Red Dead Redemption
Il verdetto di CoPlaNet
Voto, punti di forza e informazioni essenziali
Il selvaggio West. Non so voi, ma da bambino, essendo cresciuto leggendo parecchi fumetti del grande Tex Willer, ho sempre desiderato vivere un’avventura nel Far West, ho sempre desiderato salire sulla DeLorean e farmi un viaggietto indietro nel tempo insieme a Doc, o farmi una bella fagiolata con i mitici Bud Spencer e Terence Hill, per non parlare poi delle vicende narrate nei wester epici di Sergio Leone (da cui il sottotitolo “C’era una volta il West”). In fondo una delle tante emozioni che i videogames possono suscitare è proprio quella di trasportare i giocatori in altri ambienti e altre epoche per fargli vivere avventure uniche ed irripetibili. E ora, dopo essermi giocato una buona parte di Red Dead Redemption, è ora di tirare le somme e scoprire se il team di Rockstar San Diego, già autore del Red Dead Revolver uscito nella passata generazione di console, è stato in grado di ricreare quell’affascinante atmosfera che ha sempre caratterizzato il selvaggio West.
John Marston, sarà questo il nome del protagonista di cui vestiremo i panni durante il gioco. Un uomo costretto a lavorare per un governo intenzionato a liberare il West dal crimine a qualunque costo, arrivando perfino a rapire la famiglia di John per ricattarlo e usarlo come un burattino. Il compito di John sarà quello di rintracciare e catturare i membri della band di cui faceva parte e con cui è cresciuto dopo aver perso entrambi i genitori durante la propria infanzia. Da quel momento sarete quindi “costretti” a farvi strada per arrivare all’obiettivo finale, guadagnandovi fiducia ed alleati a suon di missioni.

Infatti, con Red Dead Redemption, Rockstar ha deciso di riprendere proprio la classica struttura di gioco free roaming che la software house è riuscita a migliorare e consolidare nel tempo con la serie di GTA. Si tratta quindi di un vasto mondo di gioco suddiviso in tre aree principali contenenti villaggi, più o meno grandi, e altri luoghi di interesse dove svolgerete gli incarichi che vi verranno proposte. E con le missioni arriviamo a parlare della grande varietà offerta dal gioco e, come accade per GTA, oltre a quelli principali, non mancheranno altri compiti per guadagnare ricompense in denaro o in equipaggiamento.
Le alternative per riempire le vostre tasche sono moltissime: i classici minigame (poker, blackjack, dadi bugiardi, ferri di cavallo ecc.), i personaggi casuali (le cui missioni potranno essere iniziate e poi essere concluse anche in un secondo momento), le gare con i cavalli, la ronda notturna del villaggio, la caccia di animali selvatici da cui ricavare pelli e carni, la cattura dei fuorilegge ricercati (che se riconsegnerete vivi vi garantiranno qualche dollaro extra) e molto altro ancora.
Insomma, come avrete potuto notare il vecchio West offre parecchi compiti e tutto ciò, non solo vi consentirà di arricchirvi economicamente, ma vi permetterà di guadagnare fama e onore. Secondo questo sistema accrescerete la vostra fama svolgendo lavori, missioni e altri extra, mentre l’onore dipenderà dalle decisioni che prenderete durante gli incarichi (ad esempio catturare un criminale vivo vi frutterà certamente più onore). Ma cosa me ne faccio io di fama e onore? Più ne guadagnerete più sarete agevolati. Col crescere del livello di questi due valori, la gente vi apprezzerà di più e potrete ottenere sconti nei vari negozi e fare in modo che eventuali testimoni chiudano un occhio durante le vostre azioni più spregevoli. Avrete già capito che, in un periodo lontano da pattuglie di polizia e tecnologie di comunicazione avanzate, saranno i testimoni ad avvisare lo sceriffo e le autorità nel caso in cui veniste colti sul fatto durante una delle vostre scorribande, motivo per cui sarà vostro interesse eliminarli o corromperli, a meno che non vogliate vedervi una taglia sulla testa. Se poi non riuscirete ad evitare di entrare in un volantino con la scritta “Wanted”, avrete la possibilità di annullare la taglia recandovi all’ufficio telegrafico pagando o consegnando una lettera di grazia (reperibile ad esempio nei covi delle bande), altrimenti non vi resterà che alzare le mani davanti alla legge e redimervi scontanto la vostra pena in prigione per alcuni giorni.
Nel caso di Red Dead Redemption, Rockstar ha anche optato per l’introduzione di un inventario, che conterrà tutto ciò che raccoglierete e comprerete, proprio come in un normale RPG. In questa sorta di zaino virtuale troverete le vostre erbe raccolte, le pelli degli animali, mappe del tesoro, giornali, lettere di grazia, portafortuna (potrebbero ad esempio aumentare il denaro ottenuto saccheggiando i cadaveri dei banditi), provviste (che comporteranno aumenti di statistiche quali il “Dead Eye”, di cui parleremo più tardi), medicine e kit di accampamento. Con questi kit potrete accamparvi in qualsiasi luogo (escluse cittadine e covi delle bande), avendo l’opportunità di ottenere munizioni extra, attivare la possibilità di viaggiare velocemente verso una località precedentemente esplorata o salvare in quel preciso momento, risparmiandovi la fatica di tornare ad una delle vostre case che avrete comprato.

