Mad Max
Il verdetto di CoPlaNet
Voto, punti di forza e informazioni essenziali
Pro
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Contro
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Se c’è un film che ha fatto parecchio rumore nell’ultimo anno tra la mia cerchia di amici internazionali, questo è senza dubbio Mad Max. Ben prima di vederlo (nell’ultima settimana di proiezione), mi era già chiaro come il film fosse una lunga sequenza di azione, eseguita principalmente con attori in carne ed ossa ed esplosioni reali, senza il kg di computer grafica dei quali i nostri tempi abbondano. E nonostante forse gli eccessivi complimenti dei miei amici potrebbero avermi mandato al cinema con aspettative troppo alte (da aggiungere che fossi uno dei pochi a non conoscere Mad Max prima dell’uscita di questo film), indubbiamente il film è stato un chiaro esempio di come una pellicola d’azione andrebbe girata. Saltiamo temporalmente di qualche mese e abbiamo un titolo che porta lo stesso nome… Coincidenze? Marketing? Batman? Tutte e nessuna. (non la prima no, era ovviamente voluto che uscissero a distanza ravvicinata).
Shadow of Mad Max non è esattamente una trasposizione in chiave videoludica dell’omonimo film di… come? Ho sbagliato il titolo? Siete proprio sicurissimi? Perché le somiglianze tra il titolo qui recensito e la gran sorpresa dell’anno scorso, Shadow of Mordor, sono veramente tante. Che anche quest’ultimo poi prendesse a mani basse da altri titoli (Baaaaatmaaaaaaaan) era ovvio, ma il modo in cui combinava gli elementi in una sorta di Assassin’s Creed nella Terra di Mezzo era abbastanza da renderlo un genere a se. Anche Mad Max, seppur ispirato al (ai) film racconta una storia diversa, ambientata nello stesso universo, con gli stessi personaggi, ma senza imporsi troppi limiti alla fantasia, quelli che di solito sono abbastanza evidenti a chi scrive ispirandosi a materiale già esistente.
Il Max qui presente è ancora una volta un uomo perseguitato dai suoi demoni, un uomo che cerca pace in un mondo senza regole, dove non si sopravvive senza acqua e benzina, un mondo dove le scelta è sempre tra combattere e morire. E muoversi, muoversi costantemente alla ricerca di risorse.
Il gran bastardo di turno prenderà il nome di Scabius Scrotus, un terribile signore della guerra in possesso di truppe e mezzi in grado di mettervi costantemente i bastoni fra le ruote. E per arrivare a lui vi toccherà avanzare e distruggere a poco a poco il suo territorio, zona per zona, cibandovi di cibo per cani e perfino vermi per recuperare le vostre energie. Ma se la motivazione è la sopravvivenza, non c’è allora scusa che tenga.
Il pilastro portante di Mad Max è l’esplorazione del suo mondo post-apocalittico, a piedi o a bordo della vostra mostruosa Magnus Opus, che da semplice mezzo di trasporto si trasformerà col progredire del gioco in una bestia in grado di fare stragi di scagnozzi di Scrotus. E con l’esperienza dei programmatori di Just Cause è logico aspettarsi che queste sessioni in movimento siano di egregia fattura, dove le auto si manovrano in modo liscio ma con un peso soddisfacente, che aggiunge un briciolo di realismo a ciò che altrimenti sarebbe puramente arcade. Max potrà speronare le auto avversarie, farle schiantare, o in alternativa servirsi del suo fucile o di un arpione per sparare a serbatoi o staccare parti delle protezioni nemiche. Se quello che vi è piaciuto dei film sono le nubi infuocate ad accompagnare distruttivi inseguimenti, ne troverete in abbondanza.
Le sezioni di azione a piedi saranno ugualmente soddisfacenti, dove vista la scarsità di armi e munizioni, il focus sarà principalmente sul combattimento corpo a corpo. Ed è qui che riconosceremo un certo stile di gioco basato su colpi corpo a corpo, contrattacchi e parate, dove il successo sarà dato dal tempismo in grado di far salire il contatore delle combo per farvi entrare in modalità furia e scatenare attacchi distruttivi. Nulla di già visto, ma è una formula che funziona e che rende i combattimenti sempre interessanti e mai monotoni o frustranti, mantenendo la tensione costantemente alta.
Come detto prima, in Mad Max è l’esplorazione a farla da padrone, e spenderete indubbiamente un sacco di tempo alla ricerca di parti da utilizzare per migliorare il vostro equipaggiamento e la Magnum Opus, parti da utilizzare per ottenere bene preziosi (acqua, cibo, benzina e così via). Il mondo sarà pieno di avamposti nemici, baracche ed edifici abbandonati da esplorare, facendovi largo a suon di botte più o meno grosse, per poter poi godere del ricco bottino che nascondono.
Ovviamente il gioco lega queste sezioni grazie a missioni e a sottomissioni, che vanno dal semplice conquistare un campo nemico a corse mozzafiato e inseguimenti di convogli. Nulla di eccessivamente unico o nuovo, ma comunque in grado di darvi sempre qualcosa da fare, con una mappa sempre piena di icone, come nel più classico degli Assassin’s Creed. Per proseguire in alcune di queste però sarà necessario avere alcuni potenziamenti e per ottenerli avrete bisogno di far alzare la reputazione di Max, non offrendovi nessuna vera alternativa se non il fare i vostri compiti a casa e tornare quando sarete preparati. E questo si rivela purtroppo essere anche il maggior difetto di Mad Max (e di molti free roaming in generale), dove alla frenesia delle missioni della storia si accompagnerà una certa monotonia nelle missioni secondarie.
Il dover giocare forzatamente alcune missioni secondarie per potenziare Max e la Magnum Opus è un difetto per chi è abituato a soffermarsi solo sulla storia, giocando i giochi velocemente senza dedicarsi al completamento totale, mentre per chi è abituato a spolparsi i giochi sarà forse differente solo nel non aver libertà di decidere dove concentrarsi per alcune sezioni, non intaccando minimamente la godibilità finale. Seppure il tutto visto globalmente possa risultare monotono, le sezioni prese singolarmente sono tutte di elevata fattura e questo difetto è alla fine un difetto di genere più che di titolo. Se avete odiato tutti i free roaming fino ad ora usciti per questo motivo, non sarà Mad Max a farvi cambiare idea.
Tecnicamente il gioco si presenta bene, offrendo una buona grafica intaccata solo da qualche calo di framerate nelle sezioni più concitate. La curva di difficoltà che accompagna il gioco è morbida abbastanza da accompagnare i giocatori e renderli in grado di affrontare le sfide più dure preparati, senza però mai diventare troppo facile. Ottima la colonna sonora e il doppiaggio, in grado senza dubbio di appagare coloro che hanno le stesse aspettative tra film e gioco.
Mad Max risente, come molti giochi del genere, del suo fare troppo affidamento sulle attività opzionali per allungare un po’ il brodo, ma questo non può assolutamente cancellare quanto il gioco riesca a catturare perfettamente lo spirito dei film con lo stesso titolo. Per quanto una formula forse un po’ abusata con molti (o troppi) richiami a giochi come Shadow of Mordor possa cominciare a essere stantia, la qualità finale è indubbia e sarebbe un peccato lasciarselo scappare se amanti del genere/film. L’unica critica che forse viene naturale fare è il tempismo che vede il gioco uscire mesi dopo l’ispirazione cinematografica e nello stesso giorno di un titolo enorme e che non può avere rivali come Metal Gear Solid V, ma questo non può inficiare in alcun modo un risultato finale che, se non eccellente, è indubbiamente molto buono.
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