C’è un momento particolarmente strano nella vita di un videogioco.
Non è quando viene annunciato, quando ogni trailer viene analizzato fotogramma per fotogramma. Non è neppure quando viene rinviato, perché ormai i giocatori hanno imparato che una data di uscita è spesso più una dichiarazione d’intenti che una promessa.
Il momento davvero strano arriva dopo.
Passano i mesi. Poi gli anni. Gli eventi si susseguono, arrivano nuove console, alcuni studi cambiano proprietà, altri chiudono, vengono annunciati giochi che nel frattempo riescono persino a uscire. E quel titolo che avevamo aggiunto mentalmente alla lista dei desideri rimane lì, sospeso.
Né vivo, né ufficialmente morto.
Abbiamo quindi deciso di inaugurare “Dove sono finiti?”, una rubrica con cui CoPlaNet andrà periodicamente a recuperare quei videogiochi che sembrano essere stati inghiottiti dall’industria, cercando di capire cosa ne sia realmente accaduto.
E per iniziare non potevamo scegliere un caso migliore.

Beyond Good & Evil 2: il re dei videogiochi fantasma
Se esistesse un campionato mondiale dei videogiochi capaci di farsi attendere, Beyond Good & Evil 2 avrebbe probabilmente già conquistato il trofeo.
Ubisoft mostrò pubblicamente una prima versione del progetto addirittura nel 2008. Quella incarnazione finì però nel limbo e il gioco venne successivamente ripresentato durante l’E3 2017 con uno spettacolare trailer cinematografico.
Da quel momento sono trascorsi altri nove anni.
E la parte più incredibile della storia è che Beyond Good & Evil 2 esiste ancora.
La pagina ufficiale Ubisoft è tuttora online e descrive il progetto come un prequel dell’originale, ambientato nel Sistema 3 e costruito attorno a un enorme universo nel quale il giocatore dovrebbe partire dai ranghi più bassi fino a diventare una leggenda della pirateria spaziale.
Esiste persino ancora lo Space Monkey Program, il programma attraverso cui Ubisoft aveva deciso di coinvolgere la community durante lo sviluppo. Nelle FAQ ufficiali, alla domanda più semplice possibile — quando uscirà? — la risposta rimane sostanzialmente la stessa: una data di lancio non è ancora stata annunciata.
La cosa assume proporzioni quasi surreali pensando a quanto sia cambiato il mondo da quando abbiamo visto per la prima volta il gioco.
Nel 2008 PlayStation 3 e Xbox 360 erano le console del momento. Nel frattempo abbiamo attraversato completamente PS4 e Xbox One, siamo entrati nell’era di PlayStation 5 e Xbox Series X|S, Nintendo ha lanciato Switch e successivamente Switch 2.
Beyond Good & Evil 2, invece, aspetta.
Per chi non avesse mai giocato il titolo originale, oggi è almeno possibile recuperare Beyond Good & Evil – 20th Anniversary Edition, probabilmente il modo migliore per capire perché il nome della serie continui ad avere un certo peso nonostante un’attesa diventata ormai leggendaria.
La domanda, a questo punto, non è più soltanto “quando esce Beyond Good & Evil 2?”.
È diventata: che gioco sarà Beyond Good & Evil 2 quando finalmente uscirà?
Perché un progetto concepito così tanti anni fa non può semplicemente attraversare indenne generazioni di hardware, cambiamenti tecnologici e trasformazioni del mercato. Se un giorno tornerà davvero davanti al pubblico, ciò che vedremo potrebbe essere profondamente diverso da quello che Ubisoft immaginava nel 2017.
Stato attuale: ancora ufficialmente esistente, nessuna data di uscita.
Star Wars Eclipse: quattro minuti che ci hanno fatto aspettare per anni
Dicembre 2021. The Game Awards.
Parte un trailer e bastano pochi secondi per attirare l’attenzione: tamburi, eclissi, astronavi, Jedi e una rappresentazione di Star Wars decisamente più oscura del solito.
Alla fine compare il nome: Star Wars Eclipse.
