The Vanishing Of Ethan Carter

Da il il Recensioni, 4 più

[RECENSIONE] The Vanishing of Ethan Carter

L’inusuale caso dove è lo scomparso a chiamare il detective…

The Vanishing of Ethan Carter non è una novità, anzi, si porta qualche anno sul groppone. Ben 3 per l’esattezza, da quell’ormai lontano 2014 durante il quale solo la versione per PC ha visto la luce di questa particolare avventura thriller ideata dai ragazzi di The Astronauts. Qualche mese dopo, a metà del 2015, è toccato alla versione PS4, con tanto di qualche ottimizzazione in più. Fa strano quindi ritrovarsi addirittura ad inizio 2018 per parlare della versione Xbox One, uscita da pochi giorni sullo store. Andiamo quindi a riesaminare nuovamente The Vanishing of Ethan Carter per vedere come si comporta sulla console Microsoft, premettendo sin da subito che l’assenza di un qualsivoglia contenuto aggiuntivo rispetto alle vecchie versioni rende questa uscita totalmente dedicata a chi ancora non ha potuto risolvere il caso di Ethan Carter.

Ethan Carter è uno dei due protagonisti principali del gioco: si tratta di un bambino di 12 anni scomparso che, per motivi che inizialmente non vengono spiegati, ha mandato una lettera al famoso detective Paul Prospero, chiamato ad indagare sulle misteriose vicende accadute nella Red Creek Valley. Presi i panni di Prospero inizierete ad esplorare questa location circondata da laghi e zone boschive, un setting magnifico che però nasconde un’oscura presenza che darà quel tocco di sovrannaturale a tutta l’avventura. Per un palato poco fine The Vanishing of Ethan Carter può essere catalogato come un Walking Simulator, termine dalle connotazioni negative che, seppur in parte veritiero (perchè sì, è un dato di fatto che si cammini per tutto il gioco), non rende affatto giustizia ad un gioco particolare e che si pone come solo obiettivo quello di raccontare una storia innestando domande su domande nella mente del giocatore, cercando di mantenere un certo coinvolgimento fino all’epilogo.

Nel caso manchi qualche oggetto per completare l’enigma apparirà sia il suggerimento scritto sia (a volte) una breve visione di dove si trova tale oggetto.

Il percorso che guida Prospero alla risoluzione del caso è tuttavia piuttosto lineare, e rappresentato da una serie di omicidi da risolvere uno dopo l’altro. Al ritrovamento di un cadavere scatta l’unica altra fase di gioco oltre all’esplorazione della vallata, ossia quella di ricostruire virtualmente gli eventi che hanno portato all’omicidio. Niente di complesso comunque, basterà un’analisi della scena del crimine e una semplice concatenazione nell’utilizzo o ritrovamento degli oggetti utili alla ricostruzione. Fondamentalmente The Vanishin of Ethan Carter si riduce a questo, un’alternanza di esplorazione e risoluzione di semplici enigmi come espedienti per procedere nella storia di Ethan. Le uniche deviazioni di percorso sono rappresentate da alcune side-stories, così si potrebbero chiamare, che ci faranno vivere alcune storie di carattere paranormale ideate dallo stesso Ethan, che scoprirete presto essere una specie di R. L. Stine in erba. Nel complesso comunque, tra casi principali e storie secondarie, si può raggiungere un quantitativo di 4-5 ore di gioco, sicuramente ben spese se rimarrete coinvolti dalla vicenda.

The Vanishing of Ethan Carter, pur essendo un titolo di produzione indipendente, è oltretutto un gioco molto bello da vedere, in particolare per il tipo di ambientazione e i numerosi scorci panoramici in cui vi potreste imbattere durante le fasi esplorative. Altrettanto d’impatto la riproduzione delle storie di Ethan, con effetti paranormali davvero ben realizzati. L’unica pecca a livello tecnico risiede in sporadici episodi in cui le textures non vengono caricate a dovere anche in prossimità dell’oggetto in questione, ed un esempio possono essere alcune pareti rocciose la cui superficie mancava di definizione anche trovandosi a pochi passi.

Una volta compiuta la ricostruzione potrete visualizzare una sorta di cut scene che spiega il come e il perchè degli omicidi.

In conclusione, va detto che mai come in questo caso il gioco in esame è così legato alla soggettività di chi si pone davanti allo schermo. Personalmente, The Vanishing of Ethan Carter è stata una buonissima avventura, per quanto lineare e banale nella risoluzione degli enigmi relativi agli omicidi. Il finale sicuramente può essere un ulteriore spartiacque, ma in ogni caso emerge una discreta originalità da parte del team di sviluppo che in fondo è riuscito a raccontare una storia abbastanza coinvolgente ed interessante.

COMMENTI
Clicca qui per aggiungere un commento




Il Buono

  • Storia misteriosa e abbastanza coinvolgente
  • Ottima e ampia ambientazione...
  • Le storie secondarie sono interessanti e particolari

Il Cattivo

  • ...in parte non sfruttata data la grande linearità
  • Casi da risolvere fin troppo semplici
7

Scritto da: Simone "nuggets619" Lenotti

Prima che la passione videoludica trovasse continuità ha vissuto quattro epoche diverse capitanate da Super Mario 64, Unreal Tournament, Pokemon (che le aziende di batterie stilo ringrazieranno a vita) e per finire Halo, del quale segue qualsiasi cosa e che ritiene uno degli universi di fantascienza più appassionanti di sempre. Ad oggi si ritiene un giocatore universale, ancora attaccato alle portatili Nintendo, oltre che particolarmente ferrato negli FPS e nella nobile arte dello stealth. Felice possessore di Switch, PS4, Xbox One e 3DS.

Nessun commento al momento.

Rispondi

Chi Siamo

CoPlaNet.it è nato con lo scopo di racchiudere una passione che ci unisce e di discuterne insieme, ossia quella dei videogiochi. Naturalmente per permettere che ciò avvenga in maniera “tranquilla” è stato necessario stilare un REGOLAMENTO da seguire. Ricordiamo che il forum di CoPlaNet.it è di libera visualizzazione nella maggiorparte delle sue aree ma necessita di una registrazione gratuita per poter essere attivo e partecipare alle discussioni.

Tweet