Rockstar Games si aspetta di impiegare meno tempo per realizzare il suo prossimo gioco dopo Grand Theft Auto VI. A parlarne sono stati Phil Hooker e Aaron Garbut, responsabili dello sviluppo del nuovo capitolo, in un’intervista a Bloomberg. La lunga produzione di GTA 6 avrebbe infatti permesso allo studio di consolidare tecnologie, strumenti e competenze che potranno essere riutilizzati nei progetti successivi.
A spiegare come questa esperienza potrebbe incidere sui tempi di sviluppo è Hooker, che ha sottolineato l’importanza delle fondamenta costruite durante la lavorazione del gioco:
«Il motore, gli strumenti e il team che abbiamo costruito durante questo progetto ci permetteranno di fare le cose più rapidamente. Sono fiducioso che potremo costruire su queste basi e procedere più in orizzontale che in verticale, per realizzare contenuti più coinvolgenti».
Il riferimento al procedere «in orizzontale» riguarda la possibilità di ampliare e migliorare quanto già realizzato, senza dover ricominciare continuamente dalle fondamenta tecnologiche. Il lavoro svolto per GTA 6 potrebbe quindi diventare un punto di partenza per le produzioni future, consentendo a Rockstar di concentrare maggiori risorse sui contenuti anziché ripetere da capo una parte consistente del lavoro tecnico.
Anche Garbut ha evidenziato quanto sia stato importante intervenire in profondità sulla struttura del progetto, spiegando che lo studio non intende smantellare quanto costruito:
«Abbiamo cambiato molte cose a livello fondamentale durante questo progetto. Ma ora è fatto e non lo smantelleremo per ricominciare da capo».
La strategia richiama, almeno in parte, il passaggio da Grand Theft Auto III a Grand Theft Auto: Vice City. Quest’ultimo arrivò nel 2002, appena un anno dopo il predecessore, potendo sfruttare il lavoro già completato sul gioco precedente. Il paragone non significa che Rockstar possa tornare a pubblicare produzioni di quelle dimensioni con intervalli altrettanto brevi, ma mostra come una base tecnologica condivisa possa ridurre i tempi necessari per sviluppare un nuovo capitolo.
La crescita dello studio è un altro elemento rilevante. Secondo i dati riportati da Bloomberg, Rockstar è passata dai 2.441 dipendenti del 2018 ai 4.711 del 2026, distribuiti in dodici sedi. Circa 4.020 persone lavorano nello sviluppo e nel controllo qualità. Una struttura di queste dimensioni riflette la complessità raggiunta dalle produzioni dello studio, ma anche la possibilità di mantenere competenze e strumenti tra un progetto e l’altro.
Il lungo intervallo tra Red Dead Redemption 2, uscito nel 2018, e GTA 6 ha reso particolarmente evidente il problema dei tempi di sviluppo. Il nuovo capitolo di Grand Theft Auto è previsto per il 19 novembre 2026 su PlayStation 5 e Xbox Series X|S. Rockstar ritiene che l’esperienza maturata in questa produzione possa evitare di ripetere un ciclo altrettanto lungo, anche se non ha fornito stime precise sulla durata del prossimo progetto.
Per ora, lo studio non ha annunciato quale sarà il gioco successivo a GTA 6: le dichiarazioni di Hooker e Garbut riguardano il metodo di lavoro e le infrastrutture disponibili, non confermano un nuovo capitolo di Grand Theft Auto, un seguito di Red Dead Redemption o una nuova proprietà intellettuale.
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