Dead or Alive 5: Last Round
Il verdetto di CoPlaNet
Voto, punti di forza e informazioni essenziali
Pro
- Quasi tutti i contenuti inclusi
- Il roster più corposo visto sinora
- Multiplayer online stabile
Contro
- Poco adatto a chi ha già spremuto Ultimate
Revisione ultima del celebre picchiaduro Tecmo Koei
Dopo esser stato rivisto e corretto già negli anni appena passati, Dead or Alive 5 ritorna alla carica con la sua ennesima versione sbarcando finalmente anche su PS4, ONE e su PC (a partire da fine marzo). Last Round, questo il nome della revisione ultima che i ragazzi di Tecmo Koei hanno dato al loro “nuovo” picchiaduro, vuole proporsi come titolo di spicco per la generazione attuale, al momento povera di giochi legati al fighting game, e lo fa includendo in maniera massiccia gran parte dei contenuti rilasciati finora per le precedenti versioni. Come prevedibile dal nome che si trascina, non siamo di fronte ad un nuovo capitolo ma bensì ad una sorta di remaster di DoA5 ribilanciato e rifinito sotto alcuni aspetti. Che questo modus operandi non sia nuovo agli appassionati di picchiaduro è ormai una certezza e non fa scalpore, ma la domanda forse più evidente è quella che riguarda la validità in sé di un titolo che si ripropone per la quarta volta dalla sua uscita (considerando tutte le versioni riviste). In tempi di crisi saper come spendere i propri danari è sempre un bene e tutto sommato si, Last Round può essere un buon espediente per investire i propri risparmi in ore e ore di sane mazzate. Vediamo il perché.

Le novità di Last Round più rilevanti, a primo impatto, sono l’inserimento di due nuovi personaggi che vanno ad inserirsi nel roster più ampio di sempre per un capitolo DoA e le due nuove arene. Raidou non è propriamente un nuovo combattente, in quanto personaggio già conosciuto nel primo capitolo come boss e qui in veste di semi-cyborg, mentre la giovane Honoka risulta essere un personaggio inedito ma caratterizzato da uno stile di combattimento che prende di peso mosse e combo dai vari personaggi già conosciuti in Dead or Alive. Due lottatori diametralmente opposti: da un lato la potenza bruta di Raidou si contrappone alla velocità di Honoka, così come le combo più brevi e intense del primo si diversificano dalla duttilità della seconda, passando da uno stile all’altro in men che non si dica. A primo acchito Honoka è sembrato essere il personaggio più interessante da usare per via di queste caratteristiche ma anche il più semplice da padroneggiare. Raidou con molta probabilità è il personaggio su cui i pro gamer punteranno a macinare ore nel dojo per imparare al meglio le peculiarità e sfruttarle in combattimento. Per quanto riguarda le nuove arene invece parliamo di arene già viste ma rivisitate: Danger Zone si presenta come uno scenario in cui è possibile scagliare l’avversario innumerevoli volte al piano inferiore, mentre The Crimson è presa di sana pianta dal secondo capitolo di DoA e pompata a dovere per far risaltare le peculiarità delle nuove console.

A seguire le principali evidenze appena citate, Last Round impacchetta e schiaffa al giocatore buona parte della gran quantità dei DLC rilasciati in passato, inclusi una valanga di costumi e personaggi come Phase 4, Marie Rose e Nyotengu, componendo quindi un roster composto da 34 personaggi (inclusi i cross over con Virtua Fighter) personalizzabili con più di 300 abiti e modifiche correlate, alcuni dei quali saranno però contenuti scaricabili a pagamento. Le modalità di gioco sono rimaste pressoché le stesse delle precedenti revisioni: storia (che onestamente lascia un po’ il tempo che trova per chi ha giocato fino alla morte DoA5), arcade, sopravvivenze, scontri a tempo e a squadre, oltre agli esaustivi tutorial e allenamenti combo utili per perfezionare le proprio tecniche e andare a mietere vittime online, che rappresenta il cuore pulsante di ogni picchiaduro.
A proposito del comparto online, la versione da noi testata è quella per PS4 e bisogna dire che l’esperienza si è rivelata gratificante. Considerato che i test sono stati fatti prima dell’uscita europea è logico aver trovato i server relativamente vuoti e composti prevalentemente da giocatori americani, ma nonostante ciò non si sono verificati problemi relativi al matchmaking e di lag, garantendo un gioco fluido e privo di problemi. Discorso diverso invece a quanto pare per One, che proprio in queste ore sembra esser stata soggetta a problemi rilevanti e che minano l’esperienza (gli sviluppatori sono comunque al lavoro per risolvere la questione). A questo punto, almeno per quanto riguarda la nostra prova, ci siamo sentiti soddisfatti ma ulteriori precisazioni verranno fatte, in caso, nei prossimi giorni a seguito di nuovi test in vista anche del rilascio del titolo nel resto del mondo.

Attualmente Last Round si presenta sulle console next-gen senza grossi rivali, forte di 60 frame stabili e con una risoluzione nativa a 1080p, regalando una vera gioia per gli occhi. I personaggi risultano ancor più belli e dettagliati, con sudore visibile durante gli scontri oltre che agli evidenti segni delle mazzate subite. Inoltre, come successo per le precedenti versioni, il sistema di combattimento è stato ribilanciato non distaccandosi delle comunque le solide basi che lo reggono, quel triangle system che richiede il giusto allenamento per essere domato a dovere. Con le giuste conoscenze qualsiasi avversario può essere sconfitto e allo stesso modo è facile rischiare di perdere malamente, sia online che contro la buonissima IA, contro chiunque se non si conosce fermamente il sistema di attacchi, proiezioni e prese. Sotto questo punto di vista nulla di nuovo sotto il sole quindi.

Giunti a questo punto quindi è lecito chiedersi se il pacchetto vale il prezzo (ridotto) con il quale si propone al pubblico. Il verdetto generale è di quelli positivi, e per lo meno su PS4 e One si rivela essere un ottimo picchiaduro, pompato di vari DLC e migliorie in confronto ai precedenti capitoli. Se l’ultimo capitolo che avete giocato è DoA5 in versione base, o se non avete mai giocato a uno di questi titoli, allora Last Round è un valido acquisto, sia per il fronte contenuti che per il gioco online, il quale sembra essere davvero migliorato e privo di problemi, per quanto ci è stato possibile testare finora. Chi invece è reduce da DoA5 Ultimate potrebbe invece non essere particolarmente incentivato all’acquisto, vista la poca differenza che lo separa da questa “remaster”. Last Round è sicuramente un valido scacciapensieri in grado di far passare molte ore ad allenarsi in vista di un nuovo capitolo, consigliato a chi piace picchiare come se non ci fosse un domani regalando ai propri occhi momenti di gioia, ma anche a chi vuole avvicinarsi a questa serie nella maniera più completa possibile visto il pacchetto offerto.
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