Dietro al progetto c’è Quantic Dream, lo studio di Heavy Rain e Detroit: Become Human, in collaborazione con Lucasfilm Games.
Il trailer cinematografico funziona perfettamente. Il problema è quello che accade dopo: praticamente nulla, almeno dal punto di vista del pubblico.
La pagina ufficiale di Quantic Dream è ancora attiva e continua a descrivere Star Wars Eclipse come un action adventure narrativo ambientato durante l’Alta Repubblica. Ci saranno più personaggi giocabili e le decisioni prese dal giocatore potranno modificare relazioni, luoghi visitati, scontri e persino il destino dei protagonisti.
Sulla carta è un progetto enorme.
Ed è forse proprio questo il punto.
Quantic Dream continua infatti a indicare il gioco come “early in development”, ovvero nelle prime fasi dello sviluppo. Una definizione piuttosto particolare per un titolo annunciato pubblicamente nel 2021.
Non significa che Star Wars Eclipse sia cancellato. Al contrario: le pagine ufficiali di Quantic Dream e Star Wars continuano a presentarlo come un progetto esistente.
Significa però che chi vide quel trailer nel 2021 probabilmente lo vide molto, molto prima di quanto siamo abituati a vedere un videogioco.
È anche un interessante esempio di quanto sia cambiata la comunicazione dell’industria. Mostrare un concept spettacolare permette di conquistare immediatamente milioni di giocatori, ma crea contemporaneamente un conto alla rovescia che può durare anni.
E più passa il tempo, più le aspettative aumentano.
Stato attuale: ufficialmente in sviluppo, nessuna data di uscita annunciata.
Little Devil Inside: bellissimo, misterioso e praticamente introvabile
Little Devil Inside rappresenta un caso differente.
Non è il gigantesco progetto di un publisher internazionale e non sfrutta una licenza come Star Wars. È uno di quei videogiochi che riescono semplicemente a conquistare il pubblico grazie a un’identità visiva immediatamente riconoscibile.
Il progetto di Neostream Interactive nasce addirittura su Kickstarter nel 2015.
Cinque anni più tardi riappare durante la presentazione di PlayStation 5 e improvvisamente moltissimi giocatori iniziano a chiedersi cosa sia quello strano action adventure caratterizzato da personaggi quasi in miniatura, enormi scenari e creature misteriose.
L’idea è affascinante: esplorazione, sopravvivenza, combattimenti e attività paranormali in un mondo ispirato all’epoca vittoriana.
Sony continua ancora oggi a ospitare Little Devil Inside sul sito ufficiale PlayStation.
La voce relativa alla data di uscita, però, dice semplicemente:
“Da stabilire”.
Ed è probabilmente la descrizione perfetta dell’intero progetto.
Little Devil Inside è uno di quei giochi che periodicamente riescono a riemergere, ricordandoci che non sono necessariamente morti, per poi tornare nuovamente nell’ombra.
La differenza rispetto a Beyond Good & Evil 2 è soprattutto nelle dimensioni dello studio. Dietro Little Devil Inside non c’è una macchina produttiva come Ubisoft, ma un team indipendente alle prese con un progetto estremamente ambizioso.
Questo rende l’attesa forse più comprensibile.
Ma considerando che il Kickstarter risale al 2015, chi sostenne il progetto all’inizio sta aspettando ormai da oltre un decennio.
Stato attuale: ancora presente ufficialmente su PlayStation, data di uscita da stabilire.
Contraband: il gioco Xbox di cui abbiamo visto praticamente soltanto un contrabbando
Ci sono giochi che spariscono lentamente e altri che sembrano farlo quasi subito dopo essere stati annunciati.
Contraband appartiene alla seconda categoria.
Xbox e Avalanche Studios lo presentarono nel giugno 2021 come un “paradiso cooperativo per contrabbandieri”.
L’ambientazione sembrava interessante: Bayan, un mondo immaginario ispirato al Sud-est asiatico degli anni ’70. Avalanche lo definì addirittura il progetto più ambizioso mai realizzato dallo studio.
Il problema?
Quattro anni più tardi stavamo ancora aspettando di capire concretamente che gioco fosse.
