Green Game: Timeswapper
Il verdetto di CoPlaNet
Voto, punti di forza e informazioni essenziali
Pro
- Un passatempo pensato per il mercato mobile
Contro
- Inadeguato al mercato console
- Gameplay ripetitivo e noioso
- Completamente privo di ispirazione
- Giocabile sono con il touchscreen
I TEMPI CHE CAMBIANO
Analizzare titoli pensati per dispositivi mobile trasposti su console non è un’operazione così semplice. Spesso, formule vincenti o titoli di spessore (pensiamo a Leo’s Fortune, ad esempio), possono trovare su console una seconda giovinezza, mentre altre volte possono dar vita a porting di qualità imbarazzante. L’arrivo di Nintendo Switch, per le sue caratteristiche hardware particolarmente congeniali a questo tipo di prodotti, non ha fatto altro che alimentare questo processo. Districarsi in questa giungla di porting diventa così particolarmente complesso e trovare titoli di qualità un’impresa davvero ardua. Quanto detto, descrive perfettamente l’ultima fatica dei polacchi di iFun4all, Green Game: Timeswapper, che portano su Nintendo Switch un discreto puzzle game al prezzo di 2,99€. Ne varrà la pena?

Green Game: Timeswapper, come detto, è un puzzle game che basa la sua formula di gioco sulla manipolazione del tempo. Toccando semplicemente lo schermo della nostra console, potremo così liberare un percorso irto di ostacoli al protagonista del titolo, un bizzarro volatile meccanico. Semplicemente spostando il fascio di luce verde da una parte all’altra dello schermo, potremo quindi superare indenni gli ostacoli che ci si pareranno di fronte, raggiungendo il traguardo e potendo così accedere al livello successivo. L’unica preoccupazione del gioco sarà quindi quella di sgomberare la strada facendo affidamento al nostro tempismo, direzionando anche i movimenti del volatile attraverso dei generatori di vapore che fungeranno da spinta.
La formula sarà destinata a rimanere la stessa per tutto il corso dell’avventura, per un totale di 50 livelli, che non rappresenteranno nemmeno una sfida così ardua per il giocatore. Solamente i livelli finali metteranno a dura prova i vostri nervi. La vera sfida di questo titolo è dunque rappresentata dalla raccolta degli ingranaggi sparsi lungo i livelli di gioco, che costringeranno il giocatore a direzionare il volatile verso le zone più ostiche degli stage, mettendo a dura prova prontezza e riflessi. Mentre alcuni degli ingranaggi, infatti, semplicemente incroceranno la nostra traiettoria, altri ci costringeranno a valutare con attenzione l’ambiente che ci circonda. Tuttavia, la meccanica alla base del titolo resta quella di un trial&error in cui il tempismo sarà fondamentale, sicuramente adatta al mercato mobile e che su Nintendo Switch trova una collocazione naturale soprattutto per il touch-screen della console.

Tuttavia, con quanto di buono ha da offrire il mercato Nindie di Switch, trovo davvero poche ragioni per consigliare Green Game: Timeswapper che, a fronte di un titolo che trova un suo perché nel mercato mobile e di un porting senza infamia né lode, trova i suoi difetti a livello soprattutto strutturale. Un gameplay tremendamente ripetitivo, una trama ovviamente inesistente e nessun valore aggiunto che portano a motivare il seppur esiguo esborso richiesto dalla casa produttrice.
Nonostante il touchscreen di Nintendo Switch, inoltre, ho riscontrato un sistema di controllo che non sempre risponde prontamente agli stimoli. La scarsa precisione dei controlli, in un gioco di questo tipo, non ha fatto altro che alimentare il risultato decisamente negativo.
Anche il design del titolo non è particolarmente attraente che, come suona il titolo stesso, si riduce a varie sfumature di verde senza particolari elevazione di stile. Non si salva nemmeno il level design che introduce durante il corso del gioco troppe poche novità per convincere il giocatore persino a portare a termine il titolo (un’impresa di neanche due ore), figuriamoci nel completarlo al 100%.

Nonostante un porting su Nintendo Switch possa trovare più di una ragione, Green Game: Timeswapper non ha però motivo di esistere e di essere preso in considerazione sul mercato console. Il fattore Switch è relegato solo alla modalità portatile (unica possibile) e ad un controllo touch che sembra relegare la console Nintendo ad un semplice smartphone. Chi possiede Switch può e deve pretendere di più. Il gioco stesso, in ogni caso, risulta incredibilmente ripetitivo con puzzle privi di ispirazione e con un design particolarmente monotono. Se proprio dovete considerarne l’acquisto, valutate dispositivi (leggasi smartphone) più adatti.
In qualità di Affiliato Amazon, CoPlaNet riceve un guadagno dagli acquisti idonei.
