Retro/Grade

Salvare l'universo a ritmo di elettronica!

Recensione

Retro/Grade

Il verdetto di CoPlaNet

Voto, punti di forza e informazioni essenziali

I rhythm games, si sa, sono quel genere di giochi che proprio per la loro stessa natura non sono riusciti a costruirsi un proprio angolo in grado di rivaleggiare con i tanto blasonati giochi d’azione, avventura e sparatutto che ormai popolano maggiormente le nostre console. Nonostante questo però, giochi del calibro di Guitar Hero, Singstar e compagnia danzante sono riusciti a ritagliarsi un posto non così indifferente nel mercato dei videogames, piazzandosi ai primi posti per quanto concerne i giochi da fare in compagnia di amici. Ciò di cui mi appresto a parlarvi però, non è propriamente un gioco puramente basato sul ritmo, ma un qualcosa di leggermente diverso, nonostante lo scopo del gioco sia fondamentalmente lo stesso dei giochi sopracitati. Già, perché i ragazzi di 24 Caret Games con il loro esperimento Retro/Grade sono riusciti a mixare un rhythm game ad un classico sparatutto a due dimensioni, simile a quei giochi retro arcade che tanto ci fanno provare un forte senso di nostalgia all’interno delle moderne sale giochi. Ma come ci sono riusciti?

Non avrete un attimo di riposo, i pericoli arriveranno da destra a manca…

Sebbene a prima vista Retro/Grade appaia come un titolo 2D dove ci troveremo a pilotare la navetta spaziale di Rick intenta a salvare il destino dell’universo, il gioco si dimostrerà essere un rhythm game a tutti gli effetti. Scegliendo una delle due modalità principali, la campagna e la sfida, vi troverete subito a confronto con navicelle spaziali, laser nemici e buchi neri disposti su delle linee molto simili ad un pentagramma, o se preferite ad una tab in stile Guitar Hero o Rock Band. Già, perché proprio come avviene per i due fratelli maggiori, il vostro scopo principale sarà premere col giusto tempismo i tasti del vostro controller, che appariranno sulle varie righe del pentagramma a ritmo di musica elettronica. Oltre alla semplice pressione ritmica dei pulsanti, che giungeranno dalla destra dello schermo, dovrete tenere anche sott’occhio i pericoli che vi arriveranno invece dalla parte sinistra, che dovrete prontamente schivare per evitare di riportare ingenti danni alla vostra navetta, rendendo quindi l’esperienza complessiva qualcosa di più di un semplice gioco basato sul ritmo.

Visto il buco nero? Se finirete all’interno, il game over sarà praticamente certo.

Quella che possiamo definire modalità campagna consiste in una serie di 10 tracce musicali, dove il nostro protagonista Rick si troverà a dover affrontare a ritroso nel tempo il suo viaggio volto alla salvezza dell’universo. Il primo capitolo infatti si presenta come l’epilogo, dove il nostro prode avrà sconfitto il malvagio di turno ma a causa di una distorsione temporale si ritroverà a dover percorrere all’indietro la sua avventura per poter così salvaguardare il reale corso degli eventi. Chiaramente, l’importanza di una vera storia, in un gioco come questo, è assolutamente inutile, vista la natura madre del gameplay. Col proseguire dei capitoli il sistema di gioco rimarrà sostanzialmente invariato, anche se l’aggiunta di nuovi pericoli come buchi neri, laser prolungati e raffiche di missili contribuiranno a spezzare un po’ il ritmo. La modalità sfida invece ci offrirà invece diverse missioni caratterizzate da particolari condizioni da rispettare, come ad esempio completare il brano senza errori, oppure accumulare un certo moltiplicatore di punti, e via dicendo. Il titolo quindi, nonostante possa risultare scarno in quanto a numero di tracce e lunghezza della campagna, garantisce una buona longevità se giocato a fondo e in tutte le sei difficoltà disponibili, che ai livelli più alti rischiano di rivelarsi tanto difficili quanto frustranti; avendo così tanti elementi a video da tenere in considerazione, rischierete di mettere a dura prova la vostra pazienza ed i vostri neuroni.

Utilizzare il controller chitarra garantirà momenti di divertimento e… panico!

Tecnicamente il gioco non presenta particolari problemi di sincronia tra musica e video, anche la grafica di sfondo, seppur di poco rilievo, resta sempre su toni scuri per facilitare la visione delle note luminose che invece saranno in primo piano. Le tracce, anche se davvero poche, sono di buona fattura, orecchiabili ed adatte al contesto spaziale in cui Retro/Grade è ambientato, risultando dei motivetti che non toglierete così facilmente dalla vostra testa. Ma la ciliegina sulla torta è data dalla compatibilità con i controlli per la chitarra di Guitar Hero, risulterà infatti davvero divertente (e più complicato) cimentarsi con l’apposito controller anziché usare il pad classico; per la gioia degli amanti dei giochi musicali avremo infatti a disposizione note corte, note lunghe e non mancherà nemmeno l’utilizzo della leva del vibrato. L’aggiunta dei trofei, quasi tutti incentrati all’ottenimento di determinati ranghi basati sul punteggio, infine sarà uno stimolo in più per aumentare ulteriormente la longevità del gioco.

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