C’è stato un tempo in cui un videogioco entrava tranquillamente in pochi megabyte. Oggi può capitare di installare un nuovo titolo su PC, PlayStation o Xbox e vedere sparire in pochi minuti 100 o addirittura 150 GB di spazio.
E il problema non finisce necessariamente con l’installazione.
Arrivano patch, aggiornamenti, nuove mappe, texture ad alta risoluzione e contenuti aggiuntivi. Così quel gioco che inizialmente sembrava già enorme può diventare ancora più pesante dopo qualche mese.
Ma perché siamo arrivati a questo punto? E soprattutto, dobbiamo aspettarci videogiochi da 200 o 300 GB come normalità nei prossimi anni?
La risposta è più interessante di quanto possa sembrare, perché non dipende semplicemente dal fatto che i giochi moderni abbiano una grafica migliore.
Da pochi megabyte a oltre 100 GB
Chi gioca da parecchi anni probabilmente ricorda quando lo spazio occupato da un videogioco non era quasi mai una preoccupazione.
Le dimensioni sono cresciute insieme alle capacità delle console e dei computer, ma il salto degli ultimi anni è stato particolarmente evidente.
Oggi non è affatto raro incontrare giochi che richiedono decine di gigabyte, mentre alcune produzioni particolarmente grandi possono superare abbondantemente i 100 GB.
Per un giocatore significa anche dover iniziare a scegliere.
Con un SSD da 1 TB, infatti, non abbiamo realmente 1 TB interamente disponibile per i giochi. Una parte dello spazio viene utilizzata dal sistema e, installando qualche titolo particolarmente pesante, ci si può ritrovare molto prima del previsto davanti alla fatidica domanda.
Cosa disinstallo?
La grafica è una delle principali responsabili
Quando pensiamo alle dimensioni di un videogioco viene naturale immaginare che a occupare più spazio sia il codice.
In realtà non è necessariamente così.
Una parte enorme dei dati è costituita dagli asset, ovvero tutti quegli elementi utilizzati per costruire ciò che vediamo e sentiamo durante il gioco.
Texture, modelli tridimensionali, animazioni, filmati e file audio possono richiedere una quantità enorme di spazio.
Le texture sono un ottimo esempio.
Una texture è, semplificando molto, l’immagine che viene applicata sulla superficie di un oggetto tridimensionale. Il muro di un edificio, la carrozzeria di un’automobile, i vestiti di un personaggio o il terreno sotto i nostri piedi utilizzano texture.
Aumentando la loro risoluzione aumenta anche la quantità di dati necessaria per memorizzarle.
E in un grande open world possono esserci migliaia e migliaia di elementi differenti.
I mondi di gioco sono diventati enormi
C’è poi una questione abbastanza evidente. I videogiochi stessi sono diventati più grandi.
Pensiamo alla quantità di ambientazioni presenti in un moderno open world.
Città, edifici, vegetazione, veicoli, personaggi, oggetti, armi, animazioni e tantissimi altri elementi devono essere memorizzati da qualche parte.
Più varietà viene introdotta dagli sviluppatori, maggiore può diventare la quantità di dati necessaria.
Non è però una regola matematica.
Un gioco con una mappa enorme non deve necessariamente occupare più spazio di uno molto più piccolo.
Dipende dal modo in cui gli sviluppatori costruiscono e comprimono i contenuti e da quante risorse vengono riutilizzate.
Ed è proprio qui che la situazione diventa interessante.
Gli SSD hanno cambiato anche il modo di sviluppare i giochi
PlayStation 5 e Xbox Series X|S hanno introdotto gli SSD come sistema di archiviazione standard, mentre su PC gli SSD sono ormai diffusissimi.
Siamo abituati a pensare al loro vantaggio soprattutto in termini di caricamenti più veloci.
In realtà possono influenzare anche il modo in cui vengono organizzati i dati di un videogioco.
Con i vecchi hard disk gli sviluppatori dovevano tenere conto dei tempi necessari per recuperare informazioni memorizzate fisicamente in zone differenti del disco.
