Secondo Shawn Layden, ex presidente di Sony Interactive Entertainment America, Xbox si trova davanti a un bivio paragonabile al “momento Dreamcast” vissuto da Sega. In una lunga intervista al podcast The Expansion Pass, Layden ha parlato della direzione intrapresa da Microsoft e ha rivolto un consiglio alla nuova CEO di Xbox, Asha Sharma: scegliere una strada precisa e seguirla fino in fondo.
Il riferimento al Dreamcast riguarda la decisione presa da Sega nel 2001, quando la compagnia abbandonò il mercato delle console dopo le difficoltà incontrate con la propria macchina e si concentrò sullo sviluppo e sulla pubblicazione di videogiochi per altre piattaforme, comprese quelle che in precedenza erano state sue concorrenti.
Per Layden, Microsoft si trova oggi davanti a due possibilità. La prima consiste nel tornare a considerare Xbox come una piattaforma in diretta competizione con PlayStation. In questo scenario, secondo l’ex dirigente, l’azienda dovrebbe prendere decisioni più nette sul ruolo delle esclusive e trovare nuovi modi per convincere sviluppatori ed editori di terze parti a sostenere la propria piattaforma.
L’alternativa sarebbe invece accettare pienamente il ruolo di grande publisher. Dopo l’acquisizione di Activision Blizzard e Bethesda, Microsoft dispone di un portafoglio di proprietà intellettuali e studi che, secondo Layden, le permette di competere nel mercato software anche senza fare affidamento esclusivamente sulla vendita delle proprie console.
«Devi scegliere una strada», è in sostanza il messaggio di Layden. Secondo l’ex dirigente, una piattaforma ha bisogno di esclusive per avere un’identità e un motivo per essere acquistata, mentre un grande publisher ha interesse a distribuire i propri giochi sul maggior numero possibile di piattaforme. Cercare di svolgere entrambe le funzioni contemporaneamente può creare una contraddizione strategica.
La questione riguarda in particolare l’attuale strategia multipiattaforma di Xbox. Negli ultimi anni Microsoft ha portato un numero crescente di proprie produzioni su PlayStation, riducendo il confine tra ciò che rappresenta un’esclusiva Xbox e ciò che viene considerato semplicemente un titolo pubblicato da Xbox Game Studios. Layden aveva già sottolineato in passato che questa strategia permette di ampliare il pubblico raggiungibile, ma allo stesso tempo rende più difficile utilizzare i giochi esclusivi come incentivo all’acquisto della console.
L’ex dirigente ha inoltre parlato di Xbox Game Pass e del rapporto tra il servizio in abbonamento e la vendita dei giochi. La possibilità di accedere alle produzioni Microsoft attraverso un abbonamento, soprattutto quando i titoli vengono inseriti nel catalogo al lancio, pone secondo Layden un’ulteriore questione sul valore della vendita tradizionale del software. A suo giudizio, Microsoft sta cercando di perseguire contemporaneamente obiettivi diversi, creando una situazione difficile da sostenere nel lungo periodo.
Nel corso dell’intervista Layden ha comunque riconosciuto gli sforzi di Asha Sharma, descrivendo la nuova CEO come impegnata nel tentativo di rimettere Xbox sulla giusta direzione. La dirigente è arrivata alla guida della divisione mentre Microsoft sta portando avanti una profonda riorganizzazione, con tagli al personale, modifiche alla struttura degli studi e una maggiore attenzione verso alcune delle sue principali proprietà intellettuali.
Il paragone con Sega non equivale però a un annuncio sul futuro dell’hardware Xbox. Microsoft continua a lavorare sulla prossima generazione di console, identificata pubblicamente come Project Helix, mentre l’azienda ha ribadito la propria volontà di continuare a investire nell’ecosistema Xbox. Le parole di Layden rappresentano quindi la sua interpretazione della situazione e un consiglio rivolto alla dirigenza, non una conferma di un possibile abbandono del mercato hardware.
La domanda sollevata dall’ex dirigente riguarda soprattutto l’identità futura di Xbox: una piattaforma che deve tornare a distinguersi attraverso hardware ed esclusive oppure un grande editore capace di distribuire i propri giochi ovunque si trovi il pubblico. È proprio questa scelta, secondo Layden, a rappresentare oggi il possibile “momento Dreamcast” di Microsoft.
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