Circle Pad Pro
Il verdetto di CoPlaNet
Voto, punti di forza e informazioni essenziali
Già all’annuncio della console aleggiava un certo scetticismo sull’assenza del secondo analogico. Sarà solo un design provvisorio e lo integreranno successivamente? Oppure, ipotesi più remota, avranno trovato il modo di renderlo superfluo? Niente di tutto questo. Esce il 3DS e il design rimane quello, giochi come Resident Evil Revelations o Metal Gear Solid: Snake Eater 3D sembrano alle porte e ancora ci si chiede quale sistema di controllo efficace avranno mai potuto inventarsi.
Poi l’annuncio del Circle Pad Pro. Poteva anche essere prevedibile, ma qualcuno, un po’ di amaro stupore lo avrà sentito. E poi, dopo essersi ripreso, quel qualcuno si sarà probabilmente chiesto quanto tempo sarebbe passato prima di un fantomatico “3DS Lite”. Quest’ultima domanda rimane ancora senza risposta, fatto sta che il Circle Pad Pro è un’ulteriore conferma che magari il 3DS non era ancora pronto ad uscire. Di questo ci saranno altre occasioni per parlarne, ma nel frattempo possiamo dare uno sguardo più da vicino alla nuova periferica aggiuntiva.

Prima di passare alla prova su strada, partiamo con una breve identikit aiutandoci con le immagini. Dalla parte frontale si nota che il Circle Pad Pro va ad avvolgere il 3DS come una sorta di custodia, facendo affidamento sui sei gommini complessivi che mantengono ben salda la console anche se sottoposta ad urti e posizioni sottosopra. Di conseguenza vengono a galla alcune restrizioni, tra le quali l’impossibilità di raggiungere sia il foro per il pennino che l’interruttore wireless situato sul bordo sinistro, mentre restano a disposizione l’attacco per le cuffie, per l’alimentatore e lo slide per il controllo del volume.
La piccola vite centrale fissa invece l’apertura che copre lo spazio necessario all’unica pila AAA (ministilo per capirci) che alimenta la periferica, alla quale garantisce un’autonomia che dovrebbe girare intorno alle 20 ore di gioco, con il primo avviso di batteria quasi scarica che appare dopo 15 ore. Quanto ai tasti, oltre all’analogico, ne troviamo altri due sulla parte posteriore (denominati ZR e ZL), insieme al tasto R già presente sul 3DS, che però viene riproposto sul Circle Pad in posizione parallela a ZR.

Il collegamento avviene attraverso la porta ad infrarossi che il 3DS presenta vicino all’alloggiamento per le cartucce di gioco, ma a console accesa il Circle Pad non da alcun segno di vita. Questo perchè nella home il Circle Pad non funziona proprio, attivandosi soltanto all’interno dei giochi che lo supportano, i quali avranno anche il compito di configurare e ricalibrare (se necessario) il secondo analogico.
Come già anticipato nella recensione di Resident Evil Revelations il secondo analogico semplifica nettamente il sistema di controllo, specialmente in giochi di questo tipo che fanno largo uso di movimento e rotazione della telecamera. Anche perchè il Circle Pad supera a pieni voti l’esame ergonomia e leggerezza, e spero che mi scusiate per non aver testato la resistenza del materiale ma temevo che vincesse il pavimento. Essendo però Resident Evil l’unico gioco a supportare la periferica, almeno in Europa visto che il Giappone ha già le mani su Monster Hunter 3G, andrebbero effettuati accertamenti, magari con un FPS frenetico, sicuramente la prova migliore per dare una sentenza definitiva.
Il Circle Pad quindi non delude. Ben studiato a livello esteriore, leggero, permette un’impugnatura comoda, oltre che una buona autonomia di circa 20 ore, ed emergono esiti pienamente positivi dal test su Resident Evil Revelations, ma sempre una pezza ad un errore di progettazione rimane. E di certo una console portatile non dovrebbe essere famosa per gli accessori che si deve portare appresso.
