado di offrire.
Superhot VR è una killer application, a prescindere da quale visore possediate. Ed è un must buy per qualunque amante della realtà virtuale in cerca di nuove emozioni.

Recensione a cura di Sacha “Omeganex999” Morgese

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Il Buono

  • Gameplay unico e coinvolgente
  • Grafica stilizzata
  • Cadere a terra ridendo come degli idioti non ha prezzo

Il Cattivo

  • Nessun supporto per DS4
  • Tutti i limiti del tracking del PSVR
9.5

Scritto da: Gerolamo "Pintur" Grosso

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