Marvel’s Spider-Man: New York è il vero supereroe

Voto: 9/10 · PlayStation 4 · Marvel’s Spider-Man

Marvel’s Spider-Man – Recensione

Sviluppatore: Insomniac Games | Publisher: Sony Interactive Entertainment Uscita: 7 settembre 2018 (PS4), poi PS5 (2020) e PC (2022)

Quando Insomniac Games annunciò, all’E3 2016, di essere al lavoro su un nuovo capitolo videoludico dedicato all’Uomo Ragno, gli scettici non mancavano. Il personaggio aveva già avuto decine di trasposizioni videoludiche, alcune dignitose, molte dimenticabili, e nessuna aveva mai davvero saputo restituire ciò che rende Spider-Man un’icona: non solo i poteri, ma l’uomo dietro la maschera. Marvel’s Spider-Man è il titolo che finalmente ha colmato quella lacuna, ed è proprio da qui che parte il suo valore.

Peter Parker prima di Spider-Man

Il vero colpo di genio di Insomniac è aver costruito un Peter Parker maturo, già navigato nel mestiere del supereroe, ma tutt’altro che risolto nella vita privata. Il rapporto con zia May — qui volontaria in un centro per senzatetto, la F.E.A.S.T. — e quello con Mary Jane Watson, giornalista indipendente e non più semplice “damigella da salvare”, vengono trattati con una scrittura sorprendentemente adulta e sfumata. Sono legami fatti di silenzi, bugie a fin di bene, sensi di colpa e piccoli momenti di quotidianità che nessun altro gioco dedicato al personaggio aveva osato esplorare con questa profondità. È qui che il gioco smette di essere “un action con un ragno” e diventa un vero racconto di formazione, dove il conflitto interiore tra Peter e Spider-Man pesa quanto qualsiasi villain.

Acrobazie e combattimento: cinema che si gioca

Il movimento in città è probabilmente l’elemento più celebrato del titolo, e a ragione: il web-swinging restituisce una sensazione di velocità e libertà che pochissimi giochi open world hanno mai raggiunto, aiutato da un sistema fisico delle ragnatele pensato per agganciarsi realisticamente agli edifici, non a un punto invisibile nel cielo. Il combattimento, debitore del sistema “freeflow” reso celebre dalla serie Batman: Arkham, viene rivisitato con acrobazie aeree, gadget e improvvisazione ambientale che lo rendono estremamente scenografico. Come noti giustamente, la curva di apprendimento è dolce: il gioco è generoso con i tempi di reazione (le celebri “spider-sense” che rallentano l’azione) e questo lo rende accessibile anche a chi non mastica normalmente action puri, senza però risultare mai piatto per i giocatori più esperti, grazie a difficoltà selezionabili e a un ampio albero di abilità.

Una storia (e delle missioni secondarie) che si parlano

La trama principale — con un cast di villain storici come Kingpin, Mister Negative, il Vulture, Electro, il Rhino e un ambiguo Doctor Octopus — è costruita con un ritmo quasi cinematografico, fatto di colpi di scena ben dosati e un secondo atto che ribalta gli equilibri emotivi del gioco. Ma il vero merito, come sottolinei, è che anche le missioni secondarie non sono riempitivo: gli avamposti di crimine, i casi da detective legati alla task force di zio Aaron, le indagini scientifiche di Peter nel suo laboratorio, tutto contribuisce a costruire il mondo e spesso si interseca con la trama principale invece di correre su un binario separato, come accade in molti open world contemporanei.

New York come personaggio

Dal punto di vista tecnico e artistico, Marvel’s Spider-Man rimane a distanza di anni un piccolo capolavoro di direzione artistica. Manhattan ricostruita da Insomniac non è solo uno sfondo: è densa, verticale, viva di dettagli (dai taxi al traffico pedonale, dagli eventi ambientali ai piccoli crimini di strada), ed è proprio questa densità a rendere il web-swinging così soddisfacente — c’è sempre qualcosa da guardare mentre si vola tra i grattacieli. Non stupisce che il gioco sia stato lodato in particolare per la fotografia urbana e per l’uso della luce, tanto da spingere Insomniac a inserire una modalità foto estremamente completa, pensata apposta per catturare la città.

Le tute: fan service fatto bene

Anche il sistema delle tute merita una menzione a parte: non è semplice estetica. Ogni costume — dal classico rosso-blu alle rivisitazioni cinematografiche, fino a quelle ispirate a decenni di fumetti — porta con sé un potere passivo unico, trasformando la personalizzazione in una scelta anche strategica. È un modo elegante per rendere omaggio a ottant’anni di storia editoriale del personaggio senza risultare un semplice catalogo di skin.

Il verdetto

Marvel’s Spider-Man è riuscito dove tanti altri avevano fallito: capire che per fare un grande gioco sull’Uomo Ragno serviva prima di tutto un grande gioco su Peter Parker. Accolto con entusiasmo dalla critica internazionale — elogiato in particolare per grafica, narrazione, colonna sonora di John Paesano e meccaniche di traversal — è diventato uno dei titoli PlayStation 4 più venduti di sempre e ha di fatto ridefinito lo standard dei giochi di supereroi, aprendo la strada al sequel Marvel’s Spider-Man 2 e allo spin-off Miles Morales. Un titolo che, con qualche anno sulle spalle, resta ancora oggi un riferimento imprescindibile del genere.

Voto: 9/10

A cura di Rikx21