[RECENSIONE] Bravely Default

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9 Voto Finale
C. Tecnico: 9.5/10
Giocablità: 9/10
Longevità: 9/10

MEGLIO DI: Tales of the Abyss

PEGGIO DI: Chrono Trigger

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Bravely Default
Data Pubblicazione: 18/12/2013
Square Enix torna alla ribalta nel genere dei JRPG, sarà un nuovo inizio all'insegna del gameplay classico che ha fatto la storia?
9 / 10 stars

bravely default logoSquare Enix e JRPG, un nuovo ciclo?

C’era una volta una Square che sfornava titoli come Chrono Trigger, Xenogears e Final Fantasy. Aggiungeteci la fusione con Enix, detentrice di Dragon Quest, e il risultato è un’azienda padrona del genere JRPG. Purtroppo però, gli ultimi anni non sono stati certo il massimo dello splendore, almeno in questo settore, con una lista di uscite incentrata maggiormente su porting di vecchie perle, mentre i nuovi Final Fantasy cambiavano le carte in tavola a favore di altre scelte di gameplay che quanto meno hanno creato due linee di pensiero ben distinte. Poi, quando meno te lo aspetti, l’aria fresca arriva nuovamente (perchè un certo The World Ends With You non si può dimenticare) dai doppi schermi Nintendo con Bravely Default, nuova IP uscita già da un pezzo nei negozi del Sol Levante e reduce da così tanti consensi che Square Enix ne ha da poco annunciato un seguito.

Manco a dirlo, il segreto di questo successo sembra stare proprio nella classicità del titolo, che già a partire della trama strizza l’occhio ai JRPG che hanno fatto storia, soprattutto a proposito della caratterizzazione dei quattro personaggi che andrete a controllare in battaglia. Agnès Oblige, la protagonista principale, è la vestale del vento, una ragazza che ha vissuto tutta la propria esistenza rinchiusa in un tempio con l’onere di sostenere il cristallo del vento tramite la preghiera. La sua vita viene stravolta quando una forza oscura riesce a contaminare il cristallo del vento così come quelli degli altri elementi della natura, costringendola ad uscire alla luce del sole e a confrontarsi con il mondo esterno per ripristinare le cose. Nel suo viaggio incontrerà Tiz, il cui villaggio (Norende) è sprofondato in una voragine che sembra strettamente collegata agli eventi dei cristalli, Ringabel, un errante donnaiolo che ha perso la memoria ma allo stesso tempo in possesso di uno strano libro che racconta il futuro, e per finire Edea, il cui padre appartenente alle alte sfere militari combatte per un credo basato sulla menzogna. Le personalità che caratterizzano i quattro protagonisti sono tutt’altro che nuove e prive di clichè, ma un team così composto consente di trattare molte tematiche profonde e delicate. Ne possono essere un esempio il peso delle aspettative che Agnes deve sopportare per salvare il mondo, oppure la rabbia di Edea nello scoprire che tutte le sue convinzioni sono in realtà un’imposizione della società che la circondava prima di scappare e unirsi al gruppo. In questo modo Bravely Default insiste molto nel cercare di creare un legame tra voi e i personaggi, spesso anche con conversazioni facoltative che permettono di conoscere in maniera ancor più approfondita i protagonisti. E in questo riesce molto bene, perchè è proprio sulle personalità dei quattro giovani eroi che la trama fa maggiormente affidamento per mantenere alto l’interesse durante l’avventura.

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Ecco il cristallo del vento. Una volta ripristinato andrete alla ricerca delle vestali degli altri cristalli per fermare l’oscurità.

