The Bridge

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[RECENSIONE] The Bridge

 

Gira la ruota!

Uscito da ormai sei anni nella sua prima versione per PC e Xbox 360, The Bridge non poteva mancare l’occasione dell’uscita di Switch per potersi proporre anche al pubblico di Nintendo, che comunque ha già avuto l’opportunità di scaricare il gioco su Wii U. La necessaria premessa da fare in questi casi è quella di sottolineare come quest’ultima release di The Bridge non porti nulla di nuovo rispetto alle uscite per le precedenti console, nessuna modalità extra né livelli aggiuntivi. La recensione si rivolge quindi a chi non ha mai avuto modo di acquistare o conoscere questa produzione indipendente, che sicuramente ha qualche buona carta da giocarsi, come confermano i numerosi pareri positivi di chi ha affrontato questo puzzle game in passato.

Una delle prime particolarità che balza all’occhio avviando The Bridge è lo stile grafico a scala di grigi e semplice nei disegni, un omaggio a M. C. Escher, famoso artista olandese apprezzato proprio per le sue opere in bianco e nero e che hanno come soggetto la rappresentazione di luoghi paradossali e spesso osservabili da diversi punti di vista, come accade ad esempio in litografie piene di scale sottosopra. The Bridge, che tra l’altro è anche il titolo di una delle sue opere, vi porta nei panni di un anziano signore nel bel mezzo di edifici e costruzioni in cui, per risolvere gli enigmi proposti, cambierete spesso prospettiva. In tutto e per tutto un bel tributo all’artista di cui sopra, sia per lo stile sia per il gameplay.

A volte dovrete usare i massi a vostro vantaggio, in questo caso per premere il pulsante in modo da sbloccare il lucchetto della porta.

Il gioco si compone inizialmente di quattro capitoli, ognuno con cinque o sei livelli all’interno il cui scopo è quello di portare l’anziano protagonista alla porta d’uscita, spesso bloccata da un lucchetto. Il vostro compito sarà quello di muovere il personaggio, raccogliere le eventuali chiavi e ruotare il livello per raggiungere l’uscita. Niente di più, non ci sono potenziamenti ne minime meccaniche da platform, solo il protagonista, la sua lenta andatura, e la possibilità di ruotare l’area di gioco. Naturalmente con il passare del gioco usciranno sia nuovi espedienti da evitare, come massi pesanti o vortici antigravità, sia da sfruttare, come teletrasporti o aree in cui potrete ruotare la mappa senza accusarne gli effetti, finendo quindi sottosopra. Pur sembrando tutto così semplice, o quanto meno gestibile, The Bridge si rivela invece un puzzle game molto ingegnoso, tanto che può capitare di fermarsi a cercare la soluzione per vari minuti. Inoltre, non manca nemmeno una piccola componente trial & error (a volte forse un po’ troppo spinta), motivo per cui non c’è un vero e proprio game over nei livelli, bensì vi sarà data la possibilità di riavvolgere il tempo in modo da non dover ricominciare il livello dall’inizio.

Si tratta di un mix tra logica e scienza davvero intelligente, nonostante possa capitare di risolvere passaggi senza riuscire a capire bene il senso di ciò che si è combinato, cosa che può non essere positiva. Ad ogni modo, la complessità generale non si ferma ai primi quattro capitoli, ma raggiunge l’apice nella seconda parte di gioco, quando troverete le versioni Mirror ad aspettarvi. Dal nome potrebbe sembrare una semplice riproposizione speculare dei primi quattro capitoli, invece, pur ripercorrendo gli stessi livelli in quanto a struttura, vengono introdotti nuovi elementi come massi aggiuntivi o perfino porte doppie (e doppio protagonista quindi). Va da sé che quantificare esattamente la longevità di The Bridge non è possibile, si entra per forza di cose nella soggettività e sta all’ingegno del giocatore determinare il monte ore complessivo, per quanto io ritenga assicurato un minimo di tre ore di gioco.

Passare dietro i simbolini triangolari vi permette di usare il teletrasporto per raggiungere la zona con il simbolo opposto.

In definitiva si può senza alcun dubbio considerare The Bridge come un puzzle game ben studiato, con livelli che se superati riescono a dare un’ottima sensazione di appagamento. Restano comunque delle incertezze, come alcuni livelli meno ispirati e una componente trial & error che a volte sorpassa in importanza la capacità deduttiva. Per il resto, anche considerando il buon lavoro grafico e l’equo prezzo di 9.99€, può essere sicuramente un must per chi ama i puzzle game, un po’ meno per i giocatori occasionali di questo genere videoludico.

COMMENTI
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Il Buono

  • Enigmi interessanti e da studiare
  • Ottimo lavoro grafico
  • Capitoli Mirror ancora più stimolanti...

Il Cattivo

  • A volte troppo trial & error
  • Longevità comunque non eccelsa
  • ...ma forse nuove aree sarebbero state l'ideale
  • Caricamenti leggermente lunghi
7.5

Scritto da: Simone "nuggets619" Lenotti

Prima che la passione videoludica trovasse continuità ha vissuto quattro epoche diverse capitanate da Super Mario 64, Unreal Tournament, Pokemon (che le aziende di batterie stilo ringrazieranno a vita) e per finire Halo, del quale segue qualsiasi cosa e che ritiene uno degli universi di fantascienza più appassionanti di sempre. Ad oggi si ritiene un giocatore universale, ancora attaccato alle portatili Nintendo, oltre che particolarmente ferrato negli FPS e nella nobile arte dello stealth. Felice possessore di Switch, PS4, Xbox One e 3DS.

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