Google ha presentato Playground, una nuova piattaforma basata sul web che permette di creare videogiochi utilizzando semplicemente dei prompt testuali. Il servizio è stato lanciato il 7 ottobre 2026 in fase sperimentale e punta a rendere la creazione di esperienze interattive accessibile anche a chi non possiede competenze di programmazione.
Playground consente agli utenti di descrivere attraverso il testo ciò che vogliono realizzare e di modificare e provare il gioco generato dall’intelligenza artificiale. Le creazioni possono essere testate offline oppure condivise con altre persone attraverso un link. Google presenta quindi la piattaforma come uno strumento per ridurre le barriere tecniche tradizionalmente associate allo sviluppo di videogiochi.
“La creazione di videogiochi è stata storicamente limitata a un gruppo molto ristretto di persone con competenze tecniche. Playground riduce le barriere alla creazione, permettendo di trasformare le idee in realtà descrivendole attraverso pochi prompt, senza bisogno di esperienza nella programmazione.”
L’iniziativa non si fermerà però agli esperimenti più semplici. Google e Unity stanno infatti collaborando a una versione più avanzata chiamata Unity Spark, che arriverà più avanti nel corso dell’anno. Anche questa piattaforma sarà accessibile tramite browser e consentirà di generare giochi 3D attraverso prompt testuali, utilizzando inoltre gli asset disponibili sullo Unity Asset Store.
Il CEO di Unity, Matt Bromberg, ha precisato che l’obiettivo non è permettere agli utenti di generare automaticamente un gioco completo con un singolo comando. La tecnologia dovrebbe invece fornire strumenti con cui sviluppare esperienze interattive originali e poi lavorare sul risultato.
“Unity Spark permette di creare esperienze interattive reali e uniche. Si tratta di costruire qualcosa su cui valga la pena lavorare, perfezionare e condividere.”
Bromberg ha paragonato il potenziale della piattaforma a una nuova possibilità espressiva per categorie di utenti che finora hanno incontrato ostacoli tecnici. Tra gli esempi citati figurano giocatori esperti di un determinato genere che sanno cosa vorrebbero cambiare, artisti che hanno idee ma non conoscono il codice e modder interessati a trasformare i propri progetti in qualcosa di più ambizioso.
L’approccio di Google e Unity arriva in un momento in cui l’impiego dell’AI generativa nei videogiochi continua a essere discusso nell’industria, anche per le questioni legate alla qualità dei risultati e all’utilizzo di materiale protetto. Secondo VGC, diversi sviluppatori stanno comunque sperimentando queste tecnologie per ridurre i costi e accelerare alcune fasi della produzione.
Unity aveva già attirato l’attenzione sul tema quando Google aveva presentato Genie 3, il modello dedicato alla generazione di mondi. Bromberg aveva definito la successiva reazione negativa del mercato azionario di Unity, che aveva portato a un calo del 20% del valore delle azioni, come un “fraintendimento” del modo in cui l’AI potrebbe incidere sull’industria videoludica.
Playground è già disponibile tramite browser in versione sperimentale, mentre per Unity Spark è previsto un lancio entro la fine del 2026.
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