Poi, nell’agosto 2025, è arrivata la notizia che nessuno avrebbe voluto leggere.
Avalanche Studios ha comunicato che lo sviluppo attivo di Contraband è stato interrotto, spiegando che insieme a Xbox Game Studios Publishing avrebbe valutato il futuro del progetto.
È una formulazione interessante perché non equivale formalmente a una cancellazione definitiva.
Ma neppure lascia particolarmente tranquilli.
Contraband si trova quindi in una specie di purgatorio videoludico: non è più in sviluppo attivo, ma il suo futuro deve ancora essere ufficialmente definito.
Paradossalmente rappresenta perfettamente il motivo per cui nasce questa rubrica.
Quando un videogioco viene cancellato, almeno abbiamo una risposta. Quando invece lo sviluppo si ferma e il progetto rimane sospeso, il punto interrogativo può sopravvivere per anni.
Stato attuale: sviluppo attivo interrotto, futuro del progetto incerto.
Everwild: quando finalmente arriva una risposta, ma è quella che non volevamo
E poi ci sono i giochi per i quali l’attesa finisce nel modo peggiore.
Rare annunciò Everwild nel 2019, mostrando un universo coloratissimo e misterioso popolato da creature fantastiche.
L’idea di vedere lo studio di Sea of Thieves costruire una nuova proprietà intellettuale aveva inevitabilmente attirato l’attenzione. Il gioco tornò a mostrarsi nel 2020 con un nuovo trailer, ma il pubblico continuava a non avere un’idea precisa di cosa avrebbe fatto realmente al suo interno.
Poi iniziò il silenzio.
Passarono gli anni.
Fino a luglio 2025.
Nell’ambito di una profonda riorganizzazione della divisione gaming di Microsoft, lo sviluppo di Everwild è stato definitivamente interrotto.
Rare stessa ha successivamente affrontato pubblicamente la questione, confermando la fine del progetto e parlando dell’impatto che una decisione del genere inevitabilmente produce sulle persone che vi hanno lavorato.
Everwild rappresenta quindi l’altra faccia dei videogiochi fantasma.
Per anni i giocatori continuano a domandare “dove è finito?”, interpretando ogni silenzio come la preparazione di un nuovo trailer o di una nuova presentazione.
A volte il trailer arriva.
Altre volte arriva soltanto la conferma che quel gioco non lo giocheremo mai.
Stato attuale: cancellato.
Perché i videogiochi vengono annunciati così presto?
Guardando questi cinque casi emerge una domanda inevitabile: perché annunciare un videogioco quando mancano potenzialmente cinque, sette o addirittura dieci anni alla sua uscita?
Non esiste una sola risposta.
Un annuncio non serve esclusivamente a convincere qualcuno ad acquistare un gioco. Può servire a mostrare agli investitori quali proprietà intellettuali sono in sviluppo, attirare nuovi sviluppatori nello studio, creare interesse intorno a una piattaforma o semplicemente iniziare a costruire una community.
Ma per noi giocatori l’effetto è molto diverso.
Dal momento in cui vediamo un trailer, quel gioco esiste.
Cominciamo ad aspettarlo.
Ed è così che quattro minuti mostrati durante una conferenza possono trasformarsi in anni di domande.
Il prossimo videogioco fantasma potrebbe essere già stato annunciato
La parte divertente — o inquietante — è che probabilmente oggi esiste già un nuovo Beyond Good & Evil 2.
Un gioco che abbiamo visto recentemente durante uno showcase, del quale abbiamo guardato il trailer pensando “questo sembra fantastico” e che fra cinque anni potrebbe essere protagonista di un articolo esattamente come questo.
Non sappiamo ancora quale sia.
Ed è proprio questo che rende affascinante seguire lo sviluppo dei videogiochi.
Alcuni vengono annunciati e arrivano puntuali.
Altri cambiano completamente.
Altri ancora scompaiono.
E qualcuno riesce nell’impresa quasi impossibile di attraversare tre generazioni di console senza essere ancora uscito.
A quelli penseremo noi.
Perché questo è soltanto il primo appuntamento con Dove sono finiti?





