The Legend of Zelda: Breath of the Wild

[RECENSIONE] The Legend of Zelda: Breath of the Wild

The Legend of Zelda Breath of the WildDEDICATO AI FOLLI E AI SOGNATORI

Ci sono poche cose nella vita che riescono a suscitare gioia pura, quel sentimento genuino che parte dal profondo e si sprigiona in tutto il corpo provocando una sensazione di benessere totale alternato a umidificazione della camera oculare. In questa cerchia ristretta rientra pienamente The Legend of Zelda, che evoca in molti i primi ricordi videoludici, più precisamente frammenti, per restare in tema, magari di un bambino di scarsi quattro anni, che passava i pomeriggi del fine settimana col suo papà per il regno di Hyrule attraverso un diabolico apparecchio alimentato da soffi magici, il famigerato Nintendo Entertainment System, per gli amici NES. Ed è così che quei ricordi e quelle sensazioni sono ridondanti ogni qual volta mamma Nintendo ci regala un titolo dedicato alla saga. Con The Legend of Zelda: Breath of the Wild non solo abbiamo tutti l’occasione di provare nuovamente quella gioia puerile, ma per molti, ormai stagionati, potrebbe essere l’occasione di prendere i panni del padre o zio o qualsiasi altra figura che voglia introdurre nel mondo videoludico i piccoli videogiocatori, soprattutto grazie al nuovo, tanto odiato dalla rete, Nintendo Switch.

The Legend of Zelda Breath of the Wild

Meravigliosi i filmati, doppiati in maniera egregia.

La trama di questo gioco inizialmente potrebbe risultare tanto classica e semplice quanto scontata. Protagonista: Link, Principessa da salvare: Zelda, Antagonista: Ganon, Ambiente: Regno di Hyrule. Gli elementi classici della serie ci sono tutti. Il vero problema nasce proseguendo il gioco e venendo a conoscenza dei vari dettagli della trama. In questo caso il nostro caro Link si risveglia in una grotta dove ha dormito per cento anni. Questo perché l’eroe, caduto in battaglia contro Ganon, è stato messo in salvo e addormentato per ripristinare il corpo e lo spirito. Nel frattempo la Principessa Zelda si è sacrificata, intrappolando Ganon nel castello di Hyrule. Tuttavia il potere del signore del male continua a crescere col tempo, infestando il regno di Hyrule. Link intraprenderà cosi un lungo viaggio per recuperare la memoria, i suoi poteri e incontrando vecchie conoscenze che faranno felici i fan più datati.

The Legend of Zelda Breath of the Wild

La Tavoletta Sheikah con i suoi poteri sarà fondamentale nella risoluzione dei puzzle e e non solo.

È quasi impossibile non immergersi nel mondo di questo Breath of the Wild. Fin dalle prime battute il giocatore presenta un mix di emozioni che vanno dal sentirsi perso, smarrito in un mondo tanto vasto e vario, quanto incredibilmente emozionante da scoprire, al volere venire a conoscenza di dettagli sempre più fini della trama. Ma dov’è la forza di questo titolo? Sicuramente sta nel fatto che Nintendo ha raccolto tutti gli elementi migliori di ciascun titolo e li ha uniti, sfornando quello che probabilmente è l’episodio più completo della saga. Sarà difficile non notare riferimenti, che vanno dal primo The Legend of Zelda per NES ad A Link Between Worlds sia in termini di giocabilità, che di dettagli. Sin da subito sarà a disposizione la Tavoletta Sheikah, oggetto altamente anacronistico, in quanto non è nient’altro che una sorta di tablet da cui consultare la mappa, l’inventario, le missioni principali e secondarie a disposizione. Ma non solo. La tavoletta sarà dotata anche di poteri speciali, come bombe, kalamitron, stasis, macchinetta fotografica, importanti nel completamento del gioco. Proprio grazie a quest’ultimo elemento, si dovrà completare il compendio, ovvero una sorta di raccolta di fauna, oggetti, armi e quant’altro, che vanta più di trecento voci. Un gran grattacapo per i completisti ossessivo-compulsivi.

The Legend of Zelda Breath of the Wild

Gli Amiibo, utilizzabili una volta al giorno, possono rivelarsi molto utili.

Il Regno di Hyrule è diviso in regioni. Ciascuna di essa presenta una torre che, una volta raggiunta, mediante tavoletta sbloccherà i dettagli della mappa. All’interno di ciascun territorio saranno presenti dei Sacrari, una sorta di mini-dungeon caratterizzati da giochi puzzle non sempre semplici, combattimenti o sfide, che al loro termine doneranno a Link un Emblema, fondamentale per lo sviluppo e che spesso richiederanno l’utilizzo dei poteri della tavoletta. E qui subito si delinea la netta differenza con il passato, in quanto quattro emblemi serviranno per ottenere un portacuore o un portavigore. Lo sviluppo del personaggio seguirà la volontà di ciascun giocatore e non sarà possibile portare al massimo entrambe le caratteristiche. Anche i dungeon normali si discostano ampiamente da quelli classici e saranno caratterizzati da elementi davvero brillanti. Inoltre, possiamo dire addio ai classici tre step caratteristici della serie.

