Killzone: Shadow Fall
Il verdetto di CoPlaNet
Voto, punti di forza e informazioni essenziali
[expand title=”Open” swaptitle=”Close”][schema type=”review” url=”CoPlaNet.it” name=”Killzone: Shadow Fall” rev_body=”La Guerrilla dagli occhi rossi” author=”Lorenzo “Darth Gary” Bologna” pubdate=”2013-12-08″ user_review=”8.7″ min_review=”0″ max_review=”10″ ][/expand]
La Guerrilla dagli occhi rossi…
Shadow Fall. Queste due parole portano a pensare immediatamente ad una produzione cinematografica Hollywoodiana densa di colpi di scena ed azione…Considerando che Killzone è la parola che si antepone nel titolo, la definizione non è poi così fuori luogo. Guerrilla Games decide di tornare in pista con l’avvento della nuova generazione, decisa più che mai a riscattare il proprio brand dalla massa di titoli appartenenti al genere sparatutto in prima persona che ormai si stanno sempre più uniformando. Se si aggiunge poi il fatto che sul team olandese grava anche la responsabilità di fungere da apripista per uno dei pochissimi titoli PS4 concessi in esclusiva alla casa giapponese, il ruolo di Killzone: Shadow Fall è determinante.
Sono passati diversi anni dalla terribile guerra combattuta su Helghan tra forze Helghast ed ISA e il pianeta è caduto, ma non per mano di questi ultimi, bensì grazie ad un bombardamento di ordigni alla Petrusite che hanno sconquassato l’atmosfera e la crosta stessa del corpo celeste. Milioni di vite Helghast sono state spezzate da questo terribile fatto, anche se si contano dei sopravvissuti..Con questi, il popolo di Vekta decide di stipulare un accordo pacifico il quale sancisce che la capitale (Vekta City) venga divisa equamente tra le due fazioni, in modo da far perdurare entrambe le esistenze. Ma questa convivenza forzata non ha un futuro roseo: gli abitanti originari di Vekta provano infatti un senso di alienazione e tradimento nei confronti del governo che ha così indulgentemente concesso asilo alle truppe dagli occhi rossi, mentre gli Helghast non riescono a dimenticare il genocidio subìto, maturando sempre più un senso di rancore e vendetta. L’incipit narrativo è indubbiamente più profondo delle produzioni passate, elogio ricavato dal coinvolgimento emotivo che i ragazzi di Guerrilla hanno deciso di far trasmettere al titolo; il giocatore sarà infatti catapultato in una battaglia senza esclusioni di colpi con una particolare attenzione ai dettagli psicologici che i co-protagonisti riverseranno verso l’utente. Sono tangibili infatti le sensazioni di precarietà e tensione che irrimediabilmente sfociano in una guerra cruda e prevaricante su tutto e tutti.

Killzone: Shadow Fall compie il salto generazionale già dalle primissime fasi di gameplay: luoghi aperti e meno lineari, con piena possibilità (nella maggior parte dei casi) di decidere quale obiettivo primario eseguire,che riescono a far immergere il giocatore in un contesto a dir poco strabiliante, accompagnata da un tripudio cromatico sfavillante e meno macabro rispetto ai capitoli precedenti. Il comparto tecnico/grafico è impeccabile, grazie soprattutto al motore di gioco made in Guerrilla, che riesce a donare un intrattenimento denso di adrenalina e dinamicità come mai visti prima d’ora. Anche l’intelligenza artificiale gode di una buona rivisitazione: le numerosissime truppe Helghast sono molto più organizzate e tentano con ogni mezzo di aggirare e mettere all’angolo il giocatore; nessun riparo infatti dura per sempre e ciò va a dipingere un quadro molto più complesso dal punto di vista della difficoltà basale del gioco (già a livello normale il tasso di sfida non è indifferente). Il protagonista, dal canto suo, gode di una mobilità che talvolta fa scricchiolare i pilastri fondanti della fisica: la leggerezza di movimento e il cambio arma pressochè istantaneo, denotano un’esagerazione che il team di sviluppo poteva benissimo evitare. Il reparto sonoro è alquanto altalenante: si alternano infatti musiche azzeccate ed epiche, che infondono carica emotiva, con composizioni anonime ed asciutte che lasciano il tempo che trovano; anche il doppiaggio italiano soffre di questi alti e bassi, ma resta comunque un lavoro svolto abbastanza bene per un titolo shooter. Archiviati questi nei, vi è da precisare che i ragazzi di Guerrilla hanno voluto abbracciare la nuova generazione in toto, anche per ciò che concerne il Dualshock 4. Il nuovissimo pad di casa Sony è infatti perfettamente integrato con il gioco: la led bar modifica il suo colore in base allo stato di salute del protagonista, passando da un verde brillante ad un rosso intermittente quando si è prossimi alla morte; alla raccolta di un audiolog la registrazione verrà trasmessa dall’altoparlante presente centralmente al controller ed infine al touchpad frontale è stato commissionato il compito di controllare l’OWL, un piccolo drone volante. Quest’ultimo infatti sarà indispensabile per affrontare le varie missioni in quanto sarà in grado di: coadiuvare il giocatore durante gli scontri a fuoco, permettere l’utilizzo di un cavo da trasporto per raggiungere luoghi altrimenti inaccessibili, violare gli avamposti Helghast così da impedire l’arrivo di truppe (che giungeranno all’infinito se la violazione non avverrà) e rianimare il giocatore (solo se si è in possesso di una o più fiale di adrenalina). Un’ulteriore novità presente sarà il Sonar, un dispositivo elettromagnetico, attivabile con la pressione della croce direzionale sinistra, in grado di visualizzare istantaneamente l’ubicazione dei nemici presenti; per quanto tale “gadget” possa rendere più semplice l’impatto strettamente ludico, esso bene si presta per coloro che decideranno di pianificare per bene il giusto approccio di attacco verso i nemici.
Il reparto armi è di buona fattura, con una cura al dettaglio superiore rispetto al terzo capitolo; queste bocche da fuoco posseggono, nella maggior parte dei casi, un colpo secondario che bene si amalgama in un ambito di strategia preventiva per un attacco (l’arma principale altro non è che un fucile d’assalto che all’occorrenza muta in un fucile di precisione grazie appunto alla modalità secondaria). Da evidenziare il fatto che gli sviluppatori hanno voluto eliminare radicalmente qualsiasi opzione di mira assistita, spostando la lancetta della difficoltà ancora un gradino più in su, lasciando il giocatore in balia dei nemici e della propria praticità con il nuovo Dualshock. Il fuoco di default, infatti, si attiverà con il grilletto destro, mentre il sinistro sarà adibito alla mira; per quanto nelle prime fasi questo nuovo sistema sembri farraginoso, dopo pochi minuti si riescono a padroneggiare ancora meglio le proprie abilità da tiratore (impostazione comunque sempre modificabile).

