«I dischi sono diventati una metafora del possesso»: Ken Kutaragi capisce i fan PlayStation

Ken Kutaragi comprende la resistenza dei fan PlayStation all'addio ai dischi, ma ritiene che mantenerli non sia più economicamente conveniente.

Ken Kutaragi, considerato il padre di PlayStation e figura centrale nella creazione delle prime tre console Sony, ha commentato la decisione dell’azienda di interrompere la produzione di giochi su disco a partire da gennaio 2028. Pur ritenendo comprensibile la reazione dei giocatori, l’ex dirigente considera economicamente difficile giustificare il mantenimento della distribuzione fisica nell’attuale mercato.

Durante un incontro con la stampa al Game Republic New Horizons, nel Regno Unito, Kutaragi ha riconosciuto che la scelta di Sony ha creato tensioni con una parte della community. Per molti appassionati, infatti, possedere una copia fisica significa avere qualcosa di tangibile, da conservare nella propria collezione, prestare o rivendere.

«Capisco che i dischi fisici siano diventati una metafora del “possedere” i giochi. Capisco davvero questa mentalità».

Secondo Kutaragi, la diffusione delle connessioni a Internet ha cambiato profondamente il modo in cui le persone accedono ai contenuti. Già ai tempi di PlayStation 2 e PlayStation 3 esistevano funzionalità online, ma oggi la connettività è diventata una componente molto più comune dell’esperienza quotidiana. Questo ha favorito un modello in cui i contenuti vengono acquistati e utilizzati attraverso piattaforme digitali.

L’ex dirigente ha paragonato la situazione a quella degli smartphone, sottolineando che gli utenti non sentono necessariamente il bisogno di possedere un supporto fisico per ogni contenuto utilizzato. A suo giudizio, la difficoltà dell’industria consiste anche nel modificare la percezione del possesso digitale, senza ignorare il legame emotivo che molti giocatori hanno con le copie su disco.

«Capisco davvero perché alcune persone siano contrariate, ma non penso che sia economicamente ragionevole. Forse è una questione di mentalità».

Kutaragi ha inoltre ipotizzato che l’attuale dirigenza di Sony Interactive Entertainment consideri PlayStation non soltanto come una console per videogiochi, ma come una piattaforma connessa per distribuire diverse tipologie di contenuti. Questa visione, influenzata anche dall’esperienza di professionisti provenienti dal settore dello streaming, potrebbe spiegare la direzione intrapresa dall’azienda, ma rischia di entrare in conflitto con le aspettative degli appassionati più legati al formato tradizionale.

La posizione di Kutaragi non rappresenta una dichiarazione ufficiale di Sony: l’ingegnere ha lasciato l’azienda nel 2007 e oggi ricopre altri incarichi nel settore tecnologico. Le sue osservazioni riflettono quindi una valutazione personale sul cambiamento dell’industria, non una conferma delle strategie future della compagnia.

Sony ha annunciato che dal gennaio 2028 i nuovi giochi per le console PlayStation non saranno più prodotti su disco, mentre le edizioni fisiche già pubblicate o in uscita prima di quella data non saranno interessate dalla misura. La transizione segnerà un cambiamento significativo per il mercato console, soprattutto per i collezionisti e per chi considera la possibilità di rivendere o scambiare i giochi una parte importante dell’esperienza.

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