I dipendenti di Ubisoft Montréal hanno lanciato una petizione per chiedere di preservare il modello di lavoro ibrido, raccogliendo oltre 300 firme. L'iniziativa è stata avviata il 30 settembre dall'Ubisoft Workers of Montreal (UWM), con il supporto di Game Workers Unite Montreal (GWU), e rappresenta la prima azione pubblica della campagna organizzata dal sindacato.
La petizione invita tutti i dipendenti dello studio a partecipare. Secondo GWU Montreal, molte delle firme sono state raccolte direttamente sul posto di lavoro, con gli organizzatori che hanno invitato i colleghi a incontrarsi durante le pause per sottoscrivere l'iniziativa. L'obiettivo dichiarato è quindi mantenere la possibilità di lavorare secondo un modello ibrido, anziché passare a una presenza quotidiana in ufficio.
La mobilitazione arriva dopo il cambiamento della politica di lavoro annunciato da Ubisoft nell'ambito della riorganizzazione della società in Creative Houses. L'azienda ha introdotto il ritorno in ufficio per cinque giorni alla settimana, affiancandolo a un numero annuale di giornate lavorabili da remoto. In questo modo Ubisoft ha definito il nuovo modello come una forma di lavoro ibrido, ma con una struttura molto diversa rispetto alla precedente organizzazione basata su giornate di lavoro da casa distribuite durante la settimana.
La decisione era stata spiegata da Marie-Sophie de Waubert, Senior Vice President of Studio Operations di Ubisoft, che aveva indicato nel rafforzamento della collaborazione in presenza e delle dinamiche tra i team una delle ragioni principali del cambiamento. Secondo la dirigente, le interazioni in presenza rappresentano un elemento importante per efficienza, creatività e collaborazione nello sviluppo di produzioni AAA. Il CFO Frederick Duguet aveva inoltre collegato il provvedimento alla necessità di migliorare le performance collettive dei team.
Il ritorno negli uffici aveva già provocato tensioni all'interno dell'azienda. A febbraio 2026, infatti, più di 1.200 dipendenti avevano partecipato, secondo i rappresentanti sindacali, a uno sciopero internazionale di tre giorni organizzato anche in risposta alla nuova politica sul lavoro in presenza e alla ristrutturazione di Ubisoft. La protesta si era concentrata soprattutto in Francia, con una partecipazione segnalata anche presso la sede di Ubisoft Milano. Ubisoft aveva fornito una cifra differente, indicando 528 dipendenti che avevano dichiarato di essere in sciopero.
Lo sciopero era arrivato dopo l'annuncio della riorganizzazione di Ubisoft, che prevedeva tra le altre cose chiusure di studi, cancellazioni di progetti e ulteriori misure di riduzione dei costi. Il ritorno al lavoro in presenza cinque giorni alla settimana era diventato così uno dei punti di maggiore confronto tra la dirigenza e una parte dei dipendenti.
La nuova iniziativa di Ubisoft Workers of Montreal si distingue però dalle proteste precedenti per la sua forma: al momento si tratta di una petizione, senza l'annuncio di un nuovo sciopero o di altre forme di mobilitazione. Il United Videogame Workers Union (UVW-CWA) ha comunque espresso pubblicamente il proprio sostegno alla campagna, inserendola nel più ampio dibattito sulle condizioni di lavoro nell'industria videoludica.
Per Ubisoft Montréal, quindi, la questione del lavoro ibrido torna al centro dell'attenzione proprio mentre la società sta portando avanti la riorganizzazione dei propri studi. Per ora la petizione ha superato le 300 firme e rappresenta il primo passo pubblico della campagna dell'UWM; resta da vedere quale sarà la risposta di Ubisoft e se l'iniziativa porterà a un confronto sulla nuova organizzazione del lavoro.
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