In alcuni casi poteva essere conveniente duplicare determinati dati in più parti dell’installazione per renderli rapidamente disponibili.
Gli SSD sono enormemente più veloci nell’accesso ai dati e possono ridurre la necessità di utilizzare alcuni di questi espedienti.
Paradossalmente, quindi, una tecnologia capace di gestire giochi molto più complessi può anche aiutare a evitare che le installazioni crescano inutilmente.
Anche l’audio occupa molto più spazio di quanto immaginiamo
Quando un gioco pesa 100 GB tendiamo ad accusare immediatamente la grafica, ma c’è un altro elemento spesso sottovalutato.
L’audio.
Musiche, effetti sonori e soprattutto dialoghi possono occupare parecchio spazio.
Pensiamo a un gioco di ruolo con decine di ore di conversazioni registrate.
A questo aggiungiamo il doppiaggio in diverse lingue e le dimensioni possono aumentare rapidamente.
Per questo alcuni giochi permettono di scaricare separatamente determinati pacchetti linguistici.
Se giochiamo esclusivamente in italiano, ad esempio, non avrebbe molto senso conservare sul disco decine di gigabyte di audio che non utilizzeremo mai.
E poi ci sono i filmati
Anche le sequenze video prerenderizzate possono incidere parecchio.
Un filmato ad alta risoluzione e con un bitrate elevato può occupare molto più spazio di quanto si potrebbe pensare.
Molti giochi moderni realizzano le scene d’intermezzo direttamente con il motore grafico, ma non è sempre così.
Quando vengono utilizzati numerosi filmati già renderizzati, soprattutto ad alta qualità, le dimensioni dell’installazione possono aumentare sensibilmente.
Perché una patch da 10 GB non aggiunge necessariamente 10 GB?
Questo è un altro piccolo mistero che capita spesso ai giocatori.
Accendiamo la console e troviamo un aggiornamento da 15 GB. Dopo averlo installato, però, il gioco non occupa necessariamente 15 GB in più.
Perché?
Perché un aggiornamento può sostituire file già presenti.
Una patch potrebbe modificare un grande archivio del gioco anche se le differenze effettive riguardano soltanto una sua parte.
La quantità di dati scaricati e l’aumento finale dello spazio occupato, quindi, sono due cose differenti.
In alcuni casi un aggiornamento può addirittura ridurre le dimensioni complessive del gioco grazie a una migliore compressione o a una riorganizzazione dei file.
Perché alcuni giochi permettono di scegliere cosa installare?
Questa potrebbe diventare una delle soluzioni più importanti per il futuro.
Se utilizziamo esclusivamente il multiplayer, perché dovremmo essere costretti a conservare sul nostro SSD una campagna che abbiamo già terminato?
E viceversa.
Alcuni titoli permettono già di gestire separatamente parti dell’installazione, come modalità multiplayer, campagne, pacchetti di texture o lingue aggiuntive.
È un approccio particolarmente utile perché evita di occupare spazio con contenuti che il giocatore non utilizza.
Con giochi sempre più grandi, sarebbe interessante vedere questa possibilità adottata da un numero maggiore di sviluppatori.
La compressione può fare una differenza enorme
Le dimensioni finali di un gioco non dipendono soltanto dalla quantità di contenuti.
Conta moltissimo come questi dati vengono compressi.
Possiamo immaginarlo come quando creiamo un archivio ZIP sul computer. I dati rimangono gli stessi, ma vengono organizzati in modo da richiedere meno spazio.
Naturalmente nei videogiochi il processo è molto più sofisticato.
Le console moderne dispongono inoltre di sistemi progettati per decomprimere rapidamente i dati mentre giochiamo.
Questo permette agli sviluppatori di ridurre lo spazio necessario senza introdurre necessariamente lunghi tempi di attesa ogni volta che deve essere caricato qualcosa.
Ecco perché due giochi apparentemente simili per complessità possono avere dimensioni completamente differenti.