The Legend of Zelda Breath of the Wild

Le condizioni atmosferiche cambiano repentinamente, mettendo a dura prova il nostro eroe.

Durante il viaggio di Link sarà possibile ottenere armature, armi, oggetti commestibili e non, pozioni. Le armi sono davvero innumerevoli e variegate, caratterizzate, tuttavia, da una fragilità disarmante, che metterà quindi a dura prova le capacità di dosaggio e conservazione per un eventuale scontro con un boss. Sarà possibile cucinare i vari oggetti ottenuti e mixarli per ottenere effetti differenti. Girare per il mondo sarà davvero un piacere. Sarà possibile arrampicarsi, domare cavalli, che variano per forza, velocità, vigore e carattere e con cui sarà fondamentale instaurare un legame, fare attenzione al tempo a causa dell’alternanza del giorno e della notte. Ma anche ai nemici e alle condizioni atmosfere variabili, considerando che la pioggia renderà il terreno viscido e, quindi, renderà difficoltose eventuali scalate e che il ferro attira potenzialmente i fulmini, quindi equipaggiarsi in maniera appropriata, ma non solo, anche il caldo nel deserto o vicino ad un vulcano o il freddo in montagna saranno vostri nemici. Proseguendo poi si verrà a conoscenza della possibilità di personalizzare l’equipaggiamento, elemento davvero innovativo per la serie, nonché potenziarlo presso le Fonti della fata radiosa in cambio di oggetti e rupie.

The Legend of Zelda Breath of the Wild

Leonardo DiCaprio non è l’unico ad aver avuto a che fare con un orso.

Le varie tecniche di combattimento verranno apprese, come sempre, nel corso della storia. Non mancheranno anche delle storie parallele, come quella della Banda degli Yiga, nati per contrastare l’eroe e visivamente non molto differenti da vecchie conoscenze. Graficamente rende davvero al meglio. Unire il Cel Shading a elementi caratteristici reali e naturali è davvero una meraviglia, sia sullo schermo di Switch che su televisori di ultima generazione, senza importanti difetti che ne pregiudicano l’esperienza. La cosa che sorprende di più è sicuramente la cura dei dettagli e la stratosferica interazione con l’ambiente. Basti pensare che, qualora servissero delle frecce di fuoco e queste fossero esaurite, si può benissimo raccogliere dei fasci di legno, utilizzare la pietra focaia e impregnare di fuoco le frecce di legno, oppure utilizzare una zattera con un remo o con un ventaglio. La longevità è probabilmente ai livelli massimi della serie. Più di cento missioni secondarie, unite ad oltre cento sacrari, i semi di Korogu, il compendio, i potenziamenti massimi degli equipaggiamenti, i ricordi e tanto, tanto altro ancora.

The Legend of Zelda Breath of the Wild

Molteplici miniboss saranno presenti per tutto il Regno di Hyrule.

The Legend of Zelda: Breath of the Wild è probabilmente il titolo più maturo, riflessivo, intimo della serie. Ogni episodio della saga è caratterizzato da uno o più temi. In questo caso spiccano i temi del ricordo, dono di un qualcosa che resterà sempre con noi, e dell’eredità, il prendersi le proprie responsabilità e non lasciare nulla di incompiuto. Ecco, The Legend of Zelda: Breath of the Wild meriterebbe il perfect score probabilmente proprio per la minuziosità dei particolari in ogni sfaccettatura, dal gameplay alla storia, ricercati e di alto livello. Probabilmente non compete graficamente con i rivali delle altre case, ma in un’epoca fatta di framerate e teraflops, Nintendo mette da parte la potenza per tirare fuori un gioco con un’anima, cosa che si è persa nel tempo.

COMMENTI
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Il Buono

  • Uno degli episodi più innovativi dell'intera saga
  • Un RPG totale che non si lascia mancare niente
  • Longevità a livelli estremi
  • Artisticamente impeccabile, OST di alto livello

Il Cattivo

  • Graficamente si potrebbe esigere di meglio per gli standard attuali
  • Poco prima e molto poi finisce
10

Scritto da: Christian "Christi90" Giordano

Christian Giordano è un geek proveniente dal tacco d’Italia, che vive per passioni e per passione e studia Medicina. Nato con il NES come cuscino, tra le bucoliche foreste di Zelda e gli interrogativi brick di Mario, è stato forgiato con due braccia e due pad per poter giocare, testare, vivere qualsiasi genere di avventura il mondo videoludico gli palesi sul vetro della sua console, portatile o non, dalla Nintendo alla Sony, con tutte le sfumature che il mercato propone. Cresciuto con il mito de Il Piccolo Grande Mago dei Videogames, è un giocatore eclettico e un collezionista che sa scovare in ogni angolo del globo anche il game meno idolatrato per gustarne e vagliarne le qualità di persona. Piacevoli distrazioni al suo lavoro sono il Calcio, la Musica e i Motori, nonchè la sua musa ispiratrice con la sua somma pazienza.

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