Resident Evil 7: Biohazard

[RECENSIONE] Resident Evil 7: biohazard

Resident evil 7THE MANSION IS COMING BACK

Leggi Resident Evil e sale il magone. Perché ogni qual volta leggiamo quel titolo, ognuno di noi, in fondo al cuore, spera di poter vivere un’esperienza videoludica al pari di quel trittico che Capcom riuscì a sfornare a cavallo degli anni ’90 e duemila. Ma al pari di quelle emozioni, il videogiocatore si sente anche come una ragazza tradita, poiché a seguito del successo del quarto capitolo (n.b. il quinto della saga canonica), Capcom accantonò la linea survival, per gettarsi a pieno in un progetto puramente action, che ci ha regalato perle come Resident Evil 5 e 6, di cui ignoreremo l’esistenza, come la nona stagione di Scrubs. E così, provando ancora sentimenti profondi, all’annuncio durante l’E3 2016 del settimo capito della serie e dopo aver provato quella che è stata definita la Beginning Hour, abbiamo tutti sperato in una rinascita della serie come l’araba fenice. Ricordiamo che la recensione non tratterà la versione per VR del titolo.
Resident evil 7

Ambientazione perfetta che contribuisce a tenere alta la tensione

Mai come nella storia della serie, la trama è ridotta al minimo, tant’è che la maggior parte di essa è svelata da appunti e diari sparsi per tutto il gioco, mentre sono ridotti al minimo intermezzi e dialoghi. In breve, un pover uomo, tal Ethan Winters ha creduto che sua moglie Mia fosse morta ma, dopo aver ricevuto un videomessaggio, decide di avventurarsi nella cittadina di Dulvey, in Louisiana, dove pensa si possa trovare. Ethan raggiunge, così, una dimora abbandonata abitata dalla famiglia Baker che lo rapisce, nel tentativo di renderlo uno di loro. Accorgendosi della follia di questi, tenterà una fuga disperata che lo metterà di fronte ad una realtà inaspettata che si cela dietro a tutti gli avvenimenti che hanno colpito la famiglia Baker e la stessa Mia.
Resident evil 7

Tornano elementi tipici del passato. Va in pensione il nastro inchiostratore, benvenuto nastro registratore

Prima di iniziare la descrizione dettagliata del titolo, è opportuno consigliarvi di impostare una lingua di doppiaggio differente dall’Italiano, non tanto per la qualità, quanto per godervi al meglio l’esperienza. Purtroppo, spesso, il doppiaggio nella nostra lingua nei giochi non rende giustizia. Per quanto si siano sforzati molto per questo titolo, a tratti i dialoghi risultano forzati e poco naturali, cosa che non avviene, ad esempio, con la lingua inglese. Pronti via, ci ritroviamo in una strada di campagna. Un furgone abbandonato, un libro, una villa. Sembra di essersi catapultati nel ’96 per atmosfera e tensione. Si entra nella casa degli ospiti, che non è altro che lo spazio ampiamente trattato nella demo. L’elemento chiave è senza dubbio l’esplorazione. Ci si abitua presto alla visuale in prima persona, così come i comandi sono quelli classici. Dopo questo breve prologo, ci si addentra in quella che è la vera trama del gioco, che ci metterà di fronte agli elementi caratteristici del titolo.
Resident evil 7

Il sadismo e la follia dei nuovi protagonisti di Resident Evil

Molti si sono lamentati del fatto che non è concepibile un Resident Evil in prima persona. C’è da dire che esistono vari precedenti storici, basti pensare a Silent Hill The Room o, parlando in termini recenti per non sentirsi troppo vecchi, a quel che sarà del prossimo God of War. Certamente non è una visuale a minare l’esperienza di gioco, per di più legata a due elementi di gioco: il primo è senza dubbio la progettazione per il VR e il secondo se ve lo dicessi mi potreste denunciare per spoiler. I comandi sono semplici e ben bilanciati. La mira non presenta problemi importanti, anzi, risulta ben calibrata, così come le telecamere si comportano al meglio per tutta la durata della storia. Sicuramente siamo di fronte ad una grafica non eccelsa, accettabile per alcuni, forse, all’inizio di questa generazione, non a distanza di 3 anni. Ma un titolo non si valuta soltanto da questo aspetto e l’adrenalina, l’ansia e la tensione che ci accompagnano in questa breve, ma dannatamente intensa esperienza, compensano ampiamente questo aspetto. Certo, alcuni paesaggi sono un po’ troppo pixellosi, a tratti ci sono cali di framerate o addirittura ritardo nel caricare alcuni dettagli dell’ambiente che ci circonda, delineando una certa frettolosità del team nel lanciare il titolo o forse perché i lavori per il VR ancora non raggiungono i livelli tanto sperati.
Resident evil 7

