SORCERY
Il verdetto di CoPlaNet
Voto, punti di forza e informazioni essenziali

Per quanto Sorcery sia indicato dalla Sony come un gioco per tutte le età, è innegabile che nasca come indirizzato ai più giovani, sia per la storia fantastica, sia per i colori e le ambientazioni che strizzano l’occhio al mondo delle favole. L’avventura vi vedrà impersonare Finn, un giovane apprendista stregone, incaricato di padroneggiare le arti arcane e proteggere la sua terra. Nonostante l’introduzione possa essere fuorviante, portando a dare per scontata l’evoluzione della trama, c’è da dire che ci saranno alcuni piacevoli colpi di scena e che la “favola” sarà raccontata con uno stile molto piacevole e un humor pari alle produzioni cinematografiche odierne di Pixar e co.

- Ambientazioni belle come questa dividono il mondo di Sorcery con altre decisamente non all’altezza… low budget, low style? Non per forza, ma qui è così.
Move alla mano, Sorcery si rivela essere una sorta di sparatutto in terza persona, dove controllerete precisamente la vostra “bacchetta magica”, indirizzando i colpi con precisione, relegando i movimenti al navigation controller (o a un mezzo DS3). I livelli consisteranno principalmente in “avanza fino a raggiungere un boss”, passando attraverso diverse ambientazioni e ondate di nemici.
I controlli sono fatti molto bene, mostrando pienamente le qualità della periferica Sony, non seconda a nessuno in quanto a precisione. Le possibilità saranno diverse, sarà possibile non solo dare colpi diretti per eliminare i nemici ma anche curvare gli attacchi per colpire coloro che si nasconderanno tra le ambientazioni. In molte di queste sezioni Sorcery si comporta bene, facendo immedesimare i giocatori nel ruolo del mago. Purtroppo c’è l’altra faccia della medaglia da tenere in considerazione, come un sistema di lock-on che limita di fatto la libertà e la confusione che nasce quando i nemici a schermo sono diversi e l’attenzione viene data ad alcuni, a discapito di altri. La precisione in questi casi va a farsi benedire e risulta difficile indirizzare i colpi alla meglio, un errore che pare però più dovuto ai programmatori che alla periferica.

- In diverse occasioni vi verrà mostrato a schermo cosa fare per proseguire.
Con il procedere del gioco, Finn avrà accesso a un gran numero di incantesimi, aumentando di fatto le possibilità e mostrando le vere potenzialità del gioco. Combinando gli elementi (i classici acqua, fuoco, terra e aria) sarà possibile ottenere diversi risultati. Si potrà, ad esempio, creare un blocco di ghiaccio e poi distruggerlo cambiando tipo di magia, o ancora, creare un tornado e poi unirlo al fuoco, per fornirgli un potere distruttivo maggiore. Nonostante sia possibile terminare il gioco utilizzando un numero minore di attacchi rispetto alle possibili combinazioni, ci sono pochi dubbi sul fatto che il divertimento aumenti con le combinazioni e la varietà che esse offrono. Le diverse magie andranno selezionate effettuando diverse combinazioni di movimenti con il controller e, per quanto la precisione globale del titolo sia buona, non sempre è facile riuscire a ottenere ciò che si vuole al primo colpo: la pratica sarà decisamente necessaria prima di potersi considerare infallibili.
Un’altra caratteristica molto interessante sarà quella che vi vedrà diventare creatori di pozioni. Durante il viaggio potrete trovare infatti diversi ingredienti per migliorare le vostre caratteristiche, aumentare i danni degli incantesimi e la salute massima.

L’avventura purtroppo non durerà troppo e, se da una parte vi impedirà di finire in ospedale per il gomito da tennista (o meglio, da stregone), dall’altra finisce per essere un po’ deludente visti gli standard attuali. Deludente non a causa della storia, come già detto più piacevole di ciò che ci si può aspettare, ma per l’assoluta mancanza di rigiocabilità. Ci si chiede perché tutto questo tempo di programmazione (due anni buoni) per così pochi contenuti, anche se siamo sempre di fronte ad un titolo budget, venduto a quasi la metà del prezzo comune per i giochi appena usciti.
Tecnicamente siamo i un ambiente altalenante, dove sezioni molto buone e ambientazioni interessanti devono dividersi la torta con alcune scelte che tanto ricordano la generazione passata, risultando in una media poco più che sufficiente. Stesso discorso per l’audio che, se da una parte è azzeccato al genere, dall’altro la gestione di alcune sezioni quasi completamente mute crea parecchi interrogativi. Buoni gli effetti sonori che accompagnano le magie.
Non c’è molto altro da dire su Sorcery, nel bene e nel male, ed esprimere un giudizio secco non è semplice, perché si ha l’impressione che si sarebbe potuto fare molto di meglio con un minimo di sforzo in più. Il gioco è divertente e rappresenta una delle poche alternative di valore “Move only” per PS3, in grado di mostrare i punti di forza di una periferica capace di fare immedesimare nel proprio alter ego come non mai. L’altra faccia della medaglia vuole una gestione dei combattimenti scomoda a causa di una telecamera incontrollabile, che nullifica spesso la precisione tanto decantata. Inoltre la durata breve e l’assenza di motivi per rigiocarlo finiscono per colpire anche altrove.
La capacità di superare questi difetti più o meno gravi sarà necessaria per poter godere pienamente di questa esperienza che, con i suoi problemi, finisce per essere comunque piacevole ed essenzialmente diversa dalla massa di cloni che affollano il mercato.
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