Grafica vs. Gameplay, cos’è più importante?

Avete presente quegli argomenti che si propagano nei forum nei secoli dei secoli? Le ragazze non sono interessate ai videogiochi, gli sparatutto sono per gente stupida… Argomenti che si leggono praticamente da quando i videogiocatori si sono riuniti in gruppi. Ma l’argomento cardine di tutte le discussioni nei forum è: “è più importante la grafica o la superiorità del gameplay?” Ogni gioco necessita della miglior qualità durante la produzione, ma molte persone si lamentano del fatto che l’estetica sia favorita nella produzione a scapito della giocabilità, che era molto più importante nel passato.

Con il passaggio alla nuova generazione, è giunto il momento di ricalibrare le parti. E’ inutile tirare in ballo i giochi per Sega, perché si parla di circa due decenni fa, quando le cut scene erano quasi indistinguibili dal gioco stesso. Le macchine si sono evolute, e anche le discussioni dovrebbero. Ma cos’è più importante, la grafica o il gameplay? Scopriamolo insieme.

La grafica è importante – Deal with it

Fin dalle prime rappresentazioni su Atari, i giochi hanno iniziato ad evolversi. E’ più facile capire come far funzionare qualcosa quando le forme non sono tutte uguali e i disegni sono auto-esplicativi. Un quadrato è un quadrato, ma una barca modellata non è un gigante animato. Ci sono sempre dei limiti della tecnologia, ma meno ostacoli vuol dire meno problemi.

Ma più che come effetto facilitatore, la grafica e, quindi, il piacere di osservare, è importante per mitigare il giocatore nell’illusione di un’apparenza di qualità. Siate certi che con immagini povere non avremmo avuto Uncharted, Tomb Raider, Crysis e molti altri capolavori. Gli sparatutto servono per uccidere gente, Lara è stata indaffarata per decenni: alcune cose hanno avuto un cambiamento catartico nel tempo.

I titoli con budget ridotti e, quindi, al di sotto delle aspettative, vengono inevitabilmente confrontati con altri titoli e posizionati al di sotto di essi, indipendentemente dal fatto che il contenuto sia migliore. Allo stesso modo, un titolo legato ad un franchise raramente è messo sotto a prodotti simili.

“Venere è uno strumento potente, proprio come molti sguardi accattivanti, non a causa della loro personalità immateriale”.

Il Gameplay è un Re debole 

C’è sempre un qualità senza tempo, il gameplay, applicato ai giochi che ruotano intorno alla componente d’azione. Un presunto buon gioco è solitamente misurato in base alla capacità di intrattenimento del videogiocatore. Eppure sono in pochi quelli a soggiornare in questo regno classico, perché il meccanismo di gioco è sempre più paragonato ad altri aspetti, come la grafica. Le idee diventano più complesse, semplici premi, (come i trofei e gli obiettivi), vengono rilasciati ai videogiocatori per stimolarli. Ciò che prima era l’apice di un gioco, adesso si presenta molto basilare, come una bicicletta di legno paragonata ad una macchina nuova.

Inoltre, il termine gameplay racchiude diversi sottoinsiemi che ne fanno un sistema fragile nel suo complesso. I controlli devono essere reattivi, i movimenti devono essere in perfetta sintonia, il level design deve riflettere bene i suoi obiettivi. Il contenuto deve mantenere il suo fascino, perché senza il desiderio di progredire, non può esistere il gioco. Solo quando questo ritornerà a livelli massimo, allora ci sarà competizione.

Dimentica tutto, l’innovazione è il tuo nuovo signore

Nel momento in cui la presentazione e l’azione hanno ugualmente attributi positivi e negativi, allora ci sarà un confronto. Ciò che distingue entrambi è la novità. L’innovazione definisce la forma del settore. Proprio come nella storia dell’arte, quando uno stile è pronto a morire, una rivoluzione viene fuori.

Questo esempio è riportato alla lettera con la grafica, in quanto alcune produzioni superiori si stanno avvicinando sempre di più alla realtà visiva. Trovare nuovi metodi per gestire la percezione è un modo sicuro di restare non indifferente. E questo vuol dire raggiungere design precedentemente irraggiungibili, aggiungendo una nuova dimensione o lavorare su illusioni. Tuttavia i giochi sono ancora legati alla fantasia del creatore. E questo non è cambiato dai tempi di Atari.

Per il gameplay, sono stati trovati nuovi trucchi per separare alcuni giochi dai generi stabiliti dal mercato. Questo è più evidente nel genere indie, che non ha mezzi per produrre capolavori. Il loro vantaggio è la tecnica di scoprire qualcosa di nuovo o addirittura di rompere ciò che è convenzionale. Questo tipo di approccio è rischioso ed è evitato dalle grandi aziende, che sono indirizzate verso una rivoluzione annunciata, ovvero la fissazione di un nuovo standard che coinvolge tutti i tipi di videogiocatore.

Aspetta, chi vince?

Per il momento possiamo concludere che non vi è un vincitore, semplicemente per il fatto che nessuno dei due dovrebbe essere decisamente superiore. Si crea un sacco di confusione nei dibattiti soprattutto per il fatto che si scontrano opinioni estreme molto divergenti che non raggiungono un punto in comune. Ed è per questo che la ragione è nel mezzo. Tuttavia, guardando un’altra prospettiva, quando la grafica avrà raggiunto il suo picco, non si potrà dire lo stesso per il gameplay. Ed è allora che tutti i punti di vista si riuniranno in un unico topic.

Non gioite troppo però, stilando una statistica dovremmo parlare di un 60/40 % più che di un pareggio. Entrambi dipendono l’uno dall’altro per produrre risultati. Quando i giochi saranno risaltati soltanto dai contenuti, a causa delle limitazioni raggiunte, allora i dure inizieranno ad avere una relazione simbiotica.

Il che, in sostanza, è un bene.

News scritta da Christi90

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