Uno dei tanti omaggi ai fan storici

Per gli irriducibili ci saranno tantissimi elementi che provocheranno intensa lacrimazione: le chiavi a tema, la manovella, il lockpick o grimaldello, l’ink ribbon o nastro inchiostratore sostituito dalle cassettine, alcuni toni nell’inserimento di codici per sbloccare porte, l’esaminare gli oggetti, il mix di oggetti, il pendolo, il fucile rotto. Insomma, l’operazione nostalgia è bella che servita, senza aggiungere anche la sequenza di ambienti storici: la villa, il giardino, la seconda villa, la palude, “i laboratori”. Sembra quasi di vivere un déjà-vu che ricorda tantissimo la visione di Star Wars VII comparata a quella del IV: una linea sottile tra l’omaggio e la riproposizione di vecchi elementi. Certo, mancano a Resident Evil VII degli enigmi esaltanti, così come dei colpi di scena di trama spettacolari, ma questo, forse, soltanto perché siamo cresciuti o perché dopo oltre vent’anni di storia videoludica intensa creare dei meccanismi nuovi è davvero difficile. Il gioco potrebbe risultare breve, ma comparato agli altri titoli della serie presenta una durata media. Per di più, con la tensione a fior di pelle con cui si affronta la storia, questa risulta essere una durata giusta. Forse, rispetto al passato, l’inserimento di salvataggi automatici facilita il compito del videogiocatore ed elimina un po’ di magia, imprecazioni e scleri tipici della serie, aiutando fin troppo. Anche la storia risulta fin troppo pilotata, con degli obiettivi ben precisi da portare a termine. Non ci si sente mai smarriti o con più zone da esplorare liberamente. Inoltre, da segnalare l’assenza di Zombie.
Resident evil 7

Niente più virus e zombie

Il sonoro è di livello e si accompagna ad una colonna sonora molto d’impatto. I paesaggi sono davvero ben fatti, così come l’atmosfera cupa, rustica e dark. Più volte si avvertirà la voglia di staccare per fare una breve pausa e scaricarsi un po’. Gli effetti luce giocano un ruolo fondamentale. I mostri e i boss di gioco non sono mai banali, seppur per tutta la durata della storia si senta la mancanza di quel badass di spicco tipico della serie. Ciò non toglie che i personaggi siano tamarri, cafoni, interessanti e ben caratterizzati, perversi psicologicamente, nonché sadici. In alcuni punti il gioco cercherà in tutti i modi di farci morire per istruirci molto all’osservazione dell’ambiente, allo sviluppo di istinto e intuizione, ma anche al dosaggio risorse, in piena linea con quello che un’esperienza survival deve regalarci. Il gioco è crudele e spietato, forse come mai nella storia della serie. Carina anche l’idea di interagire con più personaggi attraverso le videocassette, che permette anche di godersi meglio determinate aree di gioco. Ad aumentare la longevità una serie di collezionabili sparsi per tutto il gioco che variano in base alla difficoltà, nonché una serie di progetti di armi che sarà divertente e importante sviluppare durante il vostro percorso. Una piccola nota di demerito è necessaria per quanto concerne la parte finale, con troppi nemici che non ci lasciano altra scelta che scappare o sparare all’impazzata, riproducendo l’elemento action che tanto non avremmo voluto vedere in questo titolo. Altro, neanche piccolo, dettalgio che potrebbe far storcere il naso è il rilascio di DLC a febbraio a distanza di neanche un mese dal lancio del titolo. Era forse troppo attendere un mese o rilasciare il tutto al lancio evitando di far spendere ulteriori soldi per un season pass?
Resident evil 7

L’ambiente giocherà un ruolo fondamentale nella vostra sopravvivenza

Esprimere un giudizio su questo Resident Evil VII non è facile. Se l’intera serie fosse stata in stile The Legend of Zelda o Final Fantasy, con ogni titolo avente storia a se e non legato al precedente, allora, forse avremmo recepito meglio questo titolo, così come comprendiamo che se fosse stato l’ennesimo spin-off, forse, non avrebbe ricevuto lo stesso clamore mediatico. A tratti ci ha ricordato tantissimo la saga di Silent Hill o, per non scavare troppo nel passato, il recentissimo Layers of Fear, ma questo non è affatto un male. Resident Evil VII riesce nell’intento di discostarsi ampiamente dagli ultimi titoli sfornati, fornendoci ciò di cui avevamo bisogno, ovvero di un survival horror vecchio stile in chiave moderna, che tenesse altissima la tensione per tutta la durata della storia, breve (non troppo) ma intensa. Resident Evil VII non è il gioco che meritiamo, ma quello di cui abbiamo bisogno.
to ludok, for all the good times
COMMENTI
  1. 1.