Detto questo, è innegabile che ad avere maggiormente un sapore classico sia il gameplay. Bravely Default si basa molto sull’utilizzo di classi e abilità da esse derivanti, senza cercare di imporre tanti vincoli ma permettendovi di poterne sviluppare anche più di una per ogni personaggio. Le classi utilizzabili sono più di 20 e differiscono soprattutto per l’uso delle arti magiche o delle capacità fisiche, consentendo numerose strategie negli scontri con il nemico. Al raggiungimento di un nuovo livello, oltre a potenziare le statistiche principali (punti vita, forza, destrezza, magia e via dicendo), sbloccherete un’abilità utilizzabile in battaglia o di supporto, ossia sempre attiva. In ogni momento sarà possibile cambiare classe a piacimento, ma allo stesso tempo continuare ad utilizzare alcune delle abilità sbloccate in precedenza unite a quelle nuove.

Per poter guadagnare esperienza il sistema di gioco prevede nemici a comparsa casuale, sia durante i viaggi nella world map sia nei dungeon che andrete ad esplorare durante le missioni principali e secondarie. Per la verità la distinzione tra missioni principali e secondarie è davvero sottile, almeno in quanto ad utilità, visto che sarà proprio al completamento delle side quest che sbloccherete buona parte delle classi disponibili. La tipologia di missioni è comunque molto similare, ritrovandosi sempre in qualche dungeon a sgominare nemici su nemici, anche perchè i dungeon stessi non offrono poi molto a livello di interattività. Ad ogni modo, anche se una certà ripetitività di fondo c’è, l’avventura non cade mai nel frustrante, a conti fatti un fattore importantissimo vista la longevità immensa del titolo.

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Le tipologie di nemici sono moltissime. Bestie, inorganici e non morti ne sono un esempio. Per avere la meglio farete meglio a considerare i loro punti deboli.

In Bravely Default anche il battle system si basa su convenzioni ormai ampiamente collaudate nel tempo, utilizzando un sistema di scontri a turni in abbinamento al meccanismo del Brave & Default. Lo scopo di quest’ultimo è quello di uscire dalla solita routine dell’alternanza di attacchi tra i vostri personaggi e i nemici, oltre ampliare ancora e ancora le possibili strategie con cui affrontare le battaglie. Il funzionamento è semplicissimo, basta selezionare la voce Default su un personaggio per metterlo in assetto difensivo per il turno corrente e guadagnare un Brave Point, spendibile successivamente tramite l’opzione Brave per attaccare più di una volta. L’unico limite imposto è il massimo di 3 Brave Points accumulabili e il minimo di -3, perchè vi è anche l’opportunità (rischiosa) di andare in prestito per poi recuperare i BP nei turni successivi.

In definitiva durante gli scontri i fattori fondamentali, nonché frecce al vostro arco, sono l’uso di classi, abilità, Brave Points e ovviamente l’equipaggiamento. Gli oggetti consumabili possono fare la differenza specialmente per curare le numerose tipologie di alterazione di stato, mentre armi ed armature vanno chiaramente ad influire sui danni inferti e subiti. La personalizzazione è abbastanza variegata e mai eccessiva, e anche in questo caso dovrete metterci del vostro per avere la possibilità di acquistare l’equipaggiamento ideale dai mercanti. Si perchè durante il viaggio Tiz si occuperà anche di ricostruire il suo villaggio, e la gestione è tutta vostra, dal recuperare nuovi abitanti tramite StreetPass o SpotPass, all’assegnargli i negozi da costruire e sviluppare. Per raggiungere il livello successivo, ogni negozio richiede un certo periodo di tempo che trascorrerà soltanto a gioco in corso o in modalità riposo, ma al termine dello sviluppo un nuovo oggetto andrà ad aggiungersi a quelli acquistabili dai mercanti.

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Tramite StreetPass/SpotPass, oltre ai nuovi abitanti del villaggio, riceverete anche le mosse speciali degli utenti incontrati. Durante la battaglia potrete richiamare i loro personaggi ed utilizzare le mosse speciali ottenute. Un buon sistema per le situazioni di difficoltà.