Come ogni buon FPS che si rispetti (anche se ormai sembra essere un uso abbastanza comune anche dove non richiesto), Killzone: Shadow Fall offre un comparto multigiocatore online abbastanza ragionato e completo. Le tre classi presenti (Assalto, Supporto e Ricognizione) sono infatti completamente personalizzabili e in grado di ritagliarsi uno spazio durante la maggior parte delle partite, grazie soprattutto alle abilità uniche che queste possiedono. La possibilità di rianimare, di installare un punto di rigenerazione o di creare un nano scudo fanno confluire immediatamente la scelta che Guerrilla Games ha voluto attuare per l’online: il gioco di squadra. Non si dovrà infatti agire egoisticamente in quanto i punti ottenuti dalle sopracitate skill appagano tanto quanto un’uccisione, permettendo al contempo di completare un lunghissimo elenco di sfide, atte allo sblocco di accessori per le armi, al potenziamento delle abilità individuali ed all’aumento di livello del personaggio. Le modalità di gioco sono pressochè identiche ai capitoli precedenti: troviamo infatti: Team Deathmatch, Distruggi o Difendi, Controlla i settori e Warzone (la modalità completamente modificabile in grado di contenere più partite in una sola, come una specie di playlist). Purtroppo è da rilevare il fatto che il comparto multiplayer cede il passo alla concorrenza (anche old gen) a causa di crucci che lo attanagliano; le dieci mappe presenti sono progettate in modo da creare spazi troppo stretti e chiusi, condensando la vita media di un giocatore sui 20 secondi netti e scacciando brutalmente la voglia di permanere in questa modalità.

Killzone: Shadow Fall ha superato il test d’ammissione alla next-gen (o meglio, current-gen) in maniera più che buona; la campagna dalla trama più coinvolgente e profonda con sprazzi cinematografici degni da oscar, riesce ad impegnare per 8-9 ore senza mai annoiare. In aggiunta annovera un comparto tecnico di prim’ordine, in grado di ammaliare per la realizzazione e la cura che Guerrilla Games ha voluto investire per ogni texture del gioco, confezionano un pacchetto veramente succulento. Le uniche note stonate sono appunto delle musiche un po’ troppo “techno”, un doppiaggio italiano a tratti traballante ed un comparto multigiocatore che si lascia giocare, ma che non crea assolutamente dipendenza agli appassionati della sfida online. Ciononostante, il team olandese ha centrato il bersaglio anche stavolta, spremendo buona parte della potenza di Playstation 4; vivamente consigliato a tutti gli amanti del genere FPS e, al contempo, a chi volesse saggiare la bontà di un titolo in esclusiva che non ha paura di mostrare gli artigli per emergere dalla massa dei titoli concorrenti. Tremate nuovamente, le legioni Helghast son tornate veramente.
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- Comparto tecnico strabiliante
- Trama più interessante
- Libertà di approccio alle situazioni incomparabile
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- Comparto sonoro e doppiaggio altalenanti
- Online privo di mordente
- Troppi collezionabili da recuperare
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