Resogun
Il verdetto di CoPlaNet
Voto, punti di forza e informazioni essenziali
La next gen sbanca con l’old school.
È difficile spiegare velocemente a parole perché una persona dovrebbe comprare una PS4 e ignorare i giochi tripla A in virtù di un gioco “con le navicelle”. O almeno lo è stato per me quando, provando per la prima volta le funzioni di streaming, ho tentato di spiegare a un’amica il perché stessi spendendo ore su un gioco arcade che all’apparenza di next gen ha poco o nulla. E in poche parole è impossibile, perché Resogun è quel tipo di gioco che può essere capito soltanto controller alla mano. E lo dico da persona che fino ad averlo provato credeva si trattasse dell’ennesimo gioco lanciato dalla stampa per trovare un punto positivo in un lancio di console dove di certo non sono le esclusive a farla da padrone. Sappiate che mi sbagliavo.
Resogun è il nuovo prodotto della Housemarque, i creatori della serie di Super Stardust, che su console Sony hanno già dimostrato il loro valore grazie alle iterazioni HD per PS3 e Delta per PS Vita. Il genere è fondamentalmente lo stesso, trattandosi di uno shoot ‘em up arcade puro e duro, dove dovrete distruggere le ondate di nemici prima di affrontare il boss finale. Le particolarità di Resogun però sono diverse, a cominciare dalle strutture cilindriche dei 5 livelli di cui il gioco è composto. Se in Super Stardust ci muovevamo lungo un piccolo pianeta sferico, questa volta sarà possibile esplorare i livelli soltanto muovendosi verso sinistra o destra. Muoversi in alto e in basso sarà comunque necessario in quanto la vostra navetta sparerà soltanto verso destra o sinistra, quindi per distruggere i nemici sarà necessario innanzitutto imparare a muoversi con precisione, al punto tale che sembra esagerato parlare di twin stick shooter.

-TU NON SEI LA MIA VERA MADRE!
Lo scopo del gioco, come detto in precedenza, è quello di eliminare i nemici per giungere al boss finale, ma le novità introdotte sono diverse e abbastanza particolari. Innanzitutto, ogni livello avrà 10 umani da salvare, liberandoli dalle prigioni, raccogliendoli dal suolo e portandoli in una delle basi in alto. Per liberarli bisognerà distruggere un’ondata di nemici speciali, chiamati keeper, riconoscibili dal bagliore verde che li circonda. Prendere e salvare gli umani non sarà però una passeggiata, perché non solo sarà possibile fallire nel liberarli mancando tutti i keeper (molti di questi spariranno dopo pochi secondi), ma questi potranno essere rapiti da alcuni nemici o anche morire con voi se veniste distrutti nel momento in cui ne state trasportando uno. Salvare umani vi porterà diversi vantaggi che andranno da vite e bombe extra a potenziamenti per alcune caratteristiche della vostra navicella.
Oltre all’attacco standard, che si potenzierà progressivamente raccogliendo i power up che appariranno nei livelli a intervalli regolari, avrete a disposizione un turbo che si ricaricherà automaticamente con il tempo, e un attacco speciale estremamente potente, chiamato iperguida, che si ricaricherà raccogliendo i cubetti lasciati dai nemici distrutti. Imparare a usare queste abilità al momento giusto sarà la vostra ancora di salvezza nelle frenesia che accompagnerà le lunghe sessioni a Resogun, soprattutto ai livelli di difficoltà più alti. Tutto in virtù del moltiplicatore, sempre in alto al centro dello schermo a giudicare il vostro operato e i vostri riflessi. Il moltiplicatore (del punteggio) salirà a ogni nemico distrutto, ma si azzererà se passerete troppo tempo senza colpire nemici/salvare umani o se morirete. Il tutto si tradurrà in un miscuglio di colori e suoni, con voi al centro a sfidare nessun altro che voi stessi. Purtroppo spiegarlo a parole e prendere il controller in mano sono due mondi a parte.