Quindi gli sviluppatori potrebbero semplicemente comprimere tutto di più?
Magari fosse così semplice.
La compressione comporta sempre dei compromessi.
Comprimere eccessivamente una texture, un’immagine o un file audio può ridurne la qualità. Altri tipi di compressione richiedono invece risorse per decomprimere rapidamente i dati.
Gli sviluppatori devono trovare continuamente un equilibrio tra qualità, prestazioni, velocità di caricamento e spazio occupato.
Inoltre ogni motore grafico e ogni gioco gestiscono i propri asset in maniera differente.
Non possiamo quindi guardare due videogiochi e concludere che quello da 150 GB sia necessariamente “ottimizzato peggio” di quello da 70 GB.
Potrebbe esserlo, ma le dimensioni dell’installazione da sole non sono sufficienti per stabilirlo.
Arriveremo normalmente a giochi da 200 o 300 GB?
Probabilmente continueremo a vedere titoli enormi, soprattutto tra le produzioni più ambiziose, ma non è detto che la crescita debba continuare all’infinito con lo stesso ritmo.
Da una parte avremo texture sempre più dettagliate, mondi più complessi, audio di maggiore qualità e una quantità crescente di contenuti.
Dall’altra stanno migliorando anche compressione, gestione degli asset e sistemi di archiviazione.
C’è inoltre una ragione molto pratica che spinge gli sviluppatori a tenere sotto controllo le dimensioni.
Un gioco enorme è scomodo.
Richiede più tempo per essere scaricato, occupa una parte consistente dell’SSD e può diventare un problema per chi dispone di connessioni Internet lente o con limiti di traffico.
Un’installazione eccessivamente grande può quindi diventare persino un ostacolo per il giocatore.
Quanto spazio serve davvero oggi per giocare?
Dipende moltissimo dalle proprie abitudini.
Chi termina un gioco, lo disinstalla e passa al successivo può convivere tranquillamente con uno spazio relativamente limitato.
La situazione cambia per chi vuole mantenere installati contemporaneamente diversi titoli multiplayer, grandi open world e giochi utilizzati regolarmente.
In questo caso 1 TB può riempirsi sorprendentemente in fretta.
È anche il motivo per cui l’espansione dello spazio di archiviazione è diventata un argomento molto più importante rispetto alle precedenti generazioni di console.
Su PC il problema può essere risolto aggiungendo ulteriori unità. Anche PS5 permette di espandere lo spazio disponibile tramite un SSD M.2 compatibile, mentre sulle console Xbox Series vengono utilizzate specifiche soluzioni di espansione.
Prima di acquistare nuovo spazio, comunque, conviene sempre controllare cosa abbiamo realmente installato.
Potremmo scoprire che una parte considerevole dell’SSD è occupata da giochi che non avviamo da mesi.
I videogiochi continueranno a diventare più grandi, ma c’è un limite pratico
L’aumento delle dimensioni dei videogiochi è in parte una conseguenza naturale della loro evoluzione.
Mondi più dettagliati, texture ad alta risoluzione, migliaia di dialoghi, audio di qualità e una quantità enorme di contenuti richiedono spazio.
Questo non significa però che tra dieci anni dovremo necessariamente scaricare giochi da un terabyte.
Gli stessi progressi tecnologici che permettono di creare videogiochi più complessi stanno rendendo più efficienti anche compressione, streaming dei dati e gestione dello spazio.
Probabilmente continueremo quindi a vedere installazioni da oltre 100 GB e occasionalmente titoli decisamente più pesanti, ma allo stesso tempo aumenteranno gli strumenti per gestire meglio questi dati.
Nel frattempo rimane una delle grandi contraddizioni del gaming moderno.
Abbiamo SSD sempre più capienti e veloci, ma basta installare quattro o cinque giochi particolarmente affamati di spazio per tornare a fissare la schermata di archiviazione chiedendoci ancora una volta quale gioco sacrificare per fare posto al prossimo.

