Transformers: La Caduta di Cybertron
Il verdetto di CoPlaNet
Voto, punti di forza e informazioni essenziali

Non posso negare che un paio d’anni fa Transformers: La Guerra per Cybertron mi colpì parecchio. Tralasciando il bambino interiore che ti porta sempre ad amare con tutto te stesso gli enormi robottoni antropomorfi in grado di trasformarsi in veicoli, furono il misto arcade e moderno del suo gameplay e il modo in cui veniva narrata la storia a catturarmi. L’ennesimo gioco sui Transformers, sì, ma ambientato per la prima volta sul loro pianeta d’origine, dove Autobot e Decepticon partecipavano a una guerra devastante. Un TPS apprezzabile un po’ da tutti i giocatori, realizzato egregiamente e con una storia e dei personaggi perfettamente caratterizzati.
La Caduta di Cybertron riprende dagli ultimi giorni di quella guerra, talmente devastante da portarlo al punto di non ritorno: Il pianeta sta morendo a causa di Megatron e seguaci e gli Autobot, guidati dall’inarrestabile Optimus Prime, si preparano a lasciare la terraferma per cercare mete migliori nello spazio, a bordo di un’enorme astronave, l’Arca.
Cybertron sta morendo a causa dell’Energon, necessario per la vita sul pianeta e drammaticamente raro dopo la corruzione del nucleo da parte dei Decepticon. Il nucleo è entrato in una fase di riparazione/protezione che impiegherà milioni di anni per completarsi. La partenza è l’unica opzione possibile per la salvezza ma la guerra non è finita, è nel pieno.
Se c’è una cosa che la storia di questo gioco ci insegna, è che non è necessario creare qualcosa di innovativo o spettacolare per riuscire al meglio. Basta un cast di personaggi carismatici (e molto più umani di quanto ci si aspetti) a fornire abbastanza materiale e gag da intrattenere chiunque. La varietà delle situazioni e la potenza narrativa di alcune scene impediscono di annoiarsi e non è raro che i toni passino velocemente dal comico al drammatico e viceversa. La cosa fantastica è che, nonostante l’universo di fantasia nel quale si svolge l’intera avventura, sarete comunque portati a empatizzare con i protagonisti di questa guerra.

Durante la campagna prenderete il controllo di un gran numero di robottoni, tra Autobot e Decepticon. C’è da specificare che, a differenza del capitolo precedente, le due storie non saranno separate in due diverse campagne ma unite in una sola di queste, con livelli dedicati per fazione. Nei 13 capitoli del gioco avremo a che fare con un cast di tutto rispetto, che farà sicuramente gioire gli appassionati grazie a vecchi amici che col tempo hanno perso di visibilità. Cambia anche la possibilità di scegliere il personaggio da utilizzare durante le missioni, perché questa volta sarà fisso per ogni livello.
L’impossibilità di selezionare i personaggi, che si risolve grazie all’armamentario variabile ed equipaggiabile da tutti i robot, è propedeutica alla varietà del titolo, viste le differenze e le abilità specifiche di ognuno.
Che si tratti di comandare attacchi di supporto, di diventare invisibili o di usare una frusta laser, ogni livello di gioco sarà diverso dal precedente e comporterà diversi atteggiamenti per la risoluzione. Discutibile invece la totale rimozione della campagna in cooperativa, vista anche la costante presenza di un alleato gestito dall’IA per la maggior parte dell’avventura.
Come detto prima, La Caduta di Cybertron è un TPS, con l’aggiunta della possibilità di trasformarsi in veicoli. Il gioco non presenta neppure questa volta un sistema di coperture, anche se non per questo diventa meno tattico o più semplice. Buttarsi nella mischia sarà nuovamente la strada più veloce per raggiungere il game over, mentre riuscire a dominare gli spazi sarà essenziale per sopravvivere.
Avrete la possibilità di portare con voi due armi, una leggera e una pesante. Nonostante si tratti di tecnologia aliena, nei fatti le cose saranno abbastanza canoniche e non vi sarà difficile identificare strumenti corrispondenti nel mondo reale, in versione plasma o laser.

