Metal Gear Solid V: The Phantom Pain
Il verdetto di CoPlaNet
Voto, punti di forza e informazioni essenziali
Pro
- Miglioramenti nel combat e nell’approccio alle missioni…
- Scenari avvincenti e storia colma di colpi di scena
- Bellissima gestione e sviluppo della Mother Base
- Longevità a livello stellare
Contro
- … anche se troppo spesso lo stealth è quello da preferire
- Missioni secondarie a volte un po’ ripetitive
- La lettura della scritta The End
Ci eravamo lasciati cosi, con Big Boss seduto sulla sua stessa tomba a spiegare al proprio figlio le ragioni delle sue azioni, con un sigaro in bocca e con quella frase ad effetto dai molteplici significati che ci ha fatto frignare come dei dodicenni davanti ad Alessia Merz. Da quel 12 Giugno 2008 sono passati 7 anni, 2 mesi e 20 giorni, 2637 giorni, 3.797.280 minuti, 227.836.800 secondi. E noi, per tutto questo tempo, abbiamo sofferto. Si, perché il mondo ha bisogno di uno Snake e pensare che fosse finita cosi ci ha lasciato nello sconforto più totale. L’1 Settembre 2015 sarà per noi una data storica, quella che sancisce l’uscita mondiale dell’ultimo Metal Gear Solid, probabilmente anche l’ultimo della serie principale. Nei panni di Big Boss, ci ritroveremo proiettati ben 9 anni dopo gli avvenimenti del Prologo di Ground Zeroes. Le note di The Man Who Sold The World potrebbero causare in alcuni soggetti variegati turbamenti carnali e libidinosi, ma tranquilli, non vi giudicheremo per questo. Il nostro protagonista è visibilmente provato dall’ultima esperienza, che gli ha lasciato sul corpo dei segni visibili e che probabilmente lo segneranno per sempre. Ricoverati in un ospedale di Cipro, al vostro risveglio vi sarà un attacco da parte di una cellula anti-terroristica, XOF, con l’intento di farvi fuori. Sarà soltanto grazie al pronto intervento di tale Ismahel, prima, e di Ocelot, poi, che riuscirete a salvare la pelle e a farvi capo di una crociata che vi porterà ad affrontare l’eterno rivale di Snake.

Pronti via ci ritroveremo in quello che è una sorta di prologo, la fuga dall’ospedale e il salvataggio da parte di Ocelot, come detto in precedenza. Sarà l’Afghanistan il nostro campo di battaglia. Una mappa molto estesa ci permetterà di compiere le nostre missioni e, all’occorrenza, ritornare alla Mother Base. La maggior parte della gestione del gioco sarà attraverso un dispositivo, l’iDroid, da cui potrete visualizzare la mappa, selezionare le missioni da compiere, richiedere l’intervento di supporti, o farvi riscuotere al termine di un’operazione. La formula del gioco è una sorta di open-world, seppur limitato da alcuni dettagli che vi costringeranno di ritornare alla MB, come, ad esempio, la cura delle ferite o la limitata disponibilità dei dispositivi Fulton, che vi permetteranno di reclutare nuovi soldati. Seppur il gioco possa essere affrontato in modo tale da giungere diritti alla meta, si rivelerà estremamente importante e facilitante completare le missioni secondarie. Inoltre sarà molto importante sviluppare la Mother Base e il vostro esercito per avere sempre le migliori risorse a disposizione, oltre che per godersi a pieno quello che probabilmente è il Metal Gear Solid a livello gestionale più laborioso ed accurato. Quello che lascia sbalorditi è la possibilità di compiere azioni fuori dalla normale logica del gioco, come quella di conquistare avamposti strategici o infiltrarsi per sottrarre informazioni al nemico.
![] Metal Gear Solid V: The Phantom Pain](https://www.coplanet.it/wp-content/uploads/2015/09/Screenshot-Original.png)
Durante la nostra avventura saremo affiancati dall’insostituibile destriero D-Horse, ma non mancheranno futuri sviluppi e supporti molto interessanti. Certo, le missioni opzionali in alcuni frangenti potrebbero risultare ripetitive, sia per location che per modalità di missione, ma il compimento di alcune di queste si rivelerà davvero necessario. La gestione degli oggetti è rimasta quella classica e fondamentalmente immutata, seppur migliorata in qualche piccolo aspetto, cosi come il classico combattimento CQC. Le animazioni sono davvero di fattura notevole, cosi come i movimenti dei personaggi e la varietà di azioni da eseguire, sia in singolo che durante gli interrogatori. La gestione dei personaggi anche si rivela davvero efficace. In base alle vostre azioni, questi acquisteranno più o meno delle abilità che li porteranno ad essere i soldati perfetti. Carina l’introduzione dell’azione riflesso, che in caso di scoperta da parte di un nemico vi permetterà di neutralizzarlo nell’arco di pochi secondi, a discapito, però, del vostro eroismo e del ranking della missione.
![] Metal Gear Solid V: The Phantom Pain](https://www.coplanet.it/wp-content/uploads/2015/09/Screenshot-Original-1.png)
Probabilmente buona parte della IA non è ancora al top, ma molte missioni è meglio non prenderle sottogamba, anche in virtù del fatto che i soldati si adatteranno molto al vostro stile di combattimento. I paesaggi sono davvero ben studiati e qualsiasi oggetto vi si integra alla perfezione. Bellissimi anche i cambiamenti climatici e di luce e la possibilità di sfruttare questi a proprio vantaggio per il compimento delle missioni. Sono davvero poche le texture poligonali che si possono ritrovare sparse per tutto il gioco, così come sono davvero pochi i bug presenti. L’unico rilevante lo si ha nell’interazione del cavallo con l’ambiente durante le cavalcate, ma, si sa, è un problema comune a diversi titoli e comunque non è di certo un fattore penalizzante. La colonna sonora, come sempre, è ineccepibile e si integra perfettamente con l’ambiente di gioco.

Ci ritroviamo sicuramente difronte non al classico Metal Gear Solid. Tuttavia, The Phantom Pain riesce a modo suo a conquistare. Probabilmente a livello narrativo non si è raggiunto il picco del quarto capitolo o comunque precedenti, ma sicuramente l’estrema longevità del gioco e la complessità delle azioni da portare a termine, fanno sì che la storia passi quasi in secondo piano per concentrarsi anima e cuore a quello che è il fulcro del gioco, ovvero il compimento delle missioni secondarie e lo sviluppo della Mother Base. Tuttavia non mancheranno retroscena ad effetto che vi faranno ammirare per l’ennesima, e speriamo non ultima, volta il genio di Hideo Kojima. Capolavori del genere con firme di un certo spessore non vengono spesso giù dal cielo ed è imperdonabile mancare un titolo del genere.