Per quanto riguarda il sistema di controllo il punto di riferimento è ancora una volta GTA IV. Il sistema di copertura è il medesimo e, in quanto tale, presenta ancora quella sensazione di legnosità che si manifesta soprattutto nei momenti di azione più caotici. Più efficiente è invece il modo con cui dovrete cambiare arma, non ci sarà più la necessita di scorrerle una ad una, ma premendo un tasto apposito aprirete un menu a ruota dal quale potrete selezionare l’arma desiderata (Armi che offrono un buon assortimento tra revolver, fucili a ripetizione e manuali, doppiette ed esplosivi). Va inoltre segnalato il sistema di guida, che prevede due pulsanti specifici per aumentare e scalare la velocità di un gradino alla volta. In senso pratico avremo quindi a che fare con dei cavalli a cambio sequenziale. I cavalli avranno però una determinata resistenza fisica, contrassegnata da una barra azzurra posta sulla sinistra dell’immancabile radar circolare, e fareste bene a tenerla in considerazione altrimenti rischierete di portare il vostro destriero al limite della sopportazione fino al momento in cui si accascierà al suolo e voi verrete sbalzati dalla sella. Durante le sessioni di guida in gruppo, praticamente durante le missioni, sarà anche possibile adeguarsi alla velocità del cavallo che affiancherete, in modo da potervi concentrare sulle chiaccherate durante il viaggio che saranno sottotitolate in basso (anche perché il pericolo di schiantarsi contro case o altre auto presente in GTA non c’è più).
Comunque sia, una delle maggiori novità a livello di gameplay, che già vi avevo anticipato righe addietro, rimane il Dead Eye. Questa nuova feature, vi permetterà di dare un taglio cinematografico alle vostre sparatorie grazie alla possibilità di rallentare il tempo per un certo periodo, durante il quale potrete mirare e sparare molto comodamente. Il Dead Eye inoltre si compone di tre livelli principali che, oltre ad aumentare la capacità di rigenerazione della barra, vi permetteranno di marcare automaticamente (secondo livello) e manualmente (terzo livello) le parti del corpo dei nemici.