In modalità veicolo, accessibile tramite la pressione dell’analogico sinistro, il vostro transformer avrà delle armi standard non sostituibili, generalmente più lente e meno potenti. In fin dei conti, la modalità veicolo serve per percorrere le distanze più velocemente e non è mai una vera alternativa al combattimento, per la quale la forma robot è quella più efficace.
Distruggendo i nemici sarà possibile acquisire credito da spendere per acquistare armi nuove (dopo averne trovati i progetti) e per migliorarle. Aggiunta interessante perché le armi sviluppano caratteristiche interessanti, utili per superare alcune situazioni. Sono presenti anche oggetti di supporto e abilità passive, anche se queste possibilità extra non sembrano ben integrate nel gioco, finendo per sembrare un’aggiunta tardiva e senza un vero scopo.
Finita la campagna, o anche in contemporanea a essa, non manca una modalità multiplayer forte e ben strutturata. Ritorna innanzitutto la modalità Escalation, simile alla popolare “Orda” di casa Gears, dove il vostro gruppo di eroi verrà messo di fronte a ondate crescenti di nemici e solo il lavoro di squadra sarà in grado di farvi arrivare alla fine.
Ovviamente il cuore portante è il multiplayer competitivo, che se nel sistema non propone nulla di estremamente nuovo, permette la creazione di un personaggio e la sua personalizzazione, in modo veramente approfondito. Proseguendo negli scontri, ottenendo credito ed esperienza, sarete in grado di sbloccare pezzi, armi ed equipaggiamento, per permettervi di creare un robot di una delle quattro classi del gioco. Ciò che otterrete alla fine, oltre al divertimento, sarà il vostro trasformer personalizzato in tutti i suoi aspetti: se non sono soddisfazioni queste!

Graficamente il gioco è migliorato e di molto, soprattutto per quanto riguarda lo stile. Anche se i modelli dei personaggi sono abbastanza simili a quanto visto precedentemente (e sia chiaro, è piaciuto due anni fa, piace ancora oggi), le ambientazioni sono migliorate di molto. I livelli sono molto più vari e si discostano parecchio dalla continua giungla metallica vista in passato, offrendo la possibilità di esplorare altri lati di Cybertron, rendendo l’esperienza più piacevole… nonostante sembri abbastanza strano vedere una flora locale su un pianeta abitato da giganti di metallo.
Torna l’ottimo doppiaggio, solo in inglese, supportato da un copione decisamente all’altezza di quanto un fan potrebbe aspettarsi. E la colonna sonora epica aiuta nel creare l’esperienza Transformer definitiva, come ci si rende conto già dalla schermata principale. Promossa a pieni voti.
Menzione necessaria anche per la rifinitura dei controlli, precisi e funzionali allo scopo, in grado di rendere l’avventura piacevole e senza difetti di sorta.

Due anni fa rimasi colpito da “La Guerra per Cybertron”, perché non mi aspettavo praticamente nulla da quel titolo, non avendone seguito gli sviluppi e non credendo nei tie-in. Il risultato più che soddisfacente mi ha spinto ad attendere con una certa ansia questo seguito e posso dire con certezza di non essere rimasto deluso, anzi, l’impegno dei ragazzi della High Moon Studios si vede e si sente da tutti i punti di vista. E’ definitivamente chiara la differenza tra chi crea qualcosa per guadagnare dalla popolarità di una serie e chi lo fa per rendere omaggio, tenendo alto il nome di quest’ultima. Transformers: La Caduta di Cybertron è un gioco che cade pienamente nella seconda categoria e non deve spaventare coloro che non sono amanti della serie o che temono di trovarsi di fronte a un prodotto per un pubblico più giovane. L’ultima creatura HMS è non solo probabilmente il miglior gioco mai dedicato ai robottoni-convertibili ma anche un TPS con i cosiddetti, in grado di bilanciare giocabilità arcade e strategia, senza annoiare mai in nessuna delle sue modalità di gioco. In questo caso è difficile non consigliarlo a chiunque.
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