I am alive
Il verdetto di CoPlaNet
Voto, punti di forza e informazioni essenziali
La storia di questo titolo è piuttosto travagliata: annunciato inizialmente all’E3 del 2008 è stato pubblicato al costo di 1200 Microsoft Points ad inizio mese per Xbox 360 mentre per Playstation 3 verrà rilasciato il 4 aprile.
Si gioca nei panni di Adam, un giovane che torna a casa dalla moglie e dal figlioletto dopo “La catastrofe”. Dal filmato iniziale si viene a sapere che che un anno prima Adam ha preso un volo verso la costa orientale durato poche ore, ma per il ritorno verso la città di Haventon ha impiegato quasi un anno ed è qui che iniziamo a giocare.
Arriviamo dunque a quello che è il gameplay: abbiamo due opzioni di difficoltà quando si inizia un nuovo gioco: ‘Normale’ e ‘Superstite’. Nella prima il giocatore ha più risorse e munizioni a disposizione, con la possibilità di avere tre tentativi per i salvataggi ma alcuni obiettivi non possono essere sbloccati in questa modalità, quindi per completare il gioco al 100% bisogna per forza passare alla seconda.
Nella parte superiore dello schermo è presente una barra bicolore, a sinistra viene rappresentata la resistenza (in bianco), a destra la salute (in rosso). Ciò che appare evidente dopo la prima corsa o arrampicata è il calo della resistenza fisica del protagonista, che cala anche rapidamente durante le scalate o gli sforzi eccessivi e questo porta una certa suspense anche al giocatore in quanto ogni azione potrebbe essere l’ultima, bisogna considerare l’altezza dell’edificio da scalare nonché il percorso più breve per evitare la stanchezza di Adam e la conseguente caduta. Insomma, non si può prendere nulla per scontato.
La vostra sopravvivenza durante il gioco dipende da quali elementi avete nel vostro inventario: le munizioni sono scarse mentre cibo, acqua, lattine, pacchetti di sigarette, inalatori e quant’altro si possono trovare in giro per le strade e questo rende quasi obbligatoria l’esplorazione della città anche quando si cammina attraverso la nube di polvere. Senza questi elementi la probabilità di sopravvivenza è davvero difficile, Adam ha spesso bisogno di recuperare le energie dopo una lunga arrampicata e quindi deve esserci sempre cibo a sufficienza.
Quello in cui ci si ritrova è un mondo fatto di grigi spenti e colori sbiaditi che ci portano in una città dove tutto è coperto da uno strato di polvere e macerie. Sembra addirittura che Ubisoft abbia utilizzato questo strato di polvere come un modo economico per giustificare alcune texture piuttosto grezze. Possiamo notarlo anche in alcuni degli oggetti che incontriamo durante il gameplay come i veicoli, ad esempio, che hanno texture quasi a bassa risoluzione, ma è facile ignorare questi piccoli dettagli e che non tolgono nulla al gioco vero e proprio.
Nell’esplorazione della città si incontrano 20 sopravvissuti che hanno bisogno del nostro aiuto, che può essere cibo, un inalatore o un semplice pacchetto di sigarette semplice. I sopravvissuti non sono una parte necessaria del gioco ma vi permettono di aggiungere interessanti missioni secondarie che sono ricompensate con vari obiettivi da conseguire.
Sarà Adam, o per meglio dire, il giocatore, a scegliere se aiutare o meno questi superstiti condividendo il suo inventario.
Questi però non sono gli unici sopravvissuti si incontrano, ci sono anche bande di teppisti armati di pistole e machete che cercheranno di prendere tutto ciò che Adam possiede.
Iniziando il gioco con una pistola scarica inizialmente si resta perplessi davanti ad un possibile combattimento e si scopre che anche un bluff può essere una scelta interessante, in cui l’elemento sorpresa e la giusta tempistica può fare la differenza tra la vita e la morte.
Oltre ai superstiti opzionali e alle bande ostili ci sono anche importanti personaggi che fanno parte della trama che si sviluppa durante il gioco; vi daranno missioni da completare sia per il loro interesse che un aiuto per Adam nella ricerca per la famiglia perduta.
E’ su questo che si basa la maggior parte del gameplay e che porta il nostro personaggio a salire sui tetti degli edifici per raggiungere un depositi di cibo, scavalcare relitto di una nave arenata su Main Street per raccogliere attrezzature radio..
Il sistema di combattimento è estremamente gratificante in un primo momento e fornisce un’esperienza davvero unica e innovativa. Peccato poi che dopo la prima ora si capisca quanto il gioco sia stereotipato sotto questo punto di vista: ogni volta è un po’ la stessa cosa ma con diverse varianti e questo potrebbe annoiare soprattutto quando si conosce già la soluzione.
La parte peggiore di I Am Alive è il suo potenziale sprecato. Ogni aspetto avrebbe potuto essere spettacolare con un po’ di lavoro più. Il paesaggio è bello ma mancano i dettagli che l’avrebbero reso ancora più spettacolare, la storia è fondamentalmente forte anche se sarebbe stato necessario approfondirla ulteriormente e il gioco è interessante nonostante si senta il bisogno di avere un’estensione maggiore. Non è sicuramente un brutto gioco, tutt’altro, ma è solo un’ombra del suo potenziale inutilizzato.