L’idea della ricostruzione di Norende funge quasi da minigame interno, ma la sua importanza coinvolge perfino lo sblocco di modificatori per le potentissime mosse speciali da usare in battaglia, ma anche la crescita delle statistiche di base dei personaggi attraverso le ricompense ottenibili dai boss che man mano infesteranno il villaggio. Definire il villaggio come un semplice extra sarebbe quindi molto riduttivo, è parte integrante dell’avventura e aggiunto a tutte le caratteristiche descritte in precedenza va a comporre un pacchetto di gameplay che più completo non si può.

Il prodotto dei Silicon Studio raggiunge picchi elevatissimi anche a livello tecnico, perchè affermare di ritrovarsi a muoversi dentro un dipinto non è affatto un eufemismo. I disegni delle città, dei dungeon e degli edifici sono semplicemente spettacolari, dei quadri ad acquerello splendidi nei colori ma anche nei minimi particolari. Uno stile pazzesco, che permette anche di sfoggiare uno dei migliori effetti 3D mai visti sulla portatile Nintendo. Per non parlare poi dell’accompagnamento musicale, con composizioni che vanno dall’avventuroso all’epico, spaziando per melodie che richiamano molto il genere fantasy. Il lato artistico è inattaccabile, e volendo trovare un difetto al comparto tecnico bisogna scendere nelle battaglie, dove le animazioni delle mosse non si distinguono esteticamente. Ma a questo, ammaliati dagli scenari di gioco, difficilmente farete caso.

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Ecco un esempio degli elementi di cui si compone una mossa speciale. Potrete renderla efficace su alcuni tipi di nemici, attribuire la forza magica di un elemento, ridurre le statistiche e sfruttare le alterazioni di stato.

Bravely Default è una delle massime espressioni del genere JRPG, secondo ai classici di un tempo solo per la capacità che questi ultimi hanno avuto di innovare il genere. La formula classica è ancora un’arma vincente in grado di garantire componenti ruolistiche eccezionali, ed unita alla gestione del villaggio di Norende e al sistema Brave&Default trova le giuste basi per diversificarsi ed avere una propria identità. Sotto la superficie Bravely Default è quindi estremamente solido e concreto, mentre sopra risplende più che mai grazie a dei personaggi coinvolgenti, a uno stile artistico unico e ad una colonna sonora di altissimo livello. Insomma, l’anno devastante del 3DS non si poteva che chiudere con l’ennesima killer app, sperando che per Square Enix questo sia solo l’inizio di una nuova epoca di JRPG memorabili.

  • Artisticamente spettacolare
  • Ottima caratterizzazione dei personaggi
  • Battle system eccezionale
  • La gestione del villaggio di Norende
  • Interattività nei dungeon basilare
  • Animazioni in battaglia poco ispirate

 

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COMMENTI
  1. 2.

    Complimenti per la recensione, probabilmente questo sarà uno degli acquisti di Natale, però avrei una domanda: il gioco supporta i salvataggi multipli o si è vincolati solo ad uno come nei pokemon?
    3.

    In teoria dovrebbe avere salvataggi multipli, almeno se seguiamo la logica che Square-Enix ha applicato fino ad ora nei vari giochi portatili :asd:
    4.

    Vaas
    Complimenti per la recensione, probabilmente questo sarà uno degli acquisti di Natale, però avrei una domanda: il gioco supporta i salvataggi multipli o si è vincolati solo ad uno come nei pokemon?

    Grazie Vaas, e ti confermo ciò che ha detto Darth: ha tre o quattro slot di salvataggio, ora non ricordo di preciso :asd:

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Autore: Simone "nuggets619" Lenotti Visualizza tutti i post di
Prima che la passione videoludica trovasse continuità ha vissuto quattro epoche diverse capitanate da Super Mario 64, Unreal Tournament, Pokemon (che le aziende di batterie stilo ringrazieranno a vita) e per finire Halo, del quale segue qualsiasi cosa e che ritiene uno degli universi di fantascienza più appassionanti di sempre. Ad oggi si ritiene un giocatore universale, ancora attaccato alle portatili Nintendo, oltre che particolarmente ferrato negli FPS e nella nobile arte dello stealth. Un difetto? Mai posseduta una console Sony. Rimedierà?

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