    Da come ho capito,a finale qualcosa di veramente buono c’è,peccato non ritornare agli antichi fasti di leon e clair di resident evil 2 o il bello di affrontare il nemesis nel terzo episodio,ma credo che sia da fare!

    Ps: bella recensione 😉

    2.

    Butseerious
    Da come ho capito,a finale qualcosa di veramente buono c’è,peccato non ritornare agli antichi fasti di leon e clair di resident evil 2 o il bello di affrontare il nemesis nel terzo episodio,ma credo che sia da fare!

    Ps: bella recensione 😉

    Guarda, i boss non sono mai banali. Al protagonista per quanto è disgraziato un po’ ti ci affezioni. Peccato che abbiano lasciato poco spazio alla vera trama per descrivere il tutto attraverso documenti o altro (che poi nei vecchi RE più o meno era cosi, però c’era qualcosa di strutturato dietro). Se volessimo definirlo in un certo modo, possiamo dire che è un gioco la cui atmosfera vale moltissimo la pena provare. Certo è che se fossi indeciso nell’acquisto, non ti negherei di aspettare qualche offerta, dato che tra un mese escono i DLC e mi immagino girerà anche qualche full version retail (o spero).

    Grazie 😎

    3.

    Christi90
    Guarda, i boss non sono mai banali. Al protagonista per quanto è disgraziato un po’ ti ci affezioni. Peccato che abbiano lasciato poco spazio alla vera trama per descrivere il tutto attraverso documenti o altro (che poi nei vecchi RE più o meno era cosi, però c’era qualcosa di strutturato dietro). Se volessimo definirlo in un certo modo, possiamo dire che è un gioco la cui atmosfera vale moltissimo la pena provare. Certo è che se fossi indeciso nell’acquisto, non ti negherei di aspettare qualche offerta, dato che tra un mese escono i DLC e mi immagino girerà anche qualche full version retail (o spero).

    Grazie 😎

    Inftt stavo aspettando proprio per i DLC altrimenti l’avrei gia scaricato…la pazienza è la virtù dei forti ahahahah:asd:

Clicca qui per aggiungere un commento




Il Buono

  • Angoscia costante
  • Atmosfera ben riuscita
  • Picchi di difficoltà importanti
  • Dosaggio energie in pieno stile Survival

Il Cattivo

  • Lavoro grafico poco curato
  • Manca un vero nemico alla Resident Evil
8,5

Scritto da: Christian "Christi90" Giordano

Christian Giordano è un geek proveniente dal tacco d’Italia, che vive per passioni e per passione e studia Medicina. Nato con il NES come cuscino, tra le bucoliche foreste di Zelda e gli interrogativi brick di Mario, è stato forgiato con due braccia e due pad per poter giocare, testare, vivere qualsiasi genere di avventura il mondo videoludico gli palesi sul vetro della sua console, portatile o non, dalla Nintendo alla Sony, con tutte le sfumature che il mercato propone. Cresciuto con il mito de Il Piccolo Grande Mago dei Videogames, è un giocatore eclettico e un collezionista che sa scovare in ogni angolo del globo anche il game meno idolatrato per gustarne e vagliarne le qualità di persona. Piacevoli distrazioni al suo lavoro sono il Calcio, la Musica e i Motori, nonchè la sua musa ispiratrice con la sua somma pazienza.

Nessun commento al momento.

Rispondi

Chi Siamo

CoPlaNet.it è nato con lo scopo di racchiudere una passione che ci unisce e di discuterne insieme, ossia quella dei videogiochi. Naturalmente per permettere che ciò avvenga in maniera “tranquilla” è stato necessario stilare un REGOLAMENTO da seguire. Ricordiamo che il forum di CoPlaNet.it è di libera visualizzazione nella maggiorparte delle sue aree ma necessita di una registrazione gratuita per poter essere attivo e partecipare alle discussioni.

Tweet