Come detto il gioco presenta 5 stage, con la possibilità sia di giocarli in successione nella modalità arcade, sia di affrontarli singolarmente. Completare il gioco la prima volta al livello di difficoltà più basso non vi toglierà più di un’ora o due di tempo (inclusi gli eventuali continue), ma Resogun, come Super Stardust HD prima di esso, non è un fatto per essere “finito”. Finire gli stage al livello di difficoltà più basso significherà soltanto che è arrivata l’ora di passare a quello superiore. I 4 livelli di difficoltà (l’ultimo andrà sbloccato) sono bilanciati e portano con se non soltanto un’aggressività dei nemici superiore, ma anche un moltiplicatore che sale più velocemente (e con un tetto massimo di 5x, 10x, 15x o 20x in base al livello) e che si azzera in un tempo inferiore. Ma la soddisfazione che potrà darvi lo sfrecciare tra i proiettili mentre si evitano gli avversari crescerà esponenzialmente in base alla difficoltà. Le 3 navi disponibili, inoltre, saranno tutte molto diverse nella velocità di movimento, nella potenza d’attacco, nel tipo di attacco (a raggio più o meno ampio) e nel tempo di ricarica delle abilità extra, e i pregi e difetti vi saranno chiari dopo pochissime partite. Interessante è anche la modalità cooperativa (rigorosamente online), dove le diverse partite effettuate hanno dimostrato l’estrema affidabilità del PSN e l’assenza totale di lag sia come ospite che come host.
Parlare del comparto tecnico di Resogun e usarlo come termine di paragone per ciò che la PS4 può fare è sbagliato. Il titolo Housemarque non cerca affatto di essere il benchmark della nuova generazione, ma tralasciando gli ovvi 1080/60p (presenti anche in SSHD), ciò che si vede colpisce per l’estrema cura fin nei più piccoli dettagli. Gli stage sono chiusi e il gioco è fatto in uno stile “pixelloso”, dove tutto è composto da cubetti che inizialmente possono dare l’impressione di trovarsi in un ambiente volutamente retrò ma un po’ spoglio, ma proseguendo per qualche minuto lo schermo si riempirà di nemici e proiettili. Il tutto si muoverà senza la minima esitazione: nemmeno un frame andrà perso giocando a Resogun, e questo è un traguardo enorme per un titolo di lancio. Ciò che della PS4 viene però esaltato in questo gioco non è relativo all’interno della console, ma al Dualshock 4: la precisione e la taratura degli analogici della nuova console Sony sono strabilianti e con la giusta pratica ogni vostro movimento sarà calcolabile al millimetro. Le altre considerazioni tecniche degne di nota sono musiche techno in totale sintonia con le atmosfere del gioco e l’utilizzo interessante dello speaker del DS4, che vi avviserà degli eventi più importanti (keeper apparsi, moltiplicatore in aumento, umano perso, ecc.).

Se avete letto tutto fin qui avrete capito che reputo Resogun un acquisto imprescindibile per qualunque utente PS4. Si tratta di un gioco che mostra come non sia necessario essere una tripla A per tenere incollati i giocatori, ma anzi, rende evidente con la giusta maestria nel creare un gameplay avvincente sia possibile mettere d’accordo gli amanti della “vecchia scuola”, di cui non faccio parte, con coloro che apprezzano le produzioni più moderne. Se unite al fatto che il gioco è gratuito per gli utenti PS Plus e che i trofei del gioco sono avvincenti ma non impossibili, potrete star ben certi che ne avrete per più di un paio d’ore. La scarsità di contenuti potrebbe forse farsi sentire nel momento in cui saranno necessario 15 € per acquistarlo, ma, a voler essere sinceri, sembra una possibilità molto remota. Se c’è un motivo per non prendere in considerazione Resogun, a parte l’odio estremo per qualunque shoot ‘em up, è quello di non voler avere a che fare con qualcosa che crea una forte dipendenza. Il rischio di passarci ore e ore è altissimo.
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- Uno spettacolo blocchettoso per gli occhi
- Taratura dei controlli eccezionale
- Curva d’apprendimento bilanciata
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- Pochi livelli
- Crea dipendenza e farà accumulare polvere sugli altri giochi
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