Tekken 7

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[RECENSIONE] Tekken 7

Tekken è una serie che non ha bisogno di presentazioni. Per chiunque cresciuto nella generazione “Playstation”, era quasi sinonimo di picchiaduro 3D. Certo, non era né il primo né l’unico a permettere di darsele di santa ragione con personaggi poligonali, ma il suo mix di lottatori memorabili e sistema di combattimento semplice ma profondo unito ai finali in CG rappresentava forse un riassunto perfetto delle aspettative di quella generazione. Poco più di una ventina d’anni dopo il 7 capitolo sbarca negli arcade giapponesi e ci resta per un paio d’anni, fino ad atterrare finalmente nelle nostre case e permetterci, ancora una volta, di darsele di santa ragione in 3D.

Tekken 7 per console casalinghe e PC è basato sulla versione evoluta della versione arcade, chiamata Fated Retribution (sottotitolo lasciato fuori). Abbandonato un motore grafico fatto in casa per l’Unreal Engine 4, le premesse sono fondamentalmente le stesse di 20 anni fa: creare un picchiaduro che sia casual nell’approccio ma hardcore nell’esecuzione. Unito, ovviamente, a tantissimi vestiti assurdi per personalizzare i vostri personaggi e all’ingresso in campo di Akuma, da Street Fighter.

L’ultima fatica Bandai Namco raccoglie quanto seminato nei 2 decenni che lo preseguono (combattimenti in 2.5D, 2 pugni e 2 calci, danni “ambientali”, focus sul combattimento corpo a corpo ecc.) e vi aggiunge meccaniche e personaggi nuovi per ravvivare la miscela. Il risultato è un ottimo mix di classico e nuovo, che riesce perfettamente a portare il torneo del pugno d’acciaio nel 2017 senza stranire eccessivamente i veterani.
L’introduzione più rilevante è forse quella delle “rage art”. A differenza dei capitoli precedenti, la rage mode non influirà molto sulla potenza degli attacchi ma servirà per scatenare un attacco speciale in grado di ridurre la barra avversaria di circa il 30% (in base al personaggio). Questo lo riporta in linea con molti picchiaduro attuali, fornendo ai giocatori la possibilità di rimontare velocemente come succede in titoli come Street Fighter e Mortal Kombat. In aggiunta, alcune mosse chiamate “Power Crushers” vi permetteranno di portare a segno un attacco anche se colpiti nel frattempo dall’avversario (ricevendone comunque i danni), influenzando non poco le dinamiche degli scontri.

Un elemento della serie che è cresciuto sempre più con il tempo è la componente narrativa e Tekken 7 si prefigge di concludere una volta per tutte la saga del clan Mishima, attraverso una modalità storia creata appositamente per i fan della saga… che però fallisce nell’entusiasmare quanto dovrebbe, sia a causa di un passaggio tra scene pre-renderizzate e in-game, sia nella lunghezza globale. Menzione a parte merita l’eccessiva difficoltà di alcuni combattimenti, che anche a livello facile potrebbero far desistere i giocatori meno esperti.

La storia è vista dagli occhi di un giornalista intento a smascherare i loschi affari della Mishima Zaibatsu e segue il destino di Heihachi, Kazuya e Jin nel loro eterno conflitto. Questo riesce a mettere in qualche modo la parola fine alla storia ventennale, ma risulta parecchio approssimativa se paragonata a ciò che altri titoli recenti offrono. In aggiunta, questa modalità non aiuta i nuovi giocatori a capire il background della serie, né insegna loro le meccaniche di base, finendo per essere unicamente per i fan di lunga data.
Se si aggiunge una modalità arcade priva di filmati finali e con solo 5 scontri, siamo di fronte a un single player che ha davvero poco da offrire. Forse l’unica modalità veramente interessante è “treasure battle”, dove potrete scontrarvi contro un numero infinito di nemici per sbloccare materiale per personalizzare i combattenti.

Tekken 7 bilancia con la sua componente online, che è indubbiamente dove tutti i picchiaduro moderni concentrano principalmente le attenzioni. Tra ranked match, casual match e tornei online, c’è tanto da divertirsi con amici e sconosciuti. Tutte queste modalità vi permetteranno di ottenere valuta ed elementi estetici per creare lottatori unici e divertirvi a massacrare avversari con stile.

Piccoli dettagli quali il distinguere tra giocatori che utilizzano cavi LAN e quelli che usano il Wi-Fi mostrano l’attenzione che Bandai-Namco ha riservato alla componente online di questo gioco e bisogna dire che, a patto di incontrare qualcuno con una buona connessione, l’online pare stabile e fluido.

Tecnicamente siamo di fronte a un prodotto che rende sia visivamente che a livello di framerate, ma che paga l’aver scelto un motore di terze parti con la risoluzione. Tekken 7 è 900p su PS4 base e 720p su Xbox One. Questo rende l’immagine abbastanza sfuocata, ma permette di reggere 60fps costanti. Che sia lo scotto da pagare è abbastanza chiaro, ma l’idea di avere un gioco a metà della risoluzione ritenuta standard nel 2017 fa storcere non poco il naso. Discorso diverso per la versione PS4 Pro, che gira a 1080p/60fps con dettagli ed effetti più alti… ben lontani però dal 4K alla quale questa console mira. Il che non significa che il risultato finale sia brutto, anzi, visivamente siamo su buoni livelli ovunque grazie alla buona resa del motore Epic, ma nascondere la delusione è difficile.

Tekken 7 è un titolo solido per la serie, per quanto riguarda le meccaniche di gioco. Se bisogna giudicare unicamente in base al gameplay, siamo di fronte a qualcosa di unico e coinvolgente, in linea con i capitoli precedenti ma in grado di offrire qualcosa di nuovo grazie ad alcune aggiunte azzeccatissime. Purtroppo cade dove anche l’altra grande saga, Street Fighter, è caduta con la sua ultima iterazione: la mancanza di contenuti. Finita la modalità storia (e parliamo di un paio d’ore o più, in base al livello di difficoltà) resterà molto poco da fare da soli. Se siete giocatori competitivi che amano sfidare avversari online e migliorarsi constantemente, se amate la saga e non vedete l’ora di riprendere i panni di Heihachi, Jin e Law, Tekken 7 è assolutamente il gioco che stavate aspettando. Se infatuati da uscite recenti quali Injustice 2 siete in vena di picchiaduro pregni di contenuti, beh, forse è meglio guardare da qualche altra parte: siamo di fronte a quanto di più Arcade esista. Nel bene e nel male.

Recensione a cura si Sacha “Omeganex999” Morgese

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Il Buono

  • Ottima resa grafica
  • 60 fps stabili
  • La fine della saga dei Mishima

Il Cattivo

  • Risoluzione deludente
  • Povero di contenuti
  • Story mode eccessivamente corto
8

Scritto da: Gerolamo "Pintur" Grosso

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