The Count Lucanor

Nel bel mezzo di un'imperterrita crescita dell'eShop di Nintendo Switch, ecco arrivare anche un indie d'avventura che punta tutto su enigmi quasi da avventura grafica, ma con dungeon e sistema di movimento a tratti zeldiani. The Count Lucanor, distribuito da Merge Games e da poco disponibile al prezzo di 13,49€, è quindi una delle interessanti novità settimanali, anche perchè va a coprire un genere ancora poco presente su eShop.

Recensione

The Count Lucanor

6,5/10

Il verdetto di CoPlaNet

Voto, punti di forza e informazioni essenziali

Pro

  • Ottima atmosfera
  • Buoni enigmi

Contro

  • Protagonista spocchioso
  • E lentissimo
  • Durata molto breve
  • Prezzo leggermente alto
SviluppatoreBaroque Decay
PublisherMerge Games
Uscita19/10/2017

Mamma sgancia i soldi!

Nel bel mezzo di un’imperterrita crescita dell’eShop di Nintendo Switch, ecco arrivare anche un indie d’avventura che punta tutto su enigmi quasi da avventura grafica, ma con dungeon e sistema di movimento a tratti zeldiani. The Count Lucanor, distribuito da Merge Games e da poco disponibile al prezzo di 13,49€, è quindi una delle interessanti novità settimanali, anche perchè va a coprire un genere ancora poco presente su eShop.

Il primo impatto è leggermente spiazzante, più che altro perchè non è pronosticabile avere a che fare con un simile protagonista. Assumiamo i panni di Hans, un bambino, ma uno di quei sognatori in cerca di avventura, bensì di denaro. Sì, è il giorno del suo compleanno e la madre, povera e lasciata dal marito partito per la guerra, non ha alcun regalo per lui. Hans decide che è la goccia che fa traboccare il vaso e, spocchioso, decide di andarsene. La madre gli porge, anziché quattro sberle, gli ultimi avanzi di cibo e monete d’oro. Voi partirete così allo sbaraglio, nei panni di un protagonista che probabilmente non entrerà tra i vostri preferiti. E pazienza, facciamocene una ragione e andiamo avanti, camminiamo per quattro o cinque zone boscose ed ecco subito la svolta: dall’innocua luce del giorno si passa improvvisamente alle tenebre, il paesaggio cambia, diventa misterioso e colmo di orrori come capre che si ribellano al pastore e lo decapitano. Intenti a scappare incontrerete una sorta di folletto blu, che seguirete fino al suo castello. Si da il caso che questa creatura abbia il compito di trovare l’erede del Conte Lucanor e della sua fortuna monetaria. La prova che il giovane Hans deve affrontare è “semplicemente” indovinare il nome della creatura, raccogliendo tutte le lettere sparse nel castello.

Ecco il folletto di cui parlavo. Una volta raccolte le lettere sarà anche necessario capire l’ordine in cui posizionarle.

Il vostro compito è quindi quello di esplorare ogni stanza e corridoio del castello, che costituisce un unico dungeon pieno di enigmi da risolvere per ottenere i tasselli con le lettere che compongono il nome. Sostanzialmente passerete il tempo alla ricerca di chiavi per le stanze, anche grazie ad una serie di personaggi secondari che in cambio di alcuni oggetti o monete d’oro potranno darvi indizi o comunque altri oggetti utili ad avanzare con la raccolta delle lettere. Il castello, inoltre, si presenta come un dungeon davvero buio e infestato da nemici che non potete in alcun modo combattere in quanto bambino indifeso. I nemici sono quindi difficili da individuare, con la conseguenza che scappare e nascondersi sono le uniche strade percorribili. A facilitare il compito ci sono le candele, nascoste in discreta quantità nel castello, che possono essere piazzate sul pavimento in modo da illuminare l’area circostante e rilevare così i nemici.

Sicuramente questo è uno dei pregi del gioco, ossia un’atmosfera davvero misteriosa e pericolosa. Purtroppo, a lungo andare, è impossibile non avere un certo fastidio nell’esplorare il castello con un personaggio che è di una lentezza disarmante. È probabilmente una scelta voluta per rendere i nemici davvero pericolosi, ma onestamente la pesantezza di Hans è esagerata. Ad ogni modo, gli enigmi e la realizzazione delle stanze sono in generale ben studiati, anche se allo stesso tempo non spiccano per originalità rispetto a quanto visto con molti altri videogiochi dalla struttura simile. In più, in quanto unico dungeon, il castello risulta essere ripetitivo come ambientazione oltre che esplorabile completamente in poco tempo, mediamente sulle tre ore di gioco.

Il gioco presenta uno stile grafico in pixel art, ben realizzato, e un accompagnamento sonoro di altrettanto buon livello.

In definitiva, The Count Lucanor è un indie che ha dalla sua un’atmosfera intrigante ed una buona struttura ad enigmi. D’altro canto però, il prezzo leggermente oltre le aspettative, la breve durata, la monotonia del castello, la personalità del protagonista e la sua lentissima andatura che influisce davvero troppo sugli incontri con i nemici sono punti a sfavore non indifferenti. Resta comunque un’avventura godibile se siete amanti del mistero e soprattutto armati di tanta pazienza per sopportare il simpatico Hans.

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