E come tutti sappiamo, anche l’occhio vuole la sua parte, quindi è arrivato il momento di analizzare Red Dead Redemption sotto il profilo tecnico. Innanzi tutto il motore grafico usato dagli sviluppatori è il RAGE, una versione potenziata di quello usato per l’ottimo GTA IV. Il settore principale in cui il RAGE manifesta le sue potenzialità è sicuramente quello delle ambientazioni, da sempre una caratteristica fondamentale quando si parla di Far West anche in ambito cinematografico. Il mondo di gioco appare anche abbastanza vario con zone desertiche, erbose e innevate ma la vera essenza del Far West si nota ammirando l’orizzonte, con paesaggi maestosi che, combinati con le varie condizioni atmosferiche rese anch’esse egregiamente, possono stupire e spingere il giocatore a fermarsi e dare uno sguardo ancora più approfondito.
Tra le due versioni PS3 e 360 c’è però qualche differenza sostanziale. La versione PS3 è impostata con una risoluzione inferiore e, come potete osservare dalle due immagini, risultano esserci meno oggetti su schermo e le zone erbose ne sono la prova. Anche i contorni degli oggetti sono differenti tra le due console, con la versione 360 che spesso presenta un po’ di aliasing di troppo, mentre nella versione PS3 per ovviare al problema si è ricorso ad una leggera sfocatura dei contorni, cosa che però riduce di luminosità tutto l’ambiente.
La cosa che sicuramente accomuna le due console, è però la presenza di un buon numero di bug grafici come mancanza di alcuni oggetti (è capitato ad esempio di vedere un uomo seduto sul nulla durante una delle cut-scene di inizio missione) o qualche sporadico effetto pop-up.Inoltre, per quanto riguarda le cut scenes, si notano textures molto curate e animazioni facciali piuttosto credibili.
Il comparto sonoro è nel complesso sicuramente sopra le righe, con ottime campionature di armi e rumori, e con buone musiche, anche se dubito che resteranno impresse. Peccato infine per l’ennesima produzione localizzata in lingua inglese e sottotitolata in italiano, il che è dovuto alla mole massiccia di dialoghi contenuti nel gioco, ma di sicuro è preferibile una scelta di questo tipo rispetto ad un doppiaggio in italiano di scarso livello come accade il più delle volte.

E ora, prima del consueto commento finale, non resta altro che parlare del multiplayer.
La novità più significativa è sicuramente la modalità libera, nella quale 16 giocatori potranno esplorare liberamente tutto il mondo di gioco. All’interno di questa modalità vi sarà possibile creare bande con gli altri utenti partecipanti (fino a raggiungere il numero massimo di 8 componenti) e di liberare i covi dei banditi disposti sulla mappa, completare svariate sfide o partecipare a modalità competitive. Queste modalità comprenderanno scontri tutti contro tutti, sparatorie fra bande, corsa all’oro (dei bottini saranno sparsi per la mappa e ogni giocatore dovrà prenderne il più possibile e riportarli nei bauli), difendi il bottino (ogni squadra ha un bottino da proteggere dagli avversari) o afferra il bottino (sarà presente un solo bottino e le squadre dovranno cercare di catturarlo).
Per ognuna delle modalità e delle azioni compiute nella modalità libera, verrete ricompensati con punti esperienza utili a progredire di livello, cosa che vi farà sbloccare nuovi personaggi da usare, nuovi cavalli, titoli, e armi in dotazione.
Tutto sommato il gioco offre un buon comparto multiplayer ma con una modalità libera che alla lunga potrebbe stancare, anche considerando il fatto che i covi delle bande da ripulire saranno sempre gli stessi, ma non dimentichiamoci che Rockstar ha già annunciato l’arrivo di un DLC gratuito contenente una modalità cooperativa.

E’ arrivato il momento di tirare le conclusioni. E quali altre conclusioni posso tirare se non che Rockstar ha fatto centro ancora una volta? Nessun altra. Red Dead Redemption eccelle nella maggior parte degli aspetti, con grafica e ambientazioni stupefacenti (nonostante qualche bug), missioni variegate, gameplay di ottimo livello, un buon comparto multiplayer che in futuro sembra destinato ad arricchirsi e per finire una longevità tra le più alte che si possano desiderare. Devo aggiungere altro? Ah si, dopo un’altra pietra miliare degli action free-roaming sarebbe il caso di tenere gli occhi puntati anche sul prossimo prodotto della software house americana, vale a dire L.A. Noire.
[checklist]
- Grafica ottima e ambientazioni suggestive
- Longevità complessivamente tra le migliori
- Buon multiplayer…
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- Qualche bug grafico
- Il sistema di copertura potrebbe essere migliorato
- …ma modalità libera che rischia di stancare
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