
Io lo so a cosa state pensando: un altro stupido porting per una portatile Sony? Quando impareranno a non rovinare saghe di questo calibro? Beh, stavolta vi consiglio di ripensarci, visto che Assassin’s Creed III: Liberation è tutt’altro. Infatti, il gioco è completamente indipendente dalla sua controparte per console casalinghe, raccontando una storia diversa. La domanda legittima è invece: com’è?
Per questa avventura portatile, Ubisoft Sofia ha deciso di creare un nuovo personaggio principale, per la prima volta di sesso femminile: Aveline de Grandpré, una ragazza afro-francese, e sempre per la prima volta non sarà presente il solito Desmond, ma solo l’Animus con voi al suo interno. L’avventura si svolge fra il 1765 e il 1777 (in un periodo parallelo ad AC3, ma più breve) fra la Louisiana e il Messico. Ci troviamo nel sud degli Stati Uniti in un periodo in cui la guerra fra francesi ed indiani sta volgendo al termine e la protagonista, seguendo una pista di schiavi misteriosamente scomparsi, si trova ad affrontare i templari in tre diverse location (New Orleans, le paludi del Bayou e gli scavi di Chichén Itzá) per assicurare alla propria causa il solito manufatto. La storia di Aveline è quindi interessante quanto ci si aspetterebbe da un Assassin’s Creed, anche se, devo ammettere, i primi minuti di gioco vi lasceranno un po’ perplessi a causa del rapido e poco dettagliato racconto della sua infanzia.

In termini di gameplay, ci troviamo di fronte ad un Assassin’s Creed un po’ snellito, ma mai snaturato. Mentre Aveline non è esattamente agile come Connor, i controlli rimangono molto intuitivi come in ogni capitolo del franchise. La meccanica di arrampicata rimane invariata e il sistema di combattimento, seppur meno profondo, è funzionale e di grande suggestione scenica. In più la bella protagonista ha a disposizione tre diversi abiti che le donano caratteristiche differenti: la tipica tenuta da Assassino, che ne esalta le doti di combattimento e di arrampicata, l’abito da schiava, per passare inosservata in determinati punti ed un elegante abito da signora per sfruttare doti di seduzione ed ovviamente aggirarsi indisturbata per il centro città. Purtroppo, come in molti giochi per Vita, a volte ci si trova di fronte ad un uso forzato di comandi touch e del giroscopio, e se i primi risultano essere ben integrati e godibili, la scarsa precisione del secondo vi causerà non pochi problemi nella risoluzione di un enigma. A parte questo, però, il gioco è decisamente ben riuscito: la città è viva ed estesa, la grande varietà di mosse che è possibile eseguire non vi farà mai sentire limitati nelle vostre azioni ed è possibile affrontare i nemici in vari modi adattandosi al proprio stile di gioco. Certo le missioni sono un po’ più corte e meno articolate rispetto a quelle del fratello maggiore, ma ricordiamoci che stiamo giocando su di una portatile e questo aspetto potrebbe esser visto anche come un pregio.

A livello di contenuto, devo dire che questo gioco è molto più “leggero” di quello a cui la seria ci ha abituati. La storia principale vi impegnerà per 10/12 ore al massimo, e le missioni secondarie non sono così varie e interessanti come si è visto in passato. C’è una modalità multiplayer che a mio parere non vale nemmeno la pena di essere provata, in quanto si tratta di un social game veramente misero e che nemmeno come applicazione di facebook sarebbe degno di nota. Quelli che si aspettavano di trovare una replica dell’esperienza online casalinga rimarranno estremamente delusi.
Graficamente il gioco sullo schermo OLED della Vita è poco meno che spettacolare, le ambientazione sono varie e dettagliate, le animazioni dei personaggi sono estremamente credibili, e da l’impressione di sfruttare al massimo le capacità grafiche del sistema. Per quanto riguarda l’audio gli effetti sonori e il doppiaggio in italiano sono buoni, le musiche invece pagano una forse eccessiva compressione dei file..
Per concludere: pur non essendo vasto come le versioni home console, questo gioco merita sicuramente la vostra attenzione. Ubisoft si è rivelata all’altezza di un progetto ambizioso come quello di portare l’esperienza di un vero Assassin’s Creed su di una portatile. Ci ha mostrato le potenzialità della piccola di casa Sony regalandoci un buon titolo, non privo di difetti, ma che vale assolutamente la pena di essere giocato.




