Trollhunters, Guillermo Del Toro tra fantasy e horror

Frutto delle menti geniali di Guillermo del Toro, il pluripremiato regista, sceneggiatore e produttore cinematografico di film come Hellboy e Pacific Rim, nonché scrittore di successo con la serie horror La progenie, e di Daniel Kraus, scrittore, editor e regista con all’attivo diversi film e documentari per il cinema, Trollhunters in uscita il 27 Ottobre 2015 è il romanzo per ragazzi più importante del secondo semestre di De Agostini.

 

Inquietante come Stand by me, avventuroso come Percy Jackson e gli Dei dell’Olimpo e immaginifico come Le Cronache di Narnia, Trollhunters racconta l’incredibile storia di due fratelli, Jim e Jack Sturges e del mistero che ha sconvolto le loro vite.

 

Tutto comincia in un caldo e lungo pomeriggio d’estate nella città di San Bernardino, in California, quando, mentre il sole volge al tramonto, i due fratelli si stanno inseguendo in bicicletta sfruttando le ultime ore di luce. Si stanno divertendo a giocare con le loro pistole di plastica e nulla sembra poterli turbare. Ad un tratto Jim, il più piccolo dei due, vede Jack entrare nell’ombra di un ponte, scomparendo dalla sua visuale. Impaurito Jim si avvicina provando a capire quello che sta succedendo, ma qualcosa di incredibilmente drammatico sta per accadere: una tetra figura si stacca dalla parete e inghiottisce il fratello, gettando nel panico il ragazzo che fugge spaventato. Da quel pomeriggio Jim perde ogni contatto con Jack.

 

Quel terribile incubo perseguita Jim per molto tempo fino a quando, diversi anni dopo, è proprio suo figlio Jim Jr. a decidere di indagare sul mistero che si nasconde dietro alla scomparsa dello zio Jack. Riuscirà Jim Jr. a capire cosa è veramente successo? E, soprattutto, sarà vero che sono i troll, creature orribili e affamate di esseri umani, gli unici responsabili della scomparsa dello zio e di molti altri bambini?

 

Trollhunters racconta una storia da brivido firmata dal maestro dell’horror e del fantasy, una storia che sta già ottenendo uno strepitoso riscontro in tutto il mondo.

I diritti sono stati venduti in ben 14 paesi tra cui Spagna, Germania, Brasile e Cina, mentre Dreamworks ha opzionato il romanzo per trarne una serie televisiva che si propone di replicare e superare il successo ottenuto da FX Production con The Strain, la serie TV tratta dalla saga horror Nocturna in onda dallo scorso febbraio anche in Italia sul canale televisivo FOX.

 

 

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Trollhunters

Testi di copertina

 

Dal maestro dell’horror e del fantasy Guillermo del Toro, un romanzo che vi lascerà senza fiato.

 

È un sonnolento pomeriggio di fine estate a San Bernardino. Il sole è quasi tramontato, e i fratelli Sturges pedalano veloci mentre si inseguono con le loro pistole di plastica. Poi Jim, il più piccolo dei due, vede Jack entrare nell’ombra di un ponte. Non è un bello scherzo, pensa Jim mentre prova a raggiungere il fratello e si lascia inghiottire dalle tenebre. All’improvviso, però, qualcosa si muove: una creatura più nera dell’ombra si stacca dalla parete… Jim fugge, ma è da solo. A partire da quel pomeriggio, di Jack non saprà più nulla.

Molti anni dopo, toccherà al giovane Jim Jr., il figlio dell’unico sopravvissuto dei fratelli Sturges, il compito di trovare una risposta. Cosa è successo a zio Jack, quel pomeriggio d’estate? E, soprattutto, è vero quello che si dice in città? Che furono i troll – creature orrende e affamate di esseri umani – a rapire Jack e insieme a lui molti, moltissimi altri bambini?

Una storia che mette i brividi a firma di Guillermo Del Toro, maestro dell’horror e del fantasy. Un romanzo indimenticabile che vi divorerà.

 

 

Biografia autori

Guillermo del Toro è un pluripremiato regista, sceneggiatore e produttore cinematografico. Ha al suo attivo film di successo come Il labirinto del fauno, Hellboy, Lo Hobbit e Pacific Rim. Qualche anno fa, ha esordito anche nel ruolo di scrittore con la serie horror La progenie pubblicata in Italia da Mondadori.

 

DANIEL KRAUS è scrittore, editor e regista. Collabora con numerose riviste, ha diretto e prodotto film e documentari per il cinema. Il suo romanzo d’esordio è L’estate del coprifuoco, pubblicato in Italia da Einaudi.

 

Quarta di copertina

 

Jim strizzò gli occhi in direzione del sole. Riusciva a vedere Jack pedalare così veloce che gli uccelli volavano via al suo passaggio. Ancora pochi secondi e sarebbe passato sotto il ponte di Holland Transit, un monolite di cemento e acciaio. Un paio di automobili lo stavano attraversando, lassù, ma sotto c’erano ombre così profonde e scure che facevano male agli occhi.

Si alzò sui pedali e spinse con tutte le sue forze.

Quando alzò di nuovo lo sguardo, Jack non c’era più.

 

 

 

Fa’ attenzione alle ombre in cui ti addentri.

Una di loro potrebbe avere fame.

 

Una grande avventura nel fantastico

firmata da Guillermo del Toro.

 

Prendendo le mosse dagli elementi tradizionali della fiaba e del folklore, e dal classico canovaccio del ragazzino tormentato dal bulletto della scuola, il romanzo li rielabora e li condisce con molto humour, dialoghi esilaranti, scene d’azione efficaci. Un’avventura mozzafiato, in cui la violenza non è mai eccessiva e non ci sono scene davvero cruente (la macchina tritabambini è più buffa che spaventosa); è adatta quindi per un target middle grade benché il protagonista sia quindicenne, ma riuscirà a non annoiare i lettori più grandicelli.

I personaggi minori – dalla nonna di Tub al direttore del museo – sono molto ben sviluppati, quasi meglio dei protagonisti. I due troll hanno una personalità spiccata e sono co-protagonisti a pieno titolo. Claire è un personaggio femminile forte e capace, che insieme alla femmina di troll riequilibra i rapporti tra i generi nell’economia del romanzo, rendendolo appetibile anche alle lettrici.

L’alternanza delle due ambientazioni – il nostro mondo e quello dei troll, che nel finale si mescolano – tiene costantemente alto il ritmo della narrazione, senza cadute né lungaggini. Gli indispensabili inserti di esposizione sulla storia e la mitologia dei troll si fondono bene con l’intreccio e non lo rallentano.

La storia è narrata in prima persona al passato, dal punto di vista di Jim Jr. (tranne il prologo, in terza persona dal punto di vista di Jim Sr.)

 

Sinossi

1969, San Bernardino, California. Da un anno è in corso “l’epidemia dei cartoni del latte”: sono misteriosamente scomparsi quasi duecento bambini e ragazzi. L’ultimo a sparire è Jack, tredici anni, sotto gli occhi di suo fratello Jim.

Oggi Jim è adulto, ma quel trauma infantile – gli era sembrato di vedere un enorme mostro che trascinava via Jack – ha lasciato ferite profonde: ora vive nel terrore perenne che accada qualcosa a suo figlio Jim Jr, quindici anni. Padre e figlio vivono in una casa protetta da complessi sistemi d’allarme, con dieci chiavistelli sulla porta e un altarino alla memoria di Jack sulla mensola del caminetto. La madre se n’è andata perché non sopportava più la paranoia del marito.

Per il resto, la vita di Jim Jr. è fin troppo normale: a scuola lui e il suo migliore amico Tub sono tormentati dal bulletto di turno, il campione di football Steve, e Jim è innamorato di una compagna di classe, la scozzese Claire. Un giorno, Jim inizia a vedere strane apparizioni, che gli sembrano mostri, ma decide di non dire niente a Tub perché ha paura di aver ereditato la pazzia del padre.

Una sera, però, uno dei mostri spunta da sotto il letto di Jim e lo trascina via. Jim si risveglia nella città dei Troll, in compagnia di un uomo vestito da cavaliere medievale con un’armatura di fortuna, fatta con pezzi di giocattoli. Sono stati loro, il cavaliere e i due troll che sono con lui, a rapire lo zio Jack tanti anni fa. Jim vorrebbe scoprire di più, ma quando spunta l’alba si ritrova nel suo letto. (I troll non possono esporsi alla luce del giorno, altrimenti – come i vampiri – si tramutano in pietra.)

Jim racconta l’accaduto a Tub, che naturalmente non gli crede. Intanto, Jim partecipa alle audizioni per una rappresentazione di Romeo e Giulietta, e viene inaspettatamente scritturato nel ruolo di Romeo; Claire sarà Giulietta.

Vicino alla scuola sorge il museo di storia locale, che Jim e Tub usano come scorciatoia per fuggire da Steve. Scoprono che al museo sta per essere esposto l’antico ponte di Killaheed, arrivato in pezzi dalla Scozia. Jim ricorda di aver visto il ponte raffigurato in un murale nella città dei Troll.

Quella sera, Tub è costretto a ricredersi: resta a dormire a casa di Jim e in piena notte appaiono i due troll. Si tratta di un maschio di nome Blinky, che ha otto occhi ma è quasi cieco e parla come un libro stampato e con accento britannico, e una femmina di nome ARRRGH!!! (“Mi raccomando: tre R e tre punti esclamativi!”), gigantesca e coperta da una folta pelliccia. Jim può comunicare con i troll grazie a un medaglione regalatogli dal cavaliere, che traduce il loro linguaggio; Tub invece non capisce la lingua dei troll (ma i troll capiscono lui).

Il cavaliere si toglie la maschera: è lo zio Jack, ancora e per sempre tredicenne. Si scopre che la famiglia di Jim e Jack è un’antica stirpe di cacciatori di troll, e Jack è stato assoldato dai troll “buoni” (che non mangiano gli esseri umani) per dare la caccia al re dei troll cattivi, Gunmar il Nero, deciso a invadere il mondo e divorare tutti i bambini. È stato Gunmar a rapire e mangiare quei duecento bambini nel 1969, e ora sta per rimettersi all’opera: Jack ha bisogno di Jim per sconfiggerlo. Gunmar dev’essere ucciso entro quel venerdì, cioè prima che la costruzione del ponte di Killaheed sia completata. (I troll usano i ponti come portali per spostarsi tra il loro mondo e il nostro, e Killaheed era la dimora ancestrale di Gunmar).

Per Jim inizia una doppia vita: di giorno deve vedersela con i problemi di scuola (una probabile bocciatura in matematica, le prove di Romeo e Giulietta, i continui tormenti inflitti da Steve) e di notte viene addestrato a combattere i troll. I più pericolosi sono quelli che sostituiscono i neonati in culla con un cucciolo di troll travestito da bambino: crescendo, queste persone diventano banchieri senza scrupoli e politici corrotti, e sono responsabili di molti dei mali del mondo.

Quando la caverna di Jack viene distrutta dai nemici, Jim deve ospitare a casa sua il giovane zio-cavaliere e Blinky (Tub invece, che abita con la nonna, ospita ARRRGH!!!, che divora alcuni dei numerosi gatti di casa). Inevitabilmente a un certo punto il padre, Jim Sr., si ritrova davanti il fratello morto e ancora tredicenne, e com’è logico resta molto turbato. Tenta di convincere Jack a restare con lui, ma Jack gli dice che non può.

Intanto Jim Jr. fa amicizia con Claire, lei gli dà ripetizioni di matematica, si stanno innamorando… e poi Claire viene rapita dai troll cattivi. E non è l’unica: in città sono ricominciate le sparizioni di bambini. Jack, Jim, Blinky e ARRRGH!!! ingaggiano battaglia contro Gunmar per salvare Claire e gli altri ragazzi rapiti. Gunmar vive in una caverna con la Macchina, un enorme tritacarne con cui sminuzza le sue vittime. Jim e gli altri riescono per un pelo a sottrarre i bambini dagli ingranaggi della Macchina.

Ma in quell’istante al museo viene posata l’ultima pietra del ponte di Killaheed: Gunmar, Jim e gli altri si smaterializzano dalla caverna e appaiono non nel museo, ma lì accanto, sul campo di football della scuola, dove si sta svolgendo la finale di campionato alla presenza di tutta la cittadinanza. La battaglia prosegue sotto gli occhi attoniti della folla (mentre i bambini scomparsi ritrovano i genitori).

Gunmar viene sconfitto (anche grazie all’intervento dell’enorme motofalciatrice di Jim Sr. e alle doti da guerriera di Claire, che – si scopre – discende a sua volta da una stirpe scozzese di cacciatori di troll), ma nella battaglia resta uccisa ARRRGH!!! Steve rivela la sua vera natura, un troll scambiato nella culla, e si autodistrugge. Jim, Claire e Blinky sono pronti ad affrontare nuove